martedì 23 febbraio 2010

Belly "King"






Mi convince un pò meno questo album rispetto all'esordio, anche se è giusto dire che le melodie di alcuni pezzi sono da 10 e lode, ma il gioco sembra non funzionare al cento per cento, però la voce di Tanya mi fa passare sopra a certe cosette che non mi piacciono. Eh, che volete farci? Alle fanciulle proprio non riesco a dire di no! (1995 4AD)

Il tonfo di King (Sire, 1995) e' del tutto inaspettato. L'album e' desolatamente insipido, con Donelly nascosta dietro il trio che l'accompagna, saldamente controllato dal chitarrista Thomas Gorman. Purtroppo il loro sound e' generico: abolite le distorsioni, non sa costruirsi un'identita' al di la' di quella che avrebbero degli umili "session men". La voce di Donelly, piu' robusta, portata ad innalzarsi nel registro di vibrato, salva canzoni come Seal My Fate, che altrimenti sarebbero del tutto anonime. I Belly puntano al largo ascolto con melodie sonnolente in lieve crescendo come quella a passo di valzer in Silverfish o quella sottovoce in Bees che compie qualche evoluzione degna di Sinead O'Connor, o quella confessionale alla Juliana Hatfield di Puberty. La piu' convincente e' Now They'll Sleep, l'unica con una parvenza dell'esuberanza adolescenziale che aveva fatto grande il primo disco, seguita da Red, un "lento" redento da un marziale singhiozzo "messicano", e da Untitled And Unsung, che procede con il mistero dei primi Doors. Il gruppo ritrova un minimo di grinta nella title-track ma questa volta mancano le melodie. Uscita dal rock alternativo, Donelly si propone nelle vesti di cantante pop. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)


- Puberty
- Seal My Fate
- Red
- Silverfish
- Super-Connected
- Bees
- King
- Now They'll Sleep
- Untitled and Unsung
- L'il Ennino
- Judas My Heart


BELLY

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