martedì 15 settembre 2009

Hurricane #1 "Hurricane #1"





Che cosa ci facesse Andy Bell in un gruppo così io non lo so. Nel senso che dopo l'esperienza con i Ride, finita male certo, ma ricca di fascino e splendore shoegazer, il buon Andy si adagia su un tranquillo pop rock di matrice Oasis e da il via all'avventura Hurricane #1. Sia chiaro, abbiamo sentito anche molto peggio, perchè comunque in questo disco i pezzi buoni non mancano, forse è perchè nelle orecchie avevamo ancora degli echi "rideiani" e allora questa normalità ci sembra strana. Sempre meglio comunque che suonare il basso negli ultimi disperati e imbarazzanti Oasis. (1997 Creation)

Andy Bell lascia alle spalle il prezioso dream pop dei Ride e con Weller in testa, i Beatles nel cuore e Noel gallagher nella chitarra crea gli Hurricane #1, uno dei gruppi più famosi del britpop. Il gruppo si move a suo agio tra chitarre cariche di overdrive e ricordi di scena Madchester, dimostrando che ha ottime carte in mano: un sound massiccio e compatto che ama anche perdersi in territori psichedelici (Mother Superior), la capacità di creare ottimi motivi pop in stile 18 wheeler (Let Go Of The Dream), un groove degno dei migliori Charlatans (Just another illusion) e quel gusto di jammare che può essere tipico dei Seahorses. L'unico neo, forse anche troppo grosso, è l'eccessiva dipendenza dal NoelRock, che se da un lato fa nascere canzoni di una bellezza più unica che rara (Step Into My World) dall'altro abbandona il gruppo in giri e accordi troppo abusati (Lucky Man). Ma poco importa perchè, bisogna dirlo, si tratta sempre di ottime canzoni e in fondo le miglior rock song non sono mai state un tripudio di accordi diminuiti o in undcesima. E se alcuni di voi storcono il naso, cercando qualche cosa di più impegnativo all'interno del disco, troveranno pane per i loro denti con gli 8 e passa minuti di Stand in Line, canzone psichedelica che paga un forte tributo alle melodie sognanti e acide dei Beatles come Strawberry Fields e i am The Walrus. Un disco che consiglio vivamente agli amanti del pop inglese. (Francesco Sciarrone - http://www.rocklab.it/)

After its 1996 album Tarantula, the British band Ride called it quits thanks to the time-honored "creative differences" between songwriters and guitarists Andy Bell and Marc Gardener. Gardener was always the better singer, but Bell was the band's real visionary, and he was the first to resurface in America with a new group and a new album. And regardless of what the sales figure show, Hurricane blows the Gallagher brothers away. Bell successfully charts a course between the live-in-the-studio energy and immediacy of Tarantula or 1990's Ride EP and the heavily orchestrated, psychedelic arrangements of 1994's Carnival of Light, Ride's best album. He's still enamored of '60s rock sounds-the phased vocals, Mellotrons, Hammond organ, tabla, and vintage guitar tones-but he's a much more skillful synthesist than jokers like Lenny Kravitz, Matthew Sweet, or even Oasis. Songs like "Just Another Illusion" and "Stand in Line" recall the spirit of '67 more than the specific recordings, complete with Bell asserting the classic rock & roll themes of independence and individuality."When I turn the lights on and see my baby dancing, then I'm a lucky man," Bell sings, and his passion is such that you feel lucky for sharing it with him. (Jim Derogatis - http://www.amazon.com)

- Just Another Illusion
- Faces in a Dream
- Step into My World
- Mother Superior
- Let Go of the Dream
- Chain Reaction
- Lucky Man
- Strange Meeting
- Monday Afternoon
- Stand in Line

HURRICANE #1

6 commenti:

  1. hai pienamente ragione: d'altronde più volte ci siamo soffermati a parlare della deriva ispiratrice che ha coinvolto un grande talento come Andy Bell... il quale, tuttavia, specie se lo paragoniamo ai lavori attuali con gli Oasis, con il progetto Hurricane si era spostato su un fruibile pop rock ma comunque a tratti interessante... resta il sospetto che Mark Gardener non si sarebbe mai abbassato a certi compromessi o ad un ruolo così da comprimario come l'ex collega nei Ride
    Gianni Gardon

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  2. Che ci crediate o meno... quel francesco sciarrone della recensione sono io!

    ora per premio vorrei almeno un album dei Ffa coffi pawb (i pre super furry animals) o qualcosa dei gorky's zygotic mynci!
    F!

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  3. Heilà..ben trovato Francesco!
    Vedrò di accontentarti prossimamente!
    Vanoli come sempre cogli nel segno!

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  4. vado controcorrente, è vero che i ride erano un'altra cosa, ma questo album è davero bello, e step into my world un gioiellino. addirittura comprai il singolo...
    alberto

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  5. devo dire che in questo progetto Andy Bell non mi è dispiaciuto affatto. Mi piace molto anche il secondo album "only the strongest will survive". I Ride sono stati a mio avviso i migliori tra gli shoegazers, e gli Hurricane 1 tra le cose più belle che ho ascoltato nel periodo brit-pop-rock

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  6. Dear Ricky,
    Do you have "Step into my world (2004) Anthalogy"? If you did, would you please post it? Thank you advance.

    Ciao Ricky

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