mercoledì 11 novembre 2009

Puressence "Puressence"








Un disco pazzesco. Magnifico.
Ma si, quando ci vogliono i paroloni è giusto metterceli.
I Puressence di questo esordio sono oscuri, malinconici, tristi e non ancora così tendenti all' epico come saranno dal secondo disco in poi.
Si fa un gran parlare nella musica di oggi di gruppi derivativi del sound dei Joy Division, gente come Interpol o Editors o White Lies sono, a torto o a ragione, osannati per questo motivo, eppure credo che nessuno dei gruppi sopra citati possa davvero vantarsi di aver colto lo spirito, attenzione non dico la musica più di tanto, ma il sentimento e l'intensità dei JD come fecero i Puressence in questo lavoro.
Piano desolato, chitarre accese, spiragli acustici e la voce cristallina di James Mudriczki, uno dei punti di forza di un gruppo che con il passare degli anni non ha mai e dico mai perso nulla della propria capacità di scrivere musica incantevole. (1996 Island)

If Puressence's self-titled debut were a person, it'd be the shy young man working stock in a used bookstore, shrinking at customers but figuring out a long, complicated epic poem in his head.
Not only does James Mudriczki sing like Geneva's Andrew Montgomery with a Brooklyn open mike night accent, but the band pencils out light and powerful personal anthems with a strong, occasionally successful attention to detail, a floating, echo-filtered package that mines British arena rock, art-school ambition, romance novels, and the rigid noise of shoegazing.
Core track "Traffic Jam in Memory Lane" is about seven floors below the Longpigs or Placebo, or even Shed Seven -- entertaining and excessive while at the same time derivative and unremarkable. (Dean Carlson - http://www.allmusic.com/)

- Near Distance
- I Suppose
- Mr. Brown
- Understanding
- Fire
- Traffic Jam In Memory Lane
- Casting Lazy Shadows
- You're Only Trying To Twist My Arm
- Every House On Every Street
- India


PURESSENCE

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