venerdì 24 luglio 2009

Gene "Olympian"






Era attesissimo questo disco in Uk nel 1995. I Gene avevano sorpreso tutti con un suono che davvero evocava in modo diretto e spudorato gli Smiths. I loro singoli, ricchi di forti emozioni e di un incantevole calore erano quotatissimi, quindi questo “Olympian” era davvero il momento della verità, e non sbagliarono.
Il poeta Martin Rossiter e il chitarrista Steve Mason riuscirono a trasmetterci uno spirito romantico, evocato da canzoni ricche di tinte umorali e sognanti, certo molto vicine agli Smiths, ma forse con emozioni ancora maggiori. Martin ci parla di delusioni, di amori finiti o difficili, di inquietudini che ogni giorno ci colpiscono, con uno spirito fortemente inglese che si evince anche nei tratti chitarristici di un Mason, così precisi e morbidi e sempre attenti anche al minimo dettaglio.
Tutto funziona così bene che sembra quasi impossibile, a tal punto che il gruppo, a eccezione del valido secondo disco, non saprà più ripetersi su questi livelli.
La accattivante “Haunted by you” apre il disco in modo diretto e preciso, un riff di chitarra sublime e indimenticabile. E poi ecco le splendide ballate elettriche, marchio di fabbrica di questo lavoro, che si dispiegano in tutta la loro melodia “Your Love, it lies” e “Truth, rest your head”. Sfumature più dolci e acustiche per “Still can't find the phone”. Ma il sogno diventa meraviglioso con la struggente “London Can you wait”, con un crescendo centrale che davvero conduce alle lacrime. La musica diventa poesia e si eleva oltre l'emozione pura in “Olympian”, una canzone davvero memorabile, che tra piano e arrangiamenti orchestrali aveva fatto gridare la stampa inglese a una magica fusione tra “Bowie e Roxy Music”. Sublime la conduzione vocale di Martin.
Ancora adesso a parlare di questo disco mi emoziono troppo. Ma allora era davvero impossibile farne a meno. Da avere e da adorare, anche per la splendida e sognante grafica. (1995 Polydor)


Fra i tardi discepoli degli Smiths si contano anche i Gene, una delle grandi trovate pubblicitarie del 1994, messi assieme dal cantante Martin Rossiter (nei panni del Morrissey piu` piagnucoloso) e dal chitarrista Steve Mason (in quelli del Marr piu` anonimo).
For The Dead (Costermonger) e Be My Light sono le canzoncine che li rivelano. Sleep Well Tonight e Haunted By You (forse la migliore) vengono raccolte sull'album Olympian (Polydor, 1995), insieme ad altre stucchevoli imitazioni come A Car That Sped, Olympian, Your Love, It Lies e London, Can You Wait. L'edizione americana dell'album contiene anche i primi due singoli. Il vero deus ex machina e` Mason, un chitarrista fantasioso e sensibile che puo` colorare una canzone tanto di cascate sinfoniche quanto di vagiti country. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)


Barely a year old, Gene have already attracted the standard amount of instant acclaim in merry old England. In this latest case the critical clamor has cleaved neatly into opposing sentiments: either a rousing "Brilliant. Olympian is indeed the music of the gods!" or a skeptical "Not the Smiths but an incredible simulation." Unsurprisingly, Olympian's reality falls somewhere in between. Gene are a jaunty, garrulous and ardently melodic combo whose elemental resemblance to Morrissey, Marr and Co. definitely borders on the ridiculous.
Everybody's got to steal from somebody at first, so why not ape the most influential British band of the last 15 years? Gene do it better than the scores who've tried before; the resemblance is borne equally of genuine hommage, shameless copping and sheer coincidence. The brunt of the blame rests with frontman and lyricist Martin Rossiter. His foppish demeanor, voluble moping and gay sensibility serve only to enhance his mirror-image-of-Morrissey vocal timbre. Rossiter's songs couldn't be more vivid or tuneful, though. Meanwhile, Gene guitarist Steve Mason recalls the late Mick Ronson (a more recent Morrissey collaborator) rather than the Smiths' Johnny Marr. Mason propels Rossiter's otherwise dainty pop melodramas with sustained explosions; delicate arpeggios erupt into glamish electric leads and gusto-ridden arena riffs.
This formula is most satisfying on "Sleep Well Tonight," a wry-eyed anthem to a pub punch-up, and "London, Can You Wait," on which Mason's gutty crunch underscores an angry declamation of loss and unexpected death. Death – and, it's implied, AIDS – is a repeated subject for Rossiter ("Haunted by You," "For the Dead"). He regards death as bitter injustice and painful reality, not just some bloodless, morbid writer's fixation. The snappy, gorgeous songs remain very much alive, bursting with a passion and aggression that makes Rossiter believable when he warns with that dandy pop voice of his, "Here comes me thunder!" (from "Your Love, It Lies"). Though Gene come off like Badfinger to the Smiths' Beatles at this point, Olympian has plenty to offer of its own – including the potential for uniqueness further down the line. (JASON COHEN - http://www.rollingstone.com/)

Kicking off with the sprightly "Haunted by You," Olympian immediately conjures images of the Smiths, particularly "This Charming Man." Martin Rossiter's voice also sways like Morrissey, yet his band plays their songs as if they were hard rockers, bringing a desperate edge to their best material. Most of Olympian's finest moments were singles -- aside from "Haunted by You," the epic sweep of "Sleep Well Tonight" and the gentle urgency of the title track form the heart of the album; two other singles were added to the American version, including the stellar "Be My Light, Be My Guide." While Gene manages to carve out an identity indebted to the Smiths but not dominated by them, they also fail to produce an album of consistently compelling material -- considering that it's a debut album, that's not a fatal flaw. And Gene's best material shows they are capable of transcending their influences. (Stephen Thomas Erlewine, All Music Guide)

- Haunted by You
- Your Love, It Lies
- Truth, Rest Your Head
- Car That Sped
- Left-Handed
- London, Can You Wait?
- To the City
- Still Can't Find the Phone
- Sleep Well Tonight
- Olympian
- We'll Find Our Own Way
- Fot The Dead
- Be My Light Be My Guide


GENE

10 commenti:

  1. i GENE....che dire, probabilmente il Gruppo brit per eccellenza (secondi solo a i Suede).
    li ho seguiti fino al ultimo bellissimo album...ma spero sempre che ci ripensino e ritornino a fare grandi dischi...i ricordi di quei giorni mi portano le lacrime a gli occhi...no Londra non poteva aspettare, e con tutti i miei sogni partii...c'ho fatto due anni il quel bordello, però soono stati 2 anni indimenticabili

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  2. Ti dirò..per me sono così "per eccellenza" che vengono anche prima dei Suede!
    Sono sempre in attesa di questo fantomatico disco solista di Martin....staremo a sentire.
    Dimmi che c'eri pure tu a Milano nel loro primo concerto italiano in quel posto piccolissimo...fu un delirio!!!

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  3. Purtroppo no...i Gene non li ho mai visti dal vivo...ricordo di aver saputo del concerto il giorno dopo...che rabbia

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  4. i Gene nel 95 a milano hanno suonato al Beau Geste, una piccola discoteca di fronte alla Torre Velasca. Ancora anni dopo in interviste con i giornali inglese ricordavano quel concerto per la magnifica atmosfera che si era creata col pubblico. Purtroppo me li persi, e li vidi solo 2 anni dopo al tunnel, club vicino alla stazione centrale. Bel concerto anche quello.
    alberto

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  5. Quindi l'unico idiota a cui i Gene facevano letteralmente vomitare e li ha visti sia al Beau Geste (però in effetti bel clima, strapieno di belle f...e) che al Tunnel sono io? Uau, che perdita di tempo... piuttosto i Marion (sempre al Tunnel)... ma che figo era il Tunnel in quegli anni?

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    1. scusa ma perchè sei andato a due concerti di un gruppo che ti faceva vomitare? sei proprio un genio...
      alberto

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  6. gracias, desde Argentina.

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  7. E che dire del loro live stratosferico al Barumba di Torino sempre nel 2005 con il pubblico che cantava a squarciagola con le lacrime agli occhi!
    Come direbbe qualcuno "orgasmici"!

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  8. Caro Ian, concerto pazzesco!! C'ero e non lo dimentico. Mi sa che le date italiane dei Gene nel corso degli anni me le sono viste tutte. Anche le date di Bologna e Firenze furono grandiose! Certo, quella del Beau Geste rimarrà nella storia.
    Mi fa morire l'anonimo che pur odiando il gruppo se li è visti 2 volte dal vivo...quello è puro masochismo!! ;-))
    Il Tunnel avevo una gran bella programmazione, poi sulla bellezza in sè del locale avrei qualcosa da dire! ;-) Un pò troppo claustrofobico per i miei gusti!

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  9. subelos a otra pagina no te dejes chavo tienes una biblioteca musical de maravilla!!!!...saludos desde México!!

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