lunedì 21 settembre 2009

Rialto "Rialto"









Avete un cuore e vi soffermate ad ascoltatlo? Lo sentite battere? Lo sentite soffrire, gioire, emozionarsi per quello che vi accada nel corso della vostra vita? Bene, allora siete pronti per la musica dei Rialto. Louis Eliot dopo l'esperienza dei Kinky Machine da vita nel 1997 assieme al chitarrista Jon Bull ai Rialto. E che l'incanto abbia inizio. Il gruppo riesce in qualcosa d incredibile secondo me, arrivare al cuore. E non sto scherzando. Questa non è musica di plastica, questo non è intrattenimento puro e semplice, qui è qualcosa di profondo, di vero, di sincero. Melodrammatici, palpitanti, melodici, struggenti, epici. I Rialto incantano per sapienza di melodie, per quel cantanto così emozionante e che cattura, per quel romanticismo così forte che emerge da ogni singola nota e da arrangiamenti magnifici. Forse un disco irripetibile. Non lo so. Certo che davvero, se credevate che il Brit Pop fosse solo finzione e facciata, beh, ricredetevi al più presto ascoltando questo vero e proprio gioiello. (1998 China Records)

Pretension and melodrama have been key ingredients of British pop for years, but while many bands have sported the right pout, listened to the right soundtracks, and written the right kind of populist lyrics, their music has been sorely lacking. Enter Rialto, whose lush self-titled debut threatens to reverse the trend. The record impacts with the drama of Pulp and the melodic thrust of Oasis. Strings glide, harpsichords twinkle, and guitars cut lonely, aching swaths across the band's sonic vistas. Even when the vocals croon about unfaithful women and missed opportunities, Rialto's songs are never too precious or self-important to forsake the kind of hooks that keep listeners hitting the rewind button. (Jon Wiederhorn - http://www.amazon.com/)

Rialto's self-titled debut falls halfway between the brash melodicism of Brit-pop and the stately, symphonic chamber pop of such artists as Eric Matthews and the Divine Comedy. It's a heady mixture, to be sure, and there are times when the entire enterprise collapses on the weight of its own ambitions. Still, there's something to be said for a debut that harbors such ambitions, and when everything does come together, Rialto's sense of style and song is enthralling, and that's what makes this such a promising debut. (Stephen Thomas Erlewine, All Music Guide)

- Monday Morning 5:19
- Dream Another Dream
- Broken Barbie Doll
- Summer's Over
- Untouchable
- Hard Candy
- Quarantine
- Lucky Number
- Love Like Semtex
- When We're Together
- Underdogs
- Milk of Amnesia

RIALTO

3 commenti:

  1. non potevano certo mancare i Rialto in questa tua fornitissima collezione di primizie assolute!
    li conosco poco, salvo alcuni singoli da te prestatimi, ma quel tanto che basta per definirli interessanti, creativi, energici e capaci di far arrivare le proprie emozioni...il cantante sa trasmettere ciò che prova, è autentico e tanto basta a farmelo preferire a molti altri suoi colleghi
    Gianni

    RispondiElimina
  2. Un album quasi perfetto (forse appena appena troppo prodotto). Notare, tra l'altro, che usavano due diversi batteristi in contemporanea.

    Peccato che si siano fermati dopo il secondo disco.

    Ah, questo blog è una meraviglia.

    RispondiElimina