sabato 4 luglio 2009

Sushi "Un leggerissimo disturbo da panico"



Ma come faccio? Come faccio a parlare di certi dischi e provare, dico solo provare, a non farmi trasportare dalle emozioni? L'obiettività non esiste in queste mie parole, ve lo dico subito. Perchè per me Ale Bavo è un genio, un talento vero, oltre che 1 amico, basta guardare quello che poi la sua carriera ha riservato (musicista, dj, produttore, impegnato in mille progetti tutti interessanti e originali). Elettro pop in apparenza scanzonato e disimpegnato, ma solo in apparenza quello dei Sushi.
I testi di Ale, interpretati poi dalla sorella Otti, parlano anche di disagi, di un mondo che non è solo sole, ma anche notte, non è solo sorrisi, ma anche sconfitte. Il tutto incastonato in queste basi sempre vincenti, accattivanti e mai scontate. Un disco da riscoprire senza dubbio. (1999 Mescal)

Pop-elettronico di matrice italiana. Ebbene sì, proprio questa formuletta racchiude la sostanza della proposta sonora dei Sushi, bravi a rimescolare le carte di certa musica "alla moda" avvalendosi del talento che risponde al nome di Max Casacci. Non aspettatevi però che "Un leggerissimo disturbo da panico" sia una fotocopia del sound targato Subsonica; è invece il classico disco carino che pesca in tutte quelle sonorità che vedono protagonisti personaggi quali le Cibo Matto, i Pizzicato Five e Fantastic Platic Machine, tanto per fare alcuni nomi. Il trio torinese, accasatosi per il primo lavoro alla intraprendente Mescal, rimescola, appunto, non solo le carte ma anche certi ingredienti ormai da tempo assaporati dal pubblico italiano.
Non penso sia da addebitare al destino il fatto che l'album sia stato registrato e mixato quasi interamente nello studio "Casa Sonica", fattore che avrà influito non poco sulla scelte finali. È perciò normale sentire brani stuzzicanti come 24 ore, con la voce di Otti campionata nelle strofe e squillante nel ritornello, o la successiva Mi spiace ma, quasi una ballata se non fosse per il ritornello d'assalto. I Sushi, come avrete ben capito, fanno delle macchine il loro punto di forza, ma grazie alla regia attenta dell'ex Africa Unite riescono a realizzare 10 episodi che rimangono sempre in equilibrio senza mai uscire fuori dal seminato.
Hanno perciò la fortuna di esordire con un suono già pronto per il mercato, sia perché nello Stivale ci ha già pensato qualcuno a farlo gustare (non vi ripeto il nome altrimenti sarei noioso!), ma anche per il fatto che la loro idea è al contempo (quasi) nuova e orecchiabile.
Non penso che gli amanti di certo rock riusciranno ad apprezzare questo album che fa della 'leggerezza' il suo punto di forza, tanto che questa mia affermazione potrebbe sembrarvi un paradosso. Invece è solo una constatazione di fatto e il presupposto che l'aggettivo 'leggero' coincida con 'commerciale' stavolta non è azzeccato.
Se cercate un disco per l'estate '99 questo può fare al caso vostro; nel frattempo aspettiamo che il trio cresca per partorire qualcosa che possa 'pesare' più del primogenito, comunque in forma smagliante. (Faustiko - Rockit.it)



- Viaggio in Cina
- Ua-uaaà!
- 24 ore
- Mi spiace ma
- Sto scherzando
- Se
- Disco che si muove
- Riso
- Il Pezzo dell'estate
- La mia Cameretta

SUSHI

1 commento:

  1. e così pure i Sushi a Britpop e dintorni!
    beh, se lo eritano... tralasciando poi il rapporto col mitico Ale Bavo, ora impegnato a Casasonica, un po' il braccio destro di Max Casacci e nel progetto noise dark molto interessante dei Petrol...
    qui però siamo in pieno territorio pop, di quello anni '80... new romantic, si divertiva a definirsi lui, ricondecendo la sua storia musicale a Duran Duran e compagnia... Ale arruolò l'amico d'infanzia e la sorellina Otti che, dapprima ci colpì per un fattore estetico rilevante, poi pian piano seppe conquistarmi anche le orecchie!
    perchè questo è un buon disco... "se" da non confondere con l'omonima dei pessimi Naftalina, è allegra e trascinante, la mia cameretta è emblematica degli esordi del gruppo...
    spero che il buon Ricky dedichi spazio anche all'album successivo, che ritengo molto più profondo e maturo, oltre che più interessante a livello concettuale...
    Ale è uno che ci sa fare e già come collaboratore di Mao seppe dare una svolta di suono e, perchè no?, di immagine al gruppo torinese. con i Sushi si è introdotto al mondo musicale e ascoltiamo sempre con curiosità ogni suo nuovo progetto

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