giovedì 26 novembre 2009

Addict "Stones"





Qui mi commuovo. 1998 esce questo disco e il mio collega d'appartamento universitario, il buon Fabri, se ne innamora. (Hard) rock molto melodico, una buona via di congiunzione tra suoni americani alla Stone Temple Pilots o primi Pearl Jam e i britannici Radiohead, ma quelli degli esordi, ovviamente. E visto che in casa andavano 24 ore su 24 ecco che pure io cado nel Tunnel. Incredibile ma vero, gli Addict vengono in Italia per un tour. E così andiamo a vederli al Binario Zero. La serata fu memorabile e Fabri aveva pure la febbre! Un pomeriggio con loro nel backstage e a vedere le prove e poi un concerto splendido e commovente che ci hanno praticamente dedicato (storia Teenage Angel con loro che aspettavano di sentirci cantare!), anche perchè eravamo si e no in 15 persone. Pazzesco. Ho ancora un sacco di foto di quella serata indimenticabile e postare adesso questo disco mi ha messo addosso tanta nostalgia. Questo era il loro esordio. (1998 V2)


- Dust
- Monster Side
- All Change
- Red Bird
- Heavy
- Teenage Angel
- Caned
- Underneath
- Nobody Knows
- Stones
- Black Hole
- Abused


ADDICT

2 commenti:

  1. eh, sì... cara, vecchia nostalgia, che si insinua tra i solchi di chiunque abbia vissuto stagioni memorabili in compagnia di grandi e valorosi amici, condividendo praticamente ogni cosa, su tutte l'amore per la musica, prevalicando confini e generi musicali...
    ebbene, c'ero anch'io in quell'appartamento, con Ricky e Fabri, ultimo arrivo in vicolo Terrà, il più giovane della combriccola ma anch'io già malato di rock! a dire il vero io e Ricky siamo stati un po' gli iniziatori di Fabrizio a certa musica, finchè anche il nostro eroe vicentino ha trovato la sua strada metallosa, non attraversando mai appieno la passione per il britpop!
    non so cosa c'entri col tuo blog questa recensione, così poco musicale, ma credo che c'entri poco anche l'introduzione di questo album, dai suoni decisamente duri, seppur melodici in alcuni punti chiave.
    non sono andato al Binario Zero (d'altronde un minimo di selezione per i concerti si doveva fare, altrimenti era tutto un viaggio Verona-Milano-Bologna e la mattina successiva magari avevi un esame da passare!
    Gli Addict li ascoltai anch'io ma non fecero breccia, non avevano una direzione precisa, oddìo, per qualche artista può essere un vantaggio ma per loro mi risultava essere un limite, un non sapere bene che direzione prendere.. e comunque prevalgono gli echi del morente grunge!
    poi alla voce ricordi commoventi ci sta eccome, perchè per noi non esistevano solo i dischi ma anche come detto le esperienze annesse: le trasfertone impossibili, i pernottamenti precari, la condivisione dei camerini, la conoscenza dei nostri eroi e la canzone che a quel punto diventava, trasfigurandosi, pezzo di vita!
    Gianni Gardon

    RispondiElimina