lunedì 20 luglio 2009

Urusei Yatsura "Everybody Loves..."



Ultimo capitolo sulla lunga distanza dei magnifici UY, che come sempre viaggiano per la loro strada sonica e pagano i commoventi tributi ai loro eroi di sempre. Il classico disco che non dice nulla di nuovo sul gruppo, ma che non avere in discografia è un sacrilegio! (2000 Oni)

Of course everybody does. Until it's time to reel in the wallet chain and buy the actual records. Whereupon 'everybody' suddenly remembers they're washing their hair tomorrow night and never calls again.
So after an EP-long stint on Beggars Banquet, the squally Glaswegian wunderkind are releasing their third - and most accomplished - album on their own Oni label. Depending on the size of your fanzine collection, this is either a Delgados-style DIY triumph, or proof positive that Urusei's serrated lo-fi pop will never take over the world.
A shame, because in theory there's a Pavement-shaped vacancy at the heart of guitar pop, and Urusei - vanity publishing or not - should be a shoo-in. Indeed, the fx-warped 'Silver Dragon' aside, 'Everybody Loves...' boasts more thrilling Velvets- style chug-pop and less navel fuzz than ever before. Songs like 'Louche 33' and 'Eastern Youth' scrap Urusei's more spattery excesses for tunes, tambourines and Mary Chain 'sha-na-nas', with no loss of cool. 'Our Shining Path', meanwhile, is as fierce a guitar feeding frenzy as they've ever written. There are useful experiments, too: beanpole heartthrob Fergus Lawrie's sweet alienation ballad, 'Sores', and Graham Kemp's analogue haiku, 'Osaka White'.
Twelve reasons, in short, to fall in love with Urusei all over again. By rights, they should be adored, showered in small Japanese wind-up toys and fanned with rare comics. You fear, though, that in these cruel times, they'll be roughly used, and then hit for a cab fare home.
7 out of 10 (http://www.nme.com/)


Se gli scozzesi Urusei Yatsura sostengono di essere amati da tutti avranno certo le loro buone ragioni. Se poi queste dovessero risultare poco chiare e plausibili a fronte delle prolungate vicissitudini discografiche che il quartetto ha dovuto attraversare prima di risolversi infine a fondare una propria etichetta, ebbene ci sono queste dodici nuove canzonette impertinentemente melodiche e maliziosamente rumorose a confortare e sostenere tale opinione.
Loche 33, ad esempio, sembra messa apposta lì per consolare chi non s'è ancora dato pace per la decisione dei Pavement di andare in vacanza ad interim e Eastern Youth è la ninna nanna che ogni adolescente in amore vorrebbe ascoltare prima abbandonarsi alle proprie fantasticherie sentimentali.
Ancora più gentili sono poi le maniere di Uji Bomb, intonato quasi sottovoce su un elementare accompagnamento di chitarra interpuntato da poche calibrate note di pianoforte, almeno fintantoché i watt non si presentano nel bel mezzo del tema a reclamare quelle prerogative che Our Shining Path riconosce loro subito dopo un breve e sghembo preambolo elettronico e che viceversa Kubrick In Town torna abilmente a rintuzzare virando verso espressioni care a quel Lou Reed che non sembra affatto estraneo neppure al clima velvetiano di Sores, il brano più ombroso e visionario dell'intero lotto.
Insomma, più amabili di così? (Elio Bussolino - http://www.kwmusica.kataweb.it/)

- Louche 33
- Eastern Youth
- Superdeformer
- Silver Dragon
- Uji Bomb
- Our Shining Path
- Kubrick In Town
- Random Cruise
- Faking It
- Thank You
- Sores
- Osaka White

URUSEI YATSURA

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