venerdì 17 luglio 2009

Miles "Miles"



Ancora una volta il tripudio pop targato Miles. Senza dubbio un disco ricco di sorprese e di melodie pazzesche. A scuola di pop, dai Teenage Fanclub ai Pet Shop Boys, con un guitar pop che conquista e arrangiamenti da 10 e lode. In un mondo perfetto sarebbero stati i veri re del pop...altro che Michael Jackson!! Sotto un breve articolo di Rockol sul gruppo in merito all'uscita di questo disco... (2000 V2)

Esce domani, 28 settembre, il terzo disco dei Miles, la band tedesca composta da Tobias Kuhn, Mike Silver, Ronny Rock e Renè Hartmann. Il cd si intitola semplicemente “Miles”, perché “adesso possiamo dire di essere in grado di fare della buona musica, della musica che rappresenti ciò che noi vogliamo dire: chi ascolterà questo cd potrà dire di avere ascoltato la musica dei Miles”, spiega il leader della band Tobias, che Rockol ha incontrato a Milano.
Fino ad oggi la band ha seguito un percorso potremmo dire da autodidatti: tutti tranne Ronny, il batterista hanno imparato a suonare… suonando, appunto.
La storia dei Miles inizia dieci anni fa, quando Mike e Tobias, 15enni compagni di scuola, decisero di mettersi assieme per suonare, come spesso avviene a quell’età. Da lì a poco si aggiunsero Ronny (batterista) e Renè (bassista). Gli esordi furono come quelli di tanti: demo tapes inviati a varie case discografiche, e tante porte chiuse. Tanto che con Sigi Schuller, loro manager, decisero di creare un’etichetta, la Spool Records, con la quale pubblicarono il primo disco “Baboom” (1994). Seguì “The day I vanished” (1998).
Oggi, anticipato dall’uscita dei due singoli “Perfect world” e “Sonic 2000” sono pronti il disco nuovo e il tour che li porterà in giro per tutta Europa (Germania, Austria, Olanda, Svizzera e Italia) e in Giappone: “i giapponesi –spiega Tobias– sono abituati a vivere in una società che tende a reprimere l’individuo, perciò sono più propensi ad ascoltare generi musicali diversissimi tra loro”.
Non per distinguersi dalla grande massa, i Miles fanno propri generi musicali diversissimi tra loro come rock, pop e indie. “È stato un approdo naturale: ognuno di noi contribuisce alla realizzazione del disco, chi scrivendo i testi delle canzoni, chi arrangiando la parte strumentale, chi lavorando al nostro sito internet www.miles-music.net”. E il risultato è una fusione armonica di questi generi, a partire da “Perfect world”, che per certi può sembrare un trait d’union tra i Beatles e i Pet Shop Boys, fino a “Bogota”. E se gli si chiede se li secca essere soggetti a continui confronti rispondono: “sappiamo che è un pallino dei giornalisti, come sappiamo che quando ascoltiamo la nostra musica è completamente diversa da quella cui ci paragonano”. (www.rockol.it)

- Disco Queen
- We Need More Close-Ups
- Sonic 3000
- Bogota
- Barracuda
- Perfect World
- Where Does It All Belong To
- I Can Hear Music
- Build Up A "Connaissance"
- Baboon
- Grasshopper's Gone


MILES

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