giovedì 2 luglio 2009

Mao "Casa"





Eh, che dire? Dio, avrei così tanto da parlare per presentare questo disco che potrei non finire più. tanti e tali sono i ricordi, le immagini, le situazioni che questo disco mi riporta alla mente che davvero ci vorrebbe un blog solo per l'album "Casa". Cambiano nel nome (senza rivoluzione) e nel suono i Mao, meno elettronica e più basso,chitarra e batteria. Le melodie si fanno vincenti e immediate e classiche se vogliamo, e lo spirito ironico di Mao e le chitarre di Matteo Salvadori sono il filo conduttore di un disco diretto, pop e avvolgente. Pezzi più movimenati ed esplosivi (penso a Romantico, Chinese Take Away) si alternano a ballate commoventi, lucide e intimiste (sopratutto nei testi magnifici). Un disco che davvero non ha punti deboli. E questo è per parlare del disco...poi ci srebbe tutto il resto, gli show miei e di Vanoli ai concerti, Mago Medina con il pollo in mano, il Cardinale, Ale (che poi andrà nei Sushi), la trasferta a Torino e Matteo hde mi consiglia di cambiare medico, Mao che trova la parola cantautore "troppo altisonante"....e questo è solo una piccola parte, attendo il commento di Vanoli, anche lui, come me, incantanto da questo piccolo, splendido, immenso esempio di intimismo e realismo pop!! (1997 Virgin)

Secondo album per Mao e la rivoluzione, che oltre ad accorciare il nome si presentano all'appuntamento con un album più immediato e a fuoco del precedente SALE. CASA è un album che mette in mostra tutto il talento di questa band, dedita ad un pop-rock urbano tanto minimale nei testi quanto efficace e ferrato sul versante arrangiamenti, con suoni all'insegna del low-fi più dichiarato. Mao, il cantante, ha la faccia impenitente di un Celentano e buon gioco nel caricare di significato composizioni che forse altrimenti passerebbero più sotto silenzio. Il brano di apertura, "Stringimi", è un ottimo esempio del pop proposto da Mao, che nell'album trova anche il modo di piazzare altri colpi vincenti come "Bolla di sapone", "Romantico" (con la quale il gruppo è riuscito ad entrare tra le nuove proposte del Festival di Sanremo), "Pazzo di te" e "Il mare di Tokyo". E' un disco in bianco e nero e non solo nella foto di copertina: quadri, immagini e paesaggi urbani in bilico tra grigiore ed energia compressa, sostenuti da chitarre nervose e da una voce finto-spensierata che a tratti risuona persino beffarda. CASA nasce in una casa di montagna, per l'appunto, mentre per la preproduzione sono bastati venti giorni di lavoro trascorsi sulle colline astigiane, in un'altra casa, questa volta di collina. L'avventura del disco si conclude nel più 'casalingo' dei nostri studi di registrazione, vale a dire l'Esagono di Rubiera (già mèta del Ligabue di BUON COMPLEANNO ELVIS), dove il gruppo ha inciso le canzoni decidendo di autoprodursi artisticamente. Un buon album, CASA, che siamo certi aiuterà il gruppo torinese a farsi conoscere e apprezzare come già aveva iniziato a fare con il precedente album. (www.rockol.it)


- Stringimi
- Bolla di sapone
- Chinese take-away
- Romantico
- Prima che sia troppo tardi
- Sogni d'oro
- Pazzo di te
- Il mare di Tokyo
- La moglie del soldato
- Colazione
- Solo quando piove
- Satelliti
- Casa

MAO

4 commenti:

  1. il secondo disco di Mao rappresentava un tentativo (a mio dire perfettamente riuscito) di creare una strada credibile di pop rock all'italiana, un suono che non fosse banale e melenso...
    I ragazzi di Torino (nonostante l'eliminazione della dicitura "la rivoluzione" il progetto rimaneva collettivo) hanno fatto molto di più, scrivendo, interpretando ed arrangiando brani memorabili.
    la mia preferita è "satelliti", lo dico subito a chiare lettere... d'altronde, anke su wikipedia la pagina di Mao si apre con una citazione tratta dallo splendido testo minimale del mitico Gurlino.
    il talento di Mao con gli anni si rivelerà enorme, sconfinando spesso in attività extra musicali (alcune discutibili come far da spalla ad Andrea Pezzi, altre molto interessanti come la direzione di un festival di cinema) ma è in questo disco che si manifesta appieno.
    satelliti è una ballata memorabile, stringimi è uno splendido slow pop con alcuni passaggi testuali memorabili, romantico è un brano orecchiabilissimo, che meritava ben altra fortuna alle selezioni di sanremo giovani.
    ricordo ancora la mia trepidazione nell'attesa della loro esibizione... cavoli, quell'anno c'erano anche luciferme, soon, giuliodorme, max gazzè... tutti imbambolati ad aspettare i zarrilli e gli albani di turno ed io e Ricky quasi commossi davanti al video per sentire i nostri eroi... come andò in molti lo sanno: tutti fuori (o quasi, mitici i Luciferme)gli artisti alternativi, alcuni senza rimpianti (insomma, ammettiamolo: Odette non aveva dato il meglio di sè, forse tradita dall'emozione, dal contesto fuorviante o stanca per essersi esibita per ultima) altri in modo assolutamente immeritato.
    alludo proprio al quartetto piemontese: in quell'occasione Mao, Matteo Salvadori, Mago Medina e l'immenso Gep Cucco hanno sfornato un live di 4 minuti perfetto, bucando lo schermo e allietando le nostre orecchie bramose di it-pop, quello vero, non quello millantato da Alex Britti.
    poi gli aneddoti che abbiamo vissuto io e Ricky con il gruppo sono molteplici: ricordo con piacere che durante pazzo di te al mitico Hexo, ho fraternizzato con una ragazza che inavvertitamente era stata addocchiata anche da un noto amico somigliante ad un altrettanto notissimo cantautore italiano e che non si sa come e in quali condizioni psico-fisiche la coppia britpop più famosa della rete si è ritrovata in ginocchio in mezzo alla statale Brescia- Bergamo in piena notte dopo aver tentato di salire sul plumino dei nostri amici torinesi!
    potrei continuare parlando dell'abbraccio fraterno al Barrumba dopo tappa a Milano per i Divine, oppure quella volta al covo che abbiamo aiutato a portare gli strumenti e le ragazze presenti ci hanno scambiato per dei "roadie"...
    grazie per tutto, per la splendida musica ma anche per questi indelebili ricordi di vita
    Gianni Gardon

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  2. Caro Vanoli che emozioni a leggere questo commento.
    Parole che sposo in pieno, dalla recensione dell'album, all'incazzatura per quella maledetta serata che davvero segnò la svolta per i Mao con il non ingresso a S. Remo, ai ricordi indelebili ed epici di serate folli a base di Gin Tonic....e ora, caro Vanoli, chiudendo gli occhi mi sembra di essere ancora li, in pista abbracciato a te, Dottor Gep e Matteo Salvadori a saltare e a cantare "...I get knocked down, But I get up again, You're never going to keep me down...."!!!!
    YEAHHH!!!

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  3. qualcuno sa dirmi come rimediare l'album casa originale'?????

    per favore rispondetemi a questo indirizzo...
    makepovertyhistory-@hotmail.it

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  4. Sicuro che su ebay non lo trovi?

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