domenica 3 maggio 2009

C.O.D "La Velocità Della Luce"




Iniziamo dalla biografia del gruppo, ripresa da Rockol...

"Emanuele Lapiana (voce, chitarra, tastiere e testi), Dennis Pisetta (chitarre e tastiere), Fabrizio Casali (basso) e Massimo Garbari (batteria) sono i C.O.D., gruppo di Trento formatosi nel 1993 e passato attraversi cambiamenti di formazione durante la tipica gavetta delle band italiane (nel loro “palmares”, la vittoria in concorsi quali “Musikadine”, “Ritmi globali”, Enzimi” e la finale nazionale di “Rock targato Italia”). Nel 1997 si sono stabilizzati sulla succitata line-up e nel giro di due anni sono giunti all’album di debutto, LA VELOCITÀ DELLA LUCE, prodotto da Luca Rossi (Ustmamò). Il nome è l’acronimo di Crack Opening Displacement, ovvero il valore raggiunto il quale un materiale metallico in trazione passa dalla crepa alla rottura totale.
Dopo la pubblicazione di un EP, la band rompe con la casa discografica e si ferma per un lungo tempo. Si riaffaccia prima con la pubblicazione di un brano in rete nel 2003, poi con il secondo disco PREPARATIVI PER LA FINE, che esce nel 2005 per la Fosbury Records, ed è in larga parte basato sui provini rifiutati dalla Virgin nel 2001."

Come avete capito si parla dei C.O.D e davvero se un blog come il mio è stato fatto per mantenere una memoria storica di gruppi che non meritano di essere dimenticati..beh, i C.O.D non devono e non possono finire nella dimenticanza. Per la loro bravura, per la loro qualità, per quell'indie rock vibrante, carico, intenso, a volte oscuro e passionale che proponevano, per la voce e i testi del Lele (caro amico che saluto e abbraccio forte...e vi invito a vedere il suo nuovo, ottimo, progetto musicale: IL NANO) e la sua passione per i Church e i Diaframma, per tutte le sfighe che hanno avuto e senza le quali chissà dove sarebbero potuti arrivare, perchè è bello sapere che la musica del Trentino aveva un altro nome fondamentale ben prima dei Bastard Sons of Dioniso (e complimenti pure a loro!), perchè gli Scisma tanti anni fa mi dissero "Ricky, il miglior gruppo italiano sono i C.O.D"...insomma per tutti questi motivi e tanti altri che non vi scrivo oggi il post è dedicato a questo magnifico disco dei COD, che seguiva quell'esordio di "Polaroidinuntuffo", dal quale vennero riprese canzoni anche per questo disco che usciva per Virgin e che avrò ascoltato un milione di volte....e non mi sono mai stancato di farlo! Se non li conoscete o li avevate persi per strada o ne avete solo sentito parlare..beh...ritrovateli o scopriteli ora...(1999 Virgin)

Ecco la recensione del disco di Rockol...

"Il 99% dei giovani gruppi italiani è costituito da inutili sfaccendati che hanno capito che tirarsela, alla fine paga. Non facciamo nomi e cognomi perché non basterebbe lo spazio, ma possiamo citare il recente esempio di un gruppo di genietti che si è preso la briga di spiegare alla stampa ogni canzone del suo ultimo disco con un lungo pamphlet dal dettagliato piglio saggistico - tanto per prevenire il sospetto che l’album sia la proverbiale, fantozziana cag... pazzesca.
Ecco, la speranza è che i C.O.D. non soffochino in questo panorama. Che non finiscano a ingrossare le fila del “giovane rock italiano” che è bello e palpitante in quanto giovane, vedendo inserito il loro nome negli elenchi della “musica del 2000” che ogni bravo giornalista ha pronto in un cassetto mentale, quello in fondo alla relativa scrivania mentale. Quello in cui beninteso non si guarda mai, per correre dietro al solito cadavere eccellente da hit-parade.
Sia chiaro che i C.O.D. devono ancora lavorare, e di brutto, per evitare di cullarsi voluttuosamente in una specie di malinconichilismo (Gesù, non posso credere di aver scritto una cosa del genere. Mi avrà ispirato “Nevicadere”) presente in brani come “Michelle #6” o “Le balene”. Anche se quest’ultima include un verso come “Tu mi fai la strategia della tensione” che merita spazio accanto alla “ragazza la cui faccia ricorda il crollo di una diga” di De Gregori tra le frasi-monumento della canzone italiana. Ma sin dalle prime note del disco si capisce che i quattro musicisti trentini fanno parte dell’1 per cento per il quale vale la pena continuare a pubblicare e ascoltare dischi italiani. I testi di Emanuele Lapiana sono belli, a volte molto belli, a volte splendidi (“Fiore” e “Scolorina” sono da antologia); la prima metà del disco regge una tensione rara, che ricorda “Achtung baby”, anche se le dichiarazioni d’amore esplicite sono Marlene Kuntz (citati in “Le balene”) e Ian Curtis, cui è dedicata “Nevicadere”. Ci sono momenti in cui il suono scelto è il migliore possibile, e in cui l’impasto sonoro, il limite più frequente per i musicisti e produttori nostrani nonostante i progressi di questo decennio, regge il confronto con la musica inglese: bravo Luca Rossi (Ustmamò), che continua a migliorare come produttore. Per questo ci auguriamo che i C.O.D., che già si sono scelti un nome che in qualche modo odora di “altro” (R.E.M., C.S.I., S.O.D.) resistano alla tentazione di proporre troppi ammicchi culturali andreapezzeggianti, tipo il cartoon “Neon Genesis Evangelion” scelto come artwork, il “Vellocet” cui è intitolato un brano, mentre un altro, molto bello, si chiama “Pol@roid” - come il film Viol@ o una pubblicit@ che non citiamo. Che p@lle, sta @. Piccole debolezze di gioventù, certo. Che però gli costano il 10 in pagella - si scende a 8,5. Oppure 8/9 o 9--. Qualcuno ha mai capito quale valesse di più?"
(ndr:...liquidare in così poche parole un pezzo magnifico come Pol@ro.id è semplicemente da galera per questo recensore...ascoltatelo e poi ditemi voi che emozioni vi da!).


- Pol@ro.id
- Fiore
- Nevicadere
- Le balene
- (Giulio) Delle stelle
- Scolorina
- Respirare (nonfunziona)
- Vellocet
- Michelle #6
- Atomico (reprise)

C.O.D

8 commenti:

  1. conservo ancora piuttosto gelosamente questo (ormai) introvabile cd!
    e ricordo che quando uscì, dodici anni fa, la stampa specializzata non esitò ad osannarlo, sia per l'approccio musicale, un pop rock di notevole fattura, sia per la pregevole ricerca letteraria che il mitico Lele fece per consentire ai testi di diventare autentiche poesie metropolitane.
    sicuramente pesarono le defezioni subite all'interno del gruppo ma penso ch alla base degli insuccessi futuri e del congelamento della band durato più di un lustro, ci sia stata l'eccessiva noncuranza della grande casa discografica che volle lanciare in pompamagna il gruppo alternativo sulla bocca di tutti all'epoca, salvo poi licenziarlo una volta non ottenuti i profitti sperati... sembrerò cinico ma, avendo conosciuto Emanuele Lapiana, ora alle prese con una vita da normale cittadino che gli sta regalando tante soddisazioni e con il progetto "il nano", mi viene da pensare che i talenti nostrani non siano di certo compresi da chi maneggia l'industria discografica!
    Gianni Gardon

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  2. Parole che andrebbero messe in una cornice!

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  3. puoi riuppare questo magnifico cd???

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  4. Di solito le cose messe su non le vado a ritoccare o a riprendere. Il mio blog vuole giusto essere un invito all'ascolto. E a volte ci può stare che l'audio non sia proprio il top.
    Ma se avrò tempo magari per i COD posso fare 1 eccezione!
    Ciao. Ricky

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  5. Magari si potesse riupppare!
    Te ne sareai grato per sempre!!
    Aspetto. Anzi aspettiamo!

    C.O.

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  6. Ciao, purtroppo niente più musica sul mio blog. Mi spiace. Veramente. Ricky

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