martedì 30 giugno 2009

Superstar "18 carat"



Mini LP per i Superstar, impreziosito dalle solite gemme melodiche.
La storia del gruppo qui sotto la dice lunga...(1997 Camp Fabolous)

Way back in 1992, Superstar Mark I released a well received album on Creation called, modestly, Greatest Hits Vol I. There was rave live reviews from the UK press and the promise of great things. The albums' effortless marriage of classic melodies and warm harmonies evoked the likes of Big Star, Beach Boys and Beatles at their best. Joe McAlinden’s rich, soulful and effeminate vocals added the extra spice that made the critics hair stand up on their backs. A rare commodity in these times. It’s amazing what a producer can do to a ropey voice these days but Joe really can sing. Sing in a way that will really move you. The way singers used to do, Gram Parsons, Otis Redding, Brian Wilson.

Some doubters may have traced Joe’s musical history to find out he was once a member of BMX Bandits and his band had a element of Teenage Fanclub in their sound, yet there was always something clearly special about Superstar that made them stand up on their own merit. It’s a travesty that lesser quality bands have gone on to chart success whilst Superstar drifted into obscurity.

They jumped ship from Creation to Sony and it was downhill from there. They went to America, released an album that was only available on import in the UK, hit legal problems with the label and gradually ground to a halt.

1996 and enter Superstar Mark II. Joe along with new members Jim (guitar), Alan (drums) and Quentin (drums) signed to indie label Camp Fabulous and released another mini album, 18 Carat. The album features a richer, more sensitive and mature sounding group. Still showing the same vision for sweeping melodies, layered harmonies and chiming guitars they are showing a new maturity these days and a yearning for big, soulful, sentimental ballads. All this is captured beautifully in their debut Camp Fabulous single, ‘Breathing Space’. Three minutes of pure heaven, sung by the voice of an angel. Albeit a broken hearted angel. Ace.

18 Carat’s lead song, Superstar is a real gem. A soaring, cheesy synth riff floats through the self confessional song and the vocals sound warped and emotionally crippled as the words tug at the heartstrings. The album was recorded in just 3 days.

"I’m a sucker for ballads, song that really touch you" says Joe, "I like to hear songs that are sung and played with emotion, there’s hardly anyone doing that at the moment and there’s plenty of people who want to hear it".

Joe’s voice on record sounds lost, lonely and heartbroken. Three classic ingredients. He has a voice to make the toughest man in the street crumble and yet, Joe is a big man. You wouldn’t want to mess with him yet he has a intense soul and a big, big heart that will suck you in.The emotion pours out of him so naturally. On stage, it’s even more graphic and personal. The rage and heartache pours out from his tortured facial expressions. It augers for a dramatic and gripping live experience. Not many bands could pull this off playing such quiet, slow songs that demand the audience to listen hard and embrace the whole feel of the song.

- Superstar
- The OK Corral
- Why Oh Why
- It Feels So Good To Be With You
- Bad Hair Day
- Bumnote
- Little Picture

SUPERSTAR

Catch "Dive In (2)"



Niente di nuovo sotto il sole, ma ci piace così! Ecco la seconda parte di Dive In! (1998 Virgin)


- Dive In (Radio Edit)
- Pullover Boy
- No-One Knows
- Dive In (Album Version)

CATCH

Catch "Dive In"






Torniamo a parlare dei Catch. Dopo il travolgente Bingo ecco l'altro singolo che in teoria avrebbe dovuto anticipare il loro album di debutto. Dive In ha un ritornello che a dirla tutta mi ricorda un pò gli Hanson, ma si muove comunque sulla scia di un piacevole rockettino melodico e senza pretese. Promossi anche questa volta! (1998 Virgin)

- Dive In (Radio Edit)
- Morning Sun
- The Possibilities
- Dive In (Album Version)


CATCH

Mover "Fly Casual"



Ci sono dei dischi che colpiscono per belllezza e capacità di conquistarti, altri che invece stupiscono per un sanso di disastro che ti coglie già al primo ascolto. Ecco, questo è il nostro caso. I Mover venivano da un buon primo disco dove erano riusciti in modo più che egregio a coniugare movenze pop inglesi a sonorità soul e funk americane, ma il tutto filava davvero bene, anzi, in certi brani non si potevano non essere trascinati dal ritmo e da ritornelli davvero incisivi. Beh, sta di fatto che attendevo con ansia questo secondo disco, ma mai attesa fu più disillusa.
Un disco pessimo. E giuro non scherzo. Bolso, noioso, senza idee, senza ritmo, senza melodie. Giusto per capirsi, immaginatevi di guardare una puntata di Starsky & Hutch, il mitico telefilm poliziesco anni 70 che aveva come colonna sonora un buon funky, ecco, però la puntata la guardate al rallentatore....avete 1 idea adesso di come suona la musica dei Mover in questo disco? Rock funk soul ai 2 all'ora. Terribile. Anche se, come leggete dalla recensione qui sotto, non tutti la pensano come me.(2001 Superior Quality)

C'erano una volta gli Small Faces... La storia dei Mover riprende esattamente là da dove il gruppo di John Ruscoe e Sam Hazeldine l'aveva lasciata nel '98 con un felice eponimo album d'esordio che riassumeva brillantemente canoni pop in voga nella Londra dei tardi anni Sessanta. Le buone vecchie abitudini sono dure a morire e il nuovo "Fly Casual" non è altro che l'ennesima conferma di quell'adagio popolare.
Ci riferiamo ovviamente all'impronta classica di queste canzoni, al loro taglio marcatarnente melodico e alle venature northern soul che ne attraversano spesso e volentieri i temi melodici e gli arrangiamenti, una sorta di marchio di fabbrica al quale il quartetto londinese non ha voluto assolutamente rinunciare nemmeno in questa circostanza. Felicemente recidivi, insomma, come da quelle stesse parti si sono più volte dimostrati gli Ocean Colour Scene e il loro mentore Paul Weller, al quale - siamo pronti a scommetterci- un giorno non dispiacerebbe certamente di poter fare spazio intorno a lui ad una backing band di questa levatura. E a canzoni come "Charly Brown", "That's It", "Fatwa", "Good Business", "JImmy Two Times" e "Original Swedish" titoli che affacciano in maniera più che manifesta l'intenzione di aggiornare il ricco catalogo soul beat locale al gusto contemporaneo senza per questo cedere un solo palmo di terreno a sonorità sintetiche e ritmi digitali. O ancora più facilmente a "Hit The Switches" una ballata che ha la statura e il passo dei singolo d'alta classifica, forse l'episodio più felice di un album che non poteva rilanciare in maniera più autoritaria le azioni dei Mover. (http://www.musicclub.it/)

- Charlie Brown
- That's It
- You The Man
- Step Lively
- Fatwa
- Good Business
- Deep Fat Fry
- Jimmy Two Times
- Fizzy
- Hit The Switches
- Original Sweet Dish



MOVER

sabato 27 giugno 2009

Velvet Crush "Teenage Symphonies To God"



Ed ecco il momento dei cari Velvet Crush. Oh, qui non si scherza mica...qui c'è gente che prima si chiamava The Springfields e incidevano per Sarah Records. Giusto per dire un biglietto da visita mica da ridere. Poi la fulminazione power pop ed ecco i Velvet Crush e questo è il loro secondo disco. La strada battuta è quella dei Teenage Fanclub, quindi sapete già dove si va a finire, però lasciatemi dire che il titolo dell'album è favoloso a dire poco! (1994 Creation)


- Hold Me Up
- My Blank Pages
- Why Not Your Baby
- Time Wraps Around You
- Atmosphere
- #10
- Faster Days
- Something's Gotta Give
- This Life Is Killing Me
- Weird Summer
- Star Trip
- Keep on Lingerin'

VELVET CRUSH

Fuzz Light Years "Girl Song"



E' ascoltando pezzi come questi che ti chiedi perchè il mondo della musica è così strano. Linea melodica che parte col piano e poi esplode in un super ritornello sparato...ma questo è un tripudio pop...dovrebbe stare in cima alle classifiche, e invece chissà se le ha mai viste le classifiche, mah! (2001 Istant Karma)

- Girl Song
- Dennis Brain
- Vibrator

FUZZ LIGHT YEARS

Fuzz Light Years "Me & You"



Beh, che dire? Il classico gruppo che può piacere al sottoscritto e che come sempre si perde per strada. Guitar pop andante e melodico e la classica vocina femminile che mi esalta. (2001 Istant Karma)

- Me & You
- Kermit Song
- Me & You (Gramophone Version)

FUZZ LIGHT YEARS

giovedì 25 giugno 2009

Jocasta "No Coincidence"





Voglio personalmente ringraziare il caro Mehmet che mi è venuto in soccorso, altrimenti chissà quando lo pubblicavo questo post, riguardo un disco che davvero non esito a definire epocale, e mannaggia, quanto invidio Aurelio che i Jocasta li ha pure visti dal vivo.
Che dire? Magia sonora? Perle pop rock con arrangiamenti che mettono i brividi? Non o so. posso solo dire...ascoltate questa meraviglia e poi non venitemi può a parlare di Muse o similari, per favore.
E di fronte a un pezzo come "Perfect" io giuro mi inginocchio! (1997 Sony)

- Laughing
- Go
- Life In A Day
- Change Me
- Actress
- Leave The Light On
- Something To Say
- Single As Hell
- Perfect
- Face You
- Crackbaby
- Inside Out

JOCASTA

Soda "Young Ones On The Town"



Decisamente un singolo pregevolissimo per i Soda che spingono l'accelleratore sulla melodia e trovano il gioiello pop perfetto, bilanciato tra chitarre classiche e sparate (pure il super assolo alla primi Manics!) e il ritornello che esalta! Un classico del brit pop, e non scherzo! (1995 Artificial)

- Young Ones On The Town
- Riot Kid
- Let Myself Slip

SODA

Soda "Inside"



Che dire dei simpatici Soda? Beh, il nome già porta alla mente qualcosa di frizzante e allora avanti con un guitar pop molto melodico e senza pretese, l'ideale per questa estate direi! (1996 Fontana)

- Inside
- Tracy Is A Killer
- Soda Sound One

SODA

mercoledì 24 giugno 2009

Audioweb "Audioweb"



Belli contaminati questi Audioweb di Manchester (città che la dice lunga sul suono del gruppo) che univano il rock e il reggae alla musica elettronica. Non sono mai stati tra i miei favoriti in assoluto, ma ricordo che con il singolo "Bankrobber" ebbero non poca gloria! Amati anche dagli U2 ebbero la gioia di aprire dei loro concerti nonchè uscire per la "loro" etichetta personale, la Mother. (1996 Mother Records)

- Sleeper
- Yeah
- Into My World
- Faker
- Who's To Blame
- Time
- Jah Love
- Bankrobber
- Lover
- Drip Feed


AUDIOWEB

China Drum "Barrier Ep"



Ep americano raccoglitivo per i China Drum, che pescano da singoli precedenti e in 6 pezzi danno 1 immagine precisa del loro sound, in attesa che fosse pubblicato il loro esordio! Sonici e micidiali! (1995 510 Records)

First, this obscure English band's third import single appeared, then, to what should our wondering eyes appear, but a U.S. six-song CD of the best of the 11 cuts on those singles, on a major-distributed label at that. (You were expecting a sleigh and flying reindeer?) Since the U.S. EP is probably in every used bin in America by now, it's readily available and cheap, and contains some of the best punk-pop around, thanks to the brisk harmonies on every song that temper that attack and make each song singalong-able. The furious "Great Fire" is here, as is the honest, frank tune ("Even I can be pretentious") that Leatherface covered on the B-side of its final Winsome Losesome 7" single, "Meaning" ("If you apologize/We can leave this all behind"), as well as the title track from China Drum's hot single Barrier, of course. The cut-to-the-marrow lyrics are sung with piercing harmonies, the strong chorus melodies contrasting with the gleefully blasting, clock-tight bashings of punk. With a singing drummer named Adam Lee, China Drum brings back memories of later-period Hüsker Dü when Grant Hart was at the mike, or the faster side of the Volcano Suns. And it wouldn't be surprising if they convincingly covered the Descendents or Buzzcocks someday. Dig the new breed! The only regret is that 510 didn't go all the way and make this an 11-song LP, in the way that Lush and Ride had their earliest import EPs completely compiled into albums to introduce them to the U.S. market. These EP things often get overlooked. (Jack Rabid, All Music Guide)

- Barrier
- Simple
- Biscuit Barrel
- One Way Down
- Great Fire
- Meaning

CHINA DRUM

domenica 21 giugno 2009

It's Jo And Danny "Thugs Lounge"



A richiesta rispondo. Ecco il secondo disco di It's Jo And Danny e sotto un paio di recensioni, con la seconda abbastanza critica sul lavoro, a dire il vero. Folk gentile, impreziosito dall'elettronica, atmosfere alla Belle & Sebastian che si incrociano con i Saint Etienne? Ma si, perchè no? (2001 Double Snazzy)

It's Jo and Danny's second collection, Thugs Lounge is just as awkward and haphazard as Lank Haired Girl to Bearded Boy and it's home-spun folk-pop is just as charming. If there is a difference, it's that unexpected success has brought with it the confidence to be more fruitcake than ever and the determination to dream up melodies that are even more beguiling. From the simple acoustics of touching ballad "Pillow Fights" to the sweet summer pop of "Give a Little Bit Extra" and "Real Thing", via blissful hum-along rock ("Driven Away", "Hug a Tree for Me") and quirky madness including bagpipes, kazoos and swamp blues pigs, Thugs Lounge brims with imagination, surprises and unshakeable tunes enough to separate It's Jo And Danny from just about every other acoustic/pop act on the planet. Without a doubt, this is another lo-fi masterpiece from the couple who give both hippies and folk a good name. (Dan Gennoe - Amazon)

Widely sneered at when they appeared on the scene last year, childhood sweethearts Jo and Danny have had the last laugh by becoming minor celebrities on the alternative folk circuit. Truth be told, however, their second album is a severe disappointment, its wide-eyed naivete proving ultimately irritating rather than seductive. There's plenty of interesting sounds here (bagpipes, electric guitars, psychedelic beats) but the songs themselves are twee, patronising and often deeply annoying. Over the course of a whole album, their hippy charm begins to wear extremely thin. Time for a re-think. (Andrew Lynch - http://entertainment.ie/album-review)


- Trip Din Trip Doubt
- Driven Away
- Happy Street
- Dying Kiss
- Hug A Tree For Me
- Sign Of The Cross
- Adonis And The Pig
- Real Thing
- In The Here And Now
- 21st Century Folk
- Pillow Fights
- Give A Little Bit Extra


IT'S JO AND DANNY

Llama Farmers "Dead Letter Chorus"




Me lo ricordo quando uscii questo disco. I Llama erano sempre descritti come una scheggia di grunge nel panorama britannico. Sempre presente questa parola nelle recensioni del gruppo (anche in quella che trovate qui sotto!). Cosa che tra l'altro non è neanche così blasfema. E' un buon disco di rock figlio degli anni 90, questo si, con melodie e chitarre in grande evidenza. Tutto già sentito mille volte. Ma chi se ne importa in fin dei conti...(1999 Beggars Banquet)

The Llama Farmers' debut album Dead Letter Chorus mixes big, grunge-indebted guitars and drums with a subtler sense of melody and songwriting than most British alt-rock bands (Muse, Feeder, and Reef) posess. The group's best songs, like "Always Echoes," "Lull," and "Jessica," blend their Seattle fixation with a healthy dose of jangle-pop, but "Pornaco," "Zorillo," and "PVC" try too hard to rock out like old-school grunge and wind up sounding derivative. Though Dead Letter Chorus is a mixed bag, it does show potential for the Llama Farmers to develop a more distinctive, personalized sound. (Heather Phares, All Music Guide)


- Get The Keys And Go
- Lull
- Pornaco
- Zorillo
- When We Were Friends
- Big Wheels
- Jessica
- Yellow
- PVC
- Always Echoes
- Forgot To Breathe
- Kill Will
- The Picture


LLAMA FARMERS

venerdì 19 giugno 2009

China Drum "Great Fire"



Secondo singolo nella nascente carriera dei China Drum, ma già con le carte in regola per essere un classico. Andava già delineandosi quel suono rabbioso e melodico alla Husker Du che sarebbe diventato il marchio di fabbrica del gruppo, almeno per i primi due dischi. Vanno alla grande anche in acustico e Down by the river, qui in versione live, la sentiremo in studio solo nel sendo disco del gruppo. (1994 Fluffy Bunny Records)


- Great Fire
- Biscuit Barrel (Acoustic)
- Meaning
- Down By The River (Live)


CHINA DRUM

The Bigger The God "...And The Ugly"



No, non mi chiedete. Non mi chiedete cosa ne penso di questo di questo disco, cosa ne penso del cambiamento che fecero i TBTG, cosa accadde dopo quel magnifico primo disco. Non mi chiedete o rischio di diventare nervoso e cattivo. Perchè francamente quando un grande gruppo si rovina per me è sempre una cosa inspiegabile. Mah. (1999 Outdigo)

Proof that a "they don't care, let's do what we want anyway" attitude can have life-affirming consequences for a band no longer deemed fashionable by the British media, this appallingly named album is a happy collision of left-field adventurism with deft and, where necessary, brusque musicianship (the original quartet is joined herein by accordionist John Franklin and keyboard player Jim Driscoll). Self-consciously vaudeville in outlook, . . . and the Ugly ramraids the costume department and struts provocatively in front of the mirror in everything from Stetson hats to ladies lingerie. Once peddlers of twisted pop, from the opening track "Bloodstains" onwards, TBTG reveal themselves to be merely twisted. The cross currents owe as much to the British music-hall tradition as they do to David Bowie or Lou Reed -- though trace elements of both are detectable. Eclecticism is all well and good, but the trick is to hold the whole thing together, and credit for achieving that goes to a musical core that meets each new challenge with enthusiasm and skill. This is one of the most imaginative records made in the U.K. since the Monochrome Set were at their peak. (Alex Ogg, All Music Guide)

....After a further single ("If Everyone I Ever Loved Left Me"/"Mr. And Mrs. Right') for Oxford's Shifty Disco singles club, the quartet recruited Jim Driscoll (keyboards) and John Franklin (accordion) for 1999"s The Bigger The God And The Ugly. The pop dynamic was abandoned for a nightmarish Euro-cabaret, a Jacques Brel meets Lou Reed hybrid which perfectly suited Cowles-Hamar's brittle falsetto. Yet for all the spaghetti western guitar codas and dark undercurrents, the album's finest track, "Lullaby", demonstrated that the band could still pen songs that recalled the pure emotional resonance of late-period Undertones. (www.nme.com)

- Bloodstains
- Sleepy Head
- Schizo
- Ad Infinitum
- Downwards Trend
- Waltzing in
- Whores
- Comfort
- If Everyone...
- Lullaby


TBTG

mercoledì 17 giugno 2009

Seafruit "Hello World"



Un caro saluto al mondo da parte dei Seafruit, Hello World, giusto per far sapere al pianeta terra che erano arrivati, forti una tastierina intrigante, chitarre ruomorosette e molto melodiche e giri già sentiti mille volte ma che non dispiacevano per nulla. Simpatiche anche le b-side, in particolare la dolce Not My Scene. Peccato che il mondo non abbia degnato questi ragazzi neanche di uno sguardo!! (1999 Electric Canyon)

- Hello World
- Perfect
- Not My Scene


SEAFRUIT

China Drum "Goosefair"



Preceduto da ottimi singoli ecco il primo disco dei China Drum. E qui tanto di cappello. Si passa da pezzi ultra tirati che toccano quasi l'hardcore a gemme di melodia e potenza che commuovono da tanto sono precise e inattaccabili. Il regno è quello dorato degli Husker Du, ma fatto così bene e con così tanto rispetto che davvero si rimane incantati. Non cito pezzi in particolare anche se Monday, Situation e l'acustica Meaning sono da sempre dei pezzi che venero, e non scherzo.
In chiusura poi c'è anche la cover di Kate Bush...da brividi! (1996 MCA)

- Can't Stop These Things
- Cloud 9
- Fall into Place
- Situation
- Simple
- Biscuit Barrel F. M. R
- God Bets
- Pictures
- Find the Time
- (Had a Good Idea on) Monday
- Last Chance
- Take It Back
- Meaning [Acoustic]
- Better Than Me/Wuthering Heights


CHINA DRUM

Kinky Machine "Kinky Machine"



E quando Aurelio chiama io rispondo. Ecco l'album d'esordio dei cari Kinky Macine, dove Loius Elliot tira fuori grinta e chittarre glam e piazza un dischetto guitar rock melodico e scintillante niente male! (1993 MCA)

- Shockaholic
- Candy Deceit
- Monkey on a String
- Glitter Bullets
- Going Out With God
- Supernatural Giver
- Bring on the Clones
- Clever?
- Sister Magpie
- Swivelhead
- Blue Polythene

KINKY MACHINE

lunedì 15 giugno 2009

Eggman "First Fruits"



La recensione che leggerete qui sotto è sicuramente di 1 adoratore di Sice. Davvero commovente. Quindi io mi limito a dire poche cose, se non che questo dischetto è l'avventura solista del cantante (a quel tempo) dei Boo Radleys. Non grido al miracolo, ma non dico neanche di vendere il disco per 2 euro. Contiamo poi che tra i vari ospiti che danno una mano a Sice c'è sempre Martin Carr, il grande Ed Ball e Sean Jackson degli 18 Wheeler, quindi un cast di tutto rispetto! (1996 Creation)

First Fruits is a wondrous little album, released under the mantle of Eggman it is, to date, the solitary solo album by Simon Rowbotton, aka Boo Radleys frontman Sice. The Boo Radleys (the darlings of Creation Records before the Gallagher Bros) produced some of the UK's most inspiring material of the 90's and big part of the appeal was found in the bands melodic and haunting vocals. Sice had one of, if not "the" most appealing voice of all the UK's Guitar Pop bands (I hate the term Brit Pop) from this decade. Indeed Noel Gallagher or John Squire would have benefited from the Boo's frontman in their line up in preference to Brother Liam or Ian Brown's all to regular painfully thin offerings.
On the Boo Radleys material Sice's vocal talents had balanced Martin Carr's heavily distorted wall of sound perfectly, but could Sice cut it on his own?, after all this is an album of his own material and Carr had always assumed sole command over the entire Boo Radleys output. The answer quite simply is a resounding yes, and First Fruits is a fine collection of melodious guitar pop with the closest comparisons being the sweeter tracks from the Boo's commercial Wake Up album. If there's one fault with the album I guess it must be that it's woefully short on playing time at only 32 minutes, but the quality of the material more than makes up for this shortfall. Right from the opening "Purple Patches", which incidentally features Martin Carr on Guitar, to the closing "First Fruits Fall" there's a real quality about the melodies and harmonies. Some are mellow, semi folk ventures, the acoustic "Tomas" which features a delightful flute line, there's bright upbeat pop in the form of "Replace All Your Lies With Truth", there's simple but effective ballad's in the form of the piano led "Look Up" and strikingly beautiful compositions in the form "Out Of My Window" with it's subtle string arrangement featuring Hugh McDowell (who I would assume must be that of ELO fame). All of the aforementioned tracks beg the question why was Sice not allowed a look in by Carr on the Boo Radleys material, he could surely with this strength of composition at least have commanded a George Harrison supporting role to the master craftsman, especially considering the fact that the strongest tracks on First Fruits haven't been dealt with yet.
The big three tracks here in all honesty are your traditional indie guitar pop fare, they are well supported by the aforementioned tracks as they all add a little diversity to the set and prove that Sice was not content to simply roll out a straight down the line jangly guitar album as many might have expected. "That's That Then (For Now) starts slowly with Sice's haunting vocal lighting up a single sublime guitar line, before the track catches fire and the chiming chorus eats into your subconscious immediately, believe me it will take weeks and weeks to get this one out of your system. "Not Bad Enough" was the single from the album and again is built around a charming and infectious guitar hook and supplemented by wonderful multi track vocals, but still the best track is yet to come. "The Funeral Song" might sound like a dark and gloomy proposition, but it's simply anything but. "The Funeral Song" is a finely crafted, beautifully structured melodic pinnacle of First Fruits, and hearing this track kind of makes you wish that Martin Carr hadn't practically drowned this wonderful voice quite so often with his insistence on masking melody with distortion, often it seemed just for the hell of it.
I was going to suggest that First Fruits is one of the great forgotten albums of the 90's, but in reality I'm not convinced many ever discovered it in the first place. It is now inevitably out of print and I would be surprised if this one ever sees the light of day again, which is nearly as criminal as the lack of any subsequent Eggman releases. I shall treasure my copy, and should you ever get the opportunity, I strongly advise you to invest. (http://www.geocities.com/mjareviews/eggman.html)

- Purple Patches
- Tomas
- That's That Then (For Now)
- Not Bad Enough
- Funeral Song
- Replace All Your Lies With Truth
- Out of My Window
- Look Up
- I'll Watch Your Back
- First Fruits Fall


EGGMAN

It's Jo And Danny "Lank Haired Girl to Bearded Boy"




Quando Carlo Villa partiva ai 100 all'ora era impossibile fermarlo, ma il brutto era che inevitabilmente era ormai troppo tardi per scendere dalla macchina!
Mi ricordo quando uscì la recensione di questo disco. No, non era una recensione, era un tributo, era un carlo Villa in paradiso, in estasi e ci invitava aentrare con lui nel mondo dorato dell'indie folk venato di elettronica di questo duo. Per chi poteva essere rimasto colpito dalla recensione, ma non abbastanza, ci pensava lui a schiacciare l'accelleratore quando si andava da Supporti, e li ormai era già troppo tardi, come dicevo sopra. In ogni caso questo è un buon disco, come leggerete anche dalle recensioni qui sotto. Dal folk come puto di partenza si attraversano sdrade multicolori che toccano le corde di gente come Primal Scream, Gomez, Beth Orton. Insomma tutta gente valida per capirci. (2000 Double Snazzy)

Now, there's being laid-back about names - and then there's just being plain lazy. Or maybe it's all about deciding that you don't need to hide behind a band name and why should you when you are producing music that you are proud of? And proud is what Jo Bartlett and Danny Hagan should be. Recorded on a wing and a prayer, with little time and less money, there's a wonderful freshness and optimism to 'Lank Haired Girl to Bearded Boy'. It opens with the exhilarating 'Solar Plexus', which gallops away into an alternative soundscape, all eight minutes a pure joy.

The ethereal beauty of Jo-voiced 'Hippy Thinking' invokes the spirits of 1960's kingdom Haight and Ashbury, musicians Nash and Crosby and counter culture classic Easy Rider in a careless reverie. Only 35 minutes long, this sixties-short album wouldn't have been out of place during those times as it drifts gently from psychedelia to folk, just about hitting pop along the way and turning the mind gently to the great outdoors as the seagulls call out lonesomely on 'Benbecula'. There's a wide openness about the songs, a sense of the euphoria felt when watching the sun come up on frosty mornings. The repeated refrain of 'Pilgrim's Prayer' ("shine a light on everything/make the sea and river meet/grow the grass beneath my feet") offers nothing less than a credo for the new millennium, Jo and Danny style. (Caroline Hennessy - http://www.rte.ie/arts)

So the bearded boy turns to the lank-haired girl and says, "Woe is me, for I cannot seem to get laid with this dippy-acoustic complaint-folk that I play." And the lank-haired girl says, "Well, why not take some drugs, go clubbing and listen to a bit of Primal Scream?" And lo, his polite songs are transformed into raggedly hymnal psychedelia-strums the likes of which the Regular Friescan only dream of, and Beth Orton-shaped women throw themselves at his feet.
In their own quietly subversive way, Jo Bartlett and Danny Hagan have produced another defining record for a year in which messing with the formula has been de rigueur. It doesn't herald itself with quite the explosive insolence of 'Guerrilla' or 'The Beta Band', but there's the same evident desire to refract a frazzled urban experience through waves of pastoral guitar'n'whatever else is at hand. Their ambition is most obvious on 'Love Expression' which shifts from an ululating trip-gospel groove into a warm mantra of horns and strings and bric-a-brac beats. Or there's 'Hippy Thinking' where dirty distorted guitar and indolent tambourine rhythms are laid as foundation for Jo's Dot Allison-esque tones.
After 35 all-too short minutes, you pull yourself away from the speakers with a strange and glowing sense of wonder. This could be the start of a beautiful friendship. (http://www.nme.com/reviews/)

- Solar Plexus
- Hippy Thinking
- Benbecula
- Repentant Song
- Love Expression
- Arkle
- Bells's Corner
- Pilgrim's Prayer
- The Ones With Open Mouths

IT'S JO AND DANNY

domenica 14 giugno 2009

Urusei Yatsura "Pulpo!"



Usciva nel 1997 e solo per il mercato americano questa splendida raccolta di B-side degli Urusei. Certo, per chi era un patito e aveva già tutti i singoli e 7" del gruppo era un prodotto inutile, ma viassicuro che non erapoi così facile averli, quindi compilation e raccolte erano più che gradite. Il suono del gruppo penso proprio lo conosciate, tra J&MC, Sonic Youth, Pavement....insomma, riferimenti da 110 e lode che venivano magicamente filtrati e rimessi in suono dalla esuberanza giovanile dei nostri scozzesi! Raccolta di b-side dunque, ma attenzione, non per questo raccolta di canzoni minori, no! Anche nei lati b dei singoli gli UY sapevano incantarci con perle di rara bellezza....ascoltare per credere!! Sotto una recensione americana.... (1997 Che)

The usual names will flash through your head when you play this compilation of singles and B-sides: Velvet Underground, the Fall, Pavement, sometimes even the Pixies and Ride. But at least Yatsura is self-effacing enough to apologize for it. As "Kozee Heart" opens, singer/guitarist Graham Kemp announces, "Hey kids! This song was inspired by Steve Malkmus and the magic of Pavement, so before you're gonna write in and...start taking the piss out of us and all that, remember we could be doing this all the time. Please enjoy." The raucous Anglo-Irish foursome pilfers a lot, even taking its original name, Urusei Yatsura, from a Japanese comic book. But what brilliant theft. The members of the quartet rip through their rowdy songs, joyously spending as much time shouting as singing. The guitars of Kemp and Fergus Lawrie, who handle all the writing and vocal chores, playfully push and shove each other like high-school chums. ¡Pulpo! has a tad too much chaff—slow, tuneless songs like "Pampered Adolescent" and "Saki & Cremola." But others ("Fake Fur" and "Silver Krest") have such familiar riffs that you're humming them before you realize you've never heard them before. And while the kickoff, "Strategic Hamlets," with its "na-na-na-na" sing-along, comes off kinda dorky, "Down Home Kitty" and "Mirimar" buzz with agreeable noise. ¡Pulpo!'s B-side batch rarely measures up to last year's excellent We Are Yatsura, but then, songs from that long-player such as "First Day on a New Planet" and "Plastic Ashtray" were tough acts to follow. And since most of ¡Pulpo! came out before that album, Yatsura's probably on an upward climb, meaning this collection's more good news from a charming young band. (Jeff Pruzan - www.washingtoncitypaper.com)


- Strategic Hamlets
- Down Home Kitty
- Pampered Adolescent
- Kozee Heart
- Mirimar
- Saki & Cremola
- Fake Fur
- Silver Krest
- Got The Sun
- Nove Static
- Revir
- Power of negative Thinking
- Love That Brings You Down

URUSEI YATSURA

Scheer "Wish You Were Dead"




Questo singolo è uno di quelli che auando uscì, un bel pò di anni fa, mi rimase subito impresso. La prima volta che lo sentii fu a Planet Rock (quanti bei ricordi ho di quella trasmissione radiofonica!!) e davvero fu amore al primo ascolto. Voce ipnotica e trascinante (una fanciulla che canta per me è quasi sempre trascinante...tipo i topi con il pifferaio magico), chitarre belle toste e un ritornello accattivante. Bisogna dire che anche le altre canzoni si muovono su questo percorso e la traccia acustica non è certo un tuffo nell'allegria, ma ha toni ben poco solare. Un gruppo molto valido. (1996 4AD)


- Wish You Were Dead
- Sad Loved Girl (acoustic)
- Hanging On The Telephone
- Cannon (Instrumental)


SCHEER

The Gyres "First"



Beh, dopo i singoli ecco il disco dei cari Gyres. Poco da aggiungere. Ma una cosa la dico: copertina indegna. (1997 Sugar)


- Sly
- Hi-Fi Driving
- Break
- A Million Miles
- Hooligan
- Are You Ready
- Falling Down
- On A Roll
- I'm Alright
- Pop cop
- Downtime


THE GYRES

sabato 13 giugno 2009

Superstar "Superstar"





In questo perdiodo estivo un disco fresco come quello dei Superstar è ovviamente sempre gradito. Gruppo scozzese guidato da Joe McAlinden (che si vede anche nella fotografia qui sopra) si muove su cooordinare care anche a gente come Teenage Fanclub o BMX Bandits, ma ovviamente anche Big Star o Beach Boys: melodie solari, cori, chitarre melodiche, ma anche frangenti e ballate davvero commoventi. Questo è il loro secondo disco, che uscì in America e in Uk si trova solo d'importazione. (1994 US Capitol)


- Amouricity
- Feels Like Forever
- Barfly
- Don't Wanna Die
- Reason Why
- I Can't Help It
- Noise Level
- Let's Get Lost
- Will I Ever See You
- Thought for Today
- Could It Be You

SUPERSTAR

giovedì 11 giugno 2009

Sharkboy "The Valentine Tapes"



Si muovono su territori Dream Pop gli Sharkboy, che dopo un buon primo disco velato di Velvet Underground e Mazzy Star ritornano con questa seconda opera dove tutto sommato hanno mantenuto i loro stili e rimandi musicali, con suoni e strumentazioni d'atmosfera che portavano a un suono oscuro e rarefatto. Un buon lavoro. (1996 Nude)


Sharkboy were a short-lived British band who was signed to Suede’s label. Their second and last album is as persuasive a foray into dreampop as the equally defunct Heart-Throbs were. Chanteuse Avy whispers seductively as while the band play. Multi-instrumentalist Adrian Oxaal(cool name) plays guitar, keys, cello and marimba and is an integral part of the floaty, creamy vibe the band create. “Big Black Jaguar” sounds like a classic pop song with its up-tempo vibe and Avy who sounds like a down-tempo Chrisse Hynde, sassy but not overly fond of stating that she thinks she’s great. You kind of sense that she thinks so though. “You make me feel like a prince up here” she pouts.
“Same Mother of pearl” puts a rockabilly slant on things. Suddenly Oxaal is all Bo Diddley on the guitar and someone plays the harmonica. I get the idea that this would be suit a James Dean movie. “From Your Eye” is back in dreamland. Avy puts on her softest smile and the band become Low if Low ever raised the tempo. Avy puts in words of “starlit eyes” and a palpable romantic yearning.
“Sugarmanshine” is bluesy and there’s that Bo Diddley thing happening again. The mood makes me picture a gin joint somewhere. Avy sounds like she has her hands on her hips while she sings, all nonchalant and sexy.
My favorite song is “Dean”. Avy sings of a dreamy boy. “Oh Dean you’re still only sixteen in that silverscreen head of yours” it goes.
We get a monotonous but melodic Velvet Undergound thing musically.
Then there’s the lovely ׁD Angelshell” with washes of cello and words of finding a shell. “Wrap me in your cotton love” Avy sings. Or at least I think she does, there’s no lyric sheet to help. The song gets a bit seasick towards the end, its tempo accelerating and all pretensions of making sense stops. The stunning “Teenage Heart” is a tribute to loving someone with wings while you’re on the ground. After this Sharkboy vanished, maybe they grew wings and flew away. This was a fine way to exit. Go raid the bargain bins. (Shopping.com)

- Tiny Seismic Night
- Big Black Jaguar
- Take My Hand
- Same Mother Of Pearl
- From Your Eye
- Blazer
- Sugarmanshine
- Dean
- 3D Angelshell
- Teenage Heart
- Maxine.


SHARKBOY

McAlmont & Butler "The Sound of McAlmont and Butler"






Nel 1994 Bernard Butler se ne va sbattendo la porta dai Suede. Durante le registrazioni di Dog Man Star succede il finimondo e il gruppo perde il talentuoso chitarrista compositore. La strada di Butler si incrocia con quella di David McAlmont, cantante soul che militava nei Thieves, con una voce a dir poco cristallina e celestiale. Decidono quindi di collaborare insieme e la loro prima creazione fu la magniloquente "Yes", che a suo tempo Butler descrisse come una canzone vagamente Suede, ma con parti vocali molto migliori!! Grande risultato di vendite con l'ottavo posto nella classifica dei singoli. Altro buon risultato tocco al secondo singolo "You Do" che entrò al diciasettesimo posto. Vai a sapere perchè i due poi hanno degli screzi e tutto va a farsi benedire, senza neanche fare un vero e proprio tour. Certo che stare con Bernard deve essere proprio complicato!!
Sta di fatto che all'inizio del 1996 esce la raccolta del materiale fin qui registrato dai due e devo dire che la qualità non manca affatto, anche se ovviamente per i possessori dei singoli c'è ben poco di nuovo, penso che le inedite siano giuto un paio! Il progetto poi riprenderà vita nel 2002. (1996 Hut)

- Yes (full version)
- What's the Excuse This Time?
- The Right Thing
- Although
- Don't Call it Soul
- Disappointment / Interval
- The Debitor
- How About You?
- Tonight
- You'll Lose a Good Thing
- You Do (full length)



MCALMONT & BUTLER

Elcka "Rubbernecking"






Mi commuovo parlando degli Elcka che sono e rimarranno una delle mie (Brit Pop ) band preferite. Arrivare al disco preparandolo in tale modo, con dei singoli uno più bello dell'altro, beh, non è da tutti. Il bello è che forse ci hanno messo un pò troppo ad arrivare a sto benedetto disco e pure a trovare una copertina definitiva, visto che ne ho conosciute ben tre. Eppure che dire? Glam, lascivi, suadenti, epici... tra Suede e Pulp ci sono gli Elcka mi disse un mio amico una volta. Sta di fatto che questo è un disco imprescindibile! (1997 Island)

By the time Elcka got around to releasing a debut album in 1997, the Britpop hype in the group's initial year of attention, 1995, had started to curdle (the requisite string arrangements alone date the record). As a result, Rubbernecking came and went, not even getting an American release despite a high-profile opening stint with Morrissey in the States. A pity, because while the quintet's music worked in the same lush/dissipated general line as Suede and labelmates Pulp, Elcka had just enough individual character to stand out more than might be thought. Lead singer Harrold had just the right amount of English "it's a lahrf" twang and catch in his singing voice, and while the production seems to want to hide his voice in the mix more than anything else, it's still nicely glammy stuff. Steve Harley would probably be the closest comparison point, while the band's music touches on that era with some dollops of Madness and Faces' jauntiness as well. Guitarist Marcus Sanford-Casey is competent without being per se distinct, though still with a nice bit of flash, while keyboardist Matt Barker adds some good extra sheen and energy here and there as well. The latter's lines on tracks like "Fill Me" actually often stand out as the best thing in the performance. Bassist Rhodes and drummer Darren Berry do their work well enough, with little more to say there. The singles from the album unsurprisingly are the strongest efforts, with the album-only tracks continuing the mood and occasionally improving it, like the quirky theatrics of "When the Circus Comes" or the concluding stomp of "A User's Guide." Opening number "Supercharged" and "Statuesque," the latter with a kicky, niggling guitar line floating speaker to speaker, both have memorable melodies, but "Nothing to Lose" wins out the most, with a swirling, synth/string-combined intro and a slow, building sense of drama to a great chorus. (Ned Raggett, All Music Guide)

- Supercharged
- Fill Me
- Statuesque
- Look At You Now
- When The Circus Comes To Town
- Leather Lips
- Nothing To Lose
- Aston Martin
- Roll The Dice
- The Perverts Servant
- A User's Guide

ELCKA

Animals That Swim "I Was The King, I Really Was The King"



Secondo disco per i sempre ottimi ATS. Magari rispetto all'esordio si perde un pò quel fattore sorpresa e quella magia, ma la qualità rimane ovviamente alta. Anzi, a dirla tutta qui c'è anche la canzone con la "C" maiuscola per il gruppo, ovvero l'incredibile Faded Glamour, gioiello pop di rara bellezza e intensità. (1996 Element)

- Faded Glamour
- Good Xmas
- Longest Road
- East St O'Neill
- Greenhouse
- Shipley
- Kitkats and Vinegar
- London Bridge
- Bed Island
- Near the Moon
- Good Old Way


ANIMALS THAT SWIM

mercoledì 10 giugno 2009

Nancy Boy "Promosexual"



Come feci a conoscere i Nancy Boy? Ovviamente me li fece conoscere il buon Claudio che li aveva su una cassetta, mi ricordo però che non mi avevano comquistato al primo ascolto e devo dire che la cosa è strana, perchè risentendolo ora i ragazzi avevano un tiro micidiale. Inseriti nel filone Romo non per questo si fecero schiacciare dall'etichetta o dalle loro influenze, ma seppero muoversi con ottima personalità. Il risultato è questo ottimo lavoro. (1995 Equator Bend)

Call 'em the Strokes before the Strokes if one likes -- the fashion industry connection certainly doesn't hurt -- but Nancy Boy was its own particular beast of foppish disaffection, as its enjoyable debut album showed in spades. Besides having a brilliant name, Promosexual benefits from not worrying in the slightest about meaning it, man -- Leitch, Nesmith, and company are out to have their own kind of fun and aren't shy about inviting others along for the ride. Even with production legend Shel Talmy on board (and doing a fine job, unsurprisingly), anyone expecting (or somehow demanding) folk-rock would be as disappointed as those who wanted Sean Lennon to sound like the Beatles. Like near-contemporaries Suede (who could have just as easily written songs called "Insecurity" and "Man Inside Your Brain"), Nancy Boy find their kicks in glammed-up decadence. But the emphasis is not only Bolan and Bowie ("Welcome to My World" is a definite nod to the Thin White Duke), but Duran Duran and Gary Numan. The latter is obviously apparent, thanks to a fun (and slightly misquoting) cover of "Are 'Friends' Electric?," but songs like "New Attitude" borrow quite a bit from Numan's crisp early guitar pop experiments. As for Duran Duran, "Johnny Chrome and Silver," the band's signature single, is pure Rio-era pop thrills come to life, thanks to Nesmith's slippery funk guitar hook and Leitch's openly Simon LeBon-pitched vocal turn. Leitch's delivery throughout most of the album is more archly elegant than anything else -- think Adam Ant at his most enjoyably dandyish, with a higher register -- and he comes up with some winning performances. Consider his star-turn on the magnificient album-opener "Gender Bender" (which also benefits from some great low-key backing vocals) and the wonderfully self-obsessed bitchiness of the brawling "Roman Emperor" as two highlights of many. (Ned Raggett, All Music Guide)


- Gender Bender
- New Attitude
- Johnny Chrome and Silver
- Welcome to My World
- Mr. Euro
- Insecurity
- Man Inside Your Brain
- It's Hard
- Are 'Friends' Electric?
- Roman Emperor
- Oblivion


NANCY BOY

The Sundays "Blind"



Dream Pop? Post Smiths? Folk con influenze Cocteau Twins? Non mi interessano le etichette. Questo è un disco di una gentilezza e di una semplicità che conquista. Un pò come tutta la carriera dei Sundays. Gruppo che in punta di piedi ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in questo genere di guitar pop molto classico, con l'incantevole voce di Hariet Wheeler accompagnata dagli arpeggi del compagno David Gavurin. Questo è definito l'album più "oscuro" del gruppo, almeno rispetto all'esordio. L'avrò ascoltanto tante di quelle volte che ho perso il conto.

- I Feel
- Goodbye
- Life & Soul
- More
- On Earth
- God Made Me
- Love
- What Do You Think?
- 24 Hours
- Blood On My Hands
- Medicine



THE SUNDAYS

Whipping Boy "When We Were Young"





Il secondo disco degli Whipping Boy è magnifico. Mi ricordo una frase di qualche anno fa del cantante che disse che se il gruppo avesse avuto una buona promozione oggi sarebbero stati più famosi dei Verve. Beh, come dargli torto?
Ripeto, un lavoro magnifico. Irlandesi, ma non per questo (grazie a Dio) figli di Bono Vox, gli Whipping sapevano riprendere la lezione dei Joy Division, rendendola comunque personale, intansa, tragicamente oscura ma con un disperato bisogno di aprirsi alla luce. Questa canzone, accompagnata da un video superbo è di quelle che fanno battere forte il cuore....(1995 Sony)


- When We Were Young
- As The Day Goes
- When We Were Young (Philo Version)
- Caroline Says II

WHIPPING BOY

Strangelove "Time For The Rest Of Your Life"



Di fronte a dischi così non ci sono parole da usare. Certi album dovrebbero essere messi nei musei, incorniciate come vere e proprie opere d'arte. Beh, questo esordio degli Strangelove merita l'appellativo di opera d'arte. Intento, struggente, devastante emotivamente in più punti. Vette liriche che provocano veri brividi di malinconia e sofferenza.
Un disco che mi ha davvero segnato. Non lo nego. (1994 Food)


- Sixer
- Time For The Rest Of Your Life
- Quiet Day
- Sand
- I Will Burn
- Low Life
- World Outside
- The Return Of The Real Me
- All Because Of You
- Fire (Show Me Light)
- Hopeful
- Kite
- Is There A Place?

STRANGELOVE

martedì 9 giugno 2009

Straw "Shoplifting"



Ma come non farsi conquistare a suo tempo dalle melodie degli Straw? Mi ricordo quando uscirono i primi singoli, subito a braccare il buon Claudio al grido di "Ecco i miei nuovi idoli!".
Tutto molto semplice, molto scontato, eppure così accattivante con i loro ritornelli, con quell'aria pop che cresce ad ogni ascolto.
Il classico gruppo che nel periodo d'oro era gettonatissimo, poi subito dopo, come per magia, ecco che non se li ricorda più nessuno. Non arrivarono nemmeno al secondo disco, del quale è uscito un promo con 5 pezzi che al più presto metterò sul blog.
Sotto trovate un pò di Wiki e una recensione del disco di rockol. (1999 Warner)


Straw was formed in Bristol by Mattie Bennett (vocals/guitar) and Roger Power (bass/guitar), formerly of The Blue Aeroplanes. Later adding keyboardist Mark "Duck" Blackwell, the group signed to Arista Records under the moniker "Please" with a different lead vocalist. They recorded an album in Boston with American record producers Sean Slade and Paul Q. Kolderie. Unhappy with the results, however, the band were dropped by the label after releasing a single, "If I Was God..." (1995, Sugarscoop Records).

When Arista kept Please's singer under contract, Bennett stepped into the lead vocalist role, the band adding drummer Andy Nixon and re-christening themselves Straw. This newly revitalised line-up was quickly signed to WEA and issued its debut single "Weird Superman" in the summer of 1998. Two more singles and one EP were released: "The Aeroplane Song," (charting at no. 37 in the UK Singles Chart on 6 February 1999),"Moving to California" (charting at no. 50 on 24 April 1999),[1] and Soundtrack of the Summer (including "The World Is Not Enough" — a James Bond theme attempt) in 1999 before Straw released their first full-length effort, Shoplifting.

Throughout 1998 and 1999 the band toured extensively with Puressence, Space and Feeder alongside emerging future stars Muse and gigs with Supergrass, Alanis Morisette, Fountains of Wayne and Reef. The extensive touring and television appearances (including the O-Zone and TFI Friday) took their toll, and differences broke out in the band resulting in the dismissal of Power after the band's final appearance of 1999 at the Glastonbury Festival. They were also subsequently dropped by WEA. They recruited new bassist Dan McKinna, and self-funded (and self-produced) the recording of several new tracks in the basement studio of Pete Thomas' house. On the strength of this new material they were signed to Columbia in 2000 and released the 4-track EP Home Work and the single "Sailing Off the Edge of the World" to critical acclaim.A second album, Keepsakes, was slated for release later that year but they were dropped by Columbia and went their separate ways shortly afterwards.

Andy Nixon and Dan McKinna went on to play in The Jeevas with Crispian Mills of Kula Shaker and then onto The Magic Bullet Band. McKinna has been a session player for many bands including James Morrison, Ben's Brother, Stuart Staples (Tindersticks), A Man Called Adam and Farrah. Blackwell, after producing Straw, The Jeevas and The Magic Bullet Band, continues to work as a record producer. Bennett is currently a teacher. (Wikipedia)

Inizia americano, finisce inglese, ma c’è qualcosa di buono che si insinua nell’irritazione. Qualcosa che cresce ascolto dopo ascolto e che ti fa dire, dopo un po’, “però, questa non è niente male, e anche quest’altra, molto beatlesiana, ci vuole anche coraggio per riproporla così sfacciatamente”. Insomma, se all’inizio “Shoplifting” ti scoraggia per la sua banalità, alla fine se non altro ti dimostra che la leggerezza è voluta e che è addirittura lontana parente dei quattro nonnetti di Liverpool e cugina di primo grado di quei teppistelli redenti degli Oasis. Weird stuff, almeno per quanto riguarda la voce di Mattie Bennett, che ci mette un po’ ad entrare in circolo, ma quando poi ci si abitua tutto funziona a meraviglia. La galleria degli hits va via che è un piacere, dal singolo celebrato “The aeroplane song” attraverso “Weird superman”, “Wake up (Miss Venezuela)”, “Moving to California” e “Anthem for the low in self esteem”, mentre sono più che buoni anche i singoli lenti come “Postcards from hell”. Dall’apparente rock’n’roll modello Usa allo sdolcipop inglese il passo il breve, almeno su questo disco, ma se deciderete di ascoltarlo non ve ne pentirete, perché poi alla fine il potere delle armonie prevale su tutto. Chissà cosa faranno in futuro, e soprattutto come, se saranno ancora così brit e orchestrali oppure si lanceranno verso lidi più fragorosi e impervi: per ora gli Straw con “Shoplifting” fanno il tagliando alla vettura: c’è qualcosa da rivedere, qualcosa da cambiare, ma l’auto è ancora nuova: per ora andateci in vacanza e poi ci rivediamo fra qualche mese. (www.rockol.it)


- Dracula Has Risen From The Grave
- Weird Superman
- Aeroplane Song
- Moving To California
- Shoplifting
- Kill Your Boyfriend
- Anthem For The Low In Self Esteem
- United States Of Amnesia
- Postcards From Hell
- Soundtrack Of The Summer
- Wake Up (Miss Venezuala)
- We Don't Belong


STRAW

China Drum "Self Made Maniac"



Questi ragazzi avevano le idee chiare. Punk pop sporco, sparato, secco e teso. Ma non alla maniera dei Gel o, chessò, degli Ash, no qui stavamo in territori più tosti, più cattivi (negli esordi per me si avvicinavano pure all'hardcore in certi passaggi). Qui abbiamo melodie incendiarie e incendiate che si sposano con scintille musicali punk-rock di altissimo valore. Ma non pensiate che di solo chitarre sparate vive l'uomo, no, qui lo spettro sonoro è ampio. Ci sono rallentamenti, chitarre acustiche, power pop...insomma, ripeto, le idee erano più che chiare!! Pensate che ero pure in contatto con loro e ci siamo scritti per un pò, dei ragazzi fantastici, alla mano e simpatici. Un gruppo che poi si è perso per strada dopo aver cambiato nome e genere e ancora questa cosa non me la spiego davvero! Ricordiamoli com'erano (e appena lo trovo piazzo sul blog pure il disco precedente che era una bomba!). (1997 Mantra)


- One Thing
- Guilty Deafness
- Somewhere Else
- Fiction Of Life
- All I Wanna Be
- Down By The River
- Another Toy
- 60 Seconds
- Foxhole
- Control
- Stop It All Adding Up
- Bothered

CHINA DRUM

18 Wheeler "Formanka"



E' il momento del secondo disco per gli 18 Wheeler. Decisamente un passo diverso rispetto all'esordio. Meno melodie limpide alla Teenage Fanclub, più rock e un filo più sperimentale, ma gli 18 non si discutono (quasi) mai!! (1995 Creation)


- Boddha
- Drought
- Steel Guitars
- Cartoon
- The Bottle
- Formanka
- Winter Grrrl
- Pretty Ugly
- The Track
- John The Revelator


18 WHEELER

Lick "Filming"






In alto le mani, vi vogli osentire applaudire questi ragazzi. Altro singolo, altra perla sonora dimenticata dal tempo, ma non da tutti, no. La nostra missione è quella di tenere vivo il ricordo di simili perle. Grandi Lick e grande pure quel ragazzo che su Youtube ha messo in piedi una piccola miniera (tra video e inteviste) relative al gruppo! (1995 Wea)

- Filming
- Fireboy
- Come (live)


LICK

Lick "Stand Up!"





Ed eccomi qui, con il primo post targato giugno 2009, il primo dopo le mie vacanze in Sicilia. Bello abbronzato me ne torno qui davanti al pc (tra l'altro reduce da un deludente, almeno per me, concerto dei Killers in Arena, quia Verona), e sono pronto per sfamare la vostra fame di reperti brit pop. Oggi tocca ai Lick, gruppo che si muoveva amabilmente su una lasciva scia "Suediana". Il pezzo in questione è semplicemente trascinante. Chitarre incisive e una linea melodica che nel ritornello decolla letteralmente. Altro che gruppo di serie B...questa è la serie A E c'è pure il video! (1995 Wea)


- Stand Up!
- Shirtlifter
- Stargazer

LICK