domenica 20 dicembre 2009

Longpigs "Mobile Home"







Un disco da 10 e lode. Come scrisse Carlone Villa tanti anni fa...Mitico Ritorno. Fermi ai box i Longpigs mescolano le carte e se ne escono con un disco che spiazza chi già li conosceva, il loro guitar pop epico sembra scomparso, frammentato in mille soluzioni sonore nuove, più ricercate, attente, difficili. melodie non più immediate, ma che entrano sotto pelle piano, per poi esplodere. Vince la mente, non il cuore stavolta, ma la gente non capisce e non si inginocchia di fronte a tanto ben di Dio. Ingrati. (1999 Mother)

It could have all gone so wrong for the Longpigs. By 1999, they hadn't stepped into the public eye for over two years and relations with their previous drummer had reached such a low point that he'd glassed frontman Crispin Hunt in a Sheffield nightclub. In lean times, they needed to come back with something special; thankfully, comeback single "Blue Skies" was precisely that--a shrieking, soaring post-Britpop monster that eclipsed even the impassioned anthemics of their debut album, The Sun Is Often Out. Sadly, elsewhere Mobile Home tarries over Longpigs' favoured talking points--drugs, relationships, kissing with tongues--with increasingly diminishing returns. "Free Toy" might shimmer with the seedy glamour of yesteryear, but as Mobile Home rolls on, it seems that Longpigs' dirty passions are spent. "There is not yet a neat media label to describe you and me in this age", sings Hunt on "Gangsters". Uh, how about "past it"? (Louis Pattison - http://www.amazon.co.uk/)

Qualche anno fa con The sun is often out i Longpigs crearono amio avviso un piccolo capolavoro.
Ricordo quell'album con molto affetto e soprattutto ricordo le sonorità di certe canzoni. Erano le sonorità del mio cuore, quelle che più adoro. Guitar pop puro ed emozionale che non dimenticava gli Smiths ma che conviveva con le miscele esplosive dei Radiohead.
La voce di Crispian Hunt si arrampicava su vette così alte da fare a gara, quasi, con Jamie Harding dei mai dimenticati Marion. Ebbene, cosa rimane oggi di quella splendida atmosfera, cosa troviamo oggi in Mobile Home? Difficile rispondere ma ci proverò! Se è vero che cambiare è spesso sinonimo di coraggio è altrettanto vero che cambiare non corrisponde sempre a progredire. Infatti le "nuove" sonorità, più morbide e addolcite, dei Longpigs non mi convincono del tutto e seppur la produzione sia molto ben curata (c'è di mezzo anche quel volpone di Stephen Street) spesso le canzoni mi danno l'impressione di mancare di mordente e genuinità: qualità che furono proprio alla base del precedente album.
Belli sicuramente alcuni arpeggi e melodie ma, ripeto, la produzione generale mi pare troppo ridondante per non destare il sospetto di essere studiata a tavolino per puntare ad una diffusione maggiore del passato. Tutto questo per portare successo e pubblico nuovo mentre a me porta solo perplessità.
Forse un passo falso dunque questo Mobile Home per i Longpigs, o magari sono io che non sono entrato in sintonia con il mutamento musicale della band, avevo in testa dei piani ben precisi sui Longpigs ma come sempre si rivela i piani sono fatti per non essere realizzati. (Giordano Forcina - http://www.music-on-tnt.com)



- The Frank Sonata
- Blue Skies
- Gangsters
- Free Toy
- Baby Blue
- Dance Baby Dance
- Miss Believer
- I Lied I Love You
- Keep The Light Alight
- Speech Bubble
- Dog Is Dead
- Loud and Clear
- In The Snow


LONGPIGS

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