domenica 14 febbraio 2010

Daniele Groff "Variatio 22"












Daniele Groff mi sta simpatico. Sarà perchè è un trentino come me o forse perchè comunque fare un disco con in testa gli Oasis e i suoni melodici e fragranti del Brit Pop, beh, è per me qualcosa di motlo positivo...sta di fatto che ho deciso di inserire qesto suo primo disco nel blog.
E vi dirò di più. Ben venga un Daniele Groff che copia, o prende spunto (fate voi) dagli Oasis (quelli del secondo disco!), piuttosto che la marea di gruppi risibili di adesso che partono da una base pop punk filo blink 182 per scadere nel ridicolo musicale più assoluto. Certo, sarà anche segno dei tempi, sarà che ai tempi di questo esordio gli Oasis andavano a mille e ora devi invece fare il finto punk per avere un giro in giostra su MTV....ok, ma allora lasciatemi rimpiangere il passato!|
E poi questo disco e certi suoi pezzi sono tutt'ora fonte di mille risate tra me e Vanoli, tipo Everyday che ci immaginiamo proposta a S. Remo con il suo ritornello tutto in inglese.
Sta di fatto che questo è un bel disco, un piacevolissimo pop rock di matrice britannica che in alcuni pezzi, penso ad Adesso, presentata (quella si veramente) a S. Remo, tocca vette melodiche decisamente alte! Bravo Daniele. (1998 BMG)

"Variatio 22" viene presentato come "la via italiana al genere, che non prende le mosse dai superosannati Oasis, o da band di gran moda come Verve o Placebo, ma piuttosto da genialità più scontrose (e più stimolanti) come quelle dei Blur". Invece il debito del giovane artista trentino con Noel Gallagher è enorme: le sue canzoni – che in effetti sono un ottimo esperimento di pop rock "brit style" - prendono moltissimo dallo stile degli Oasis. Ma fare questa critica – e allo stesso tempo questo complimento - a Daniele Groff non sarebbe rendergli giustizia del tutto. Nel disco, le influenze sono moltissime: dai Beatles, ampiamente citati in "Lamerica", ai sapori classicheggianti e melodici del brano che dà il titolo al disco, fino alle ballate come "Un mondo da scoprire" o "Walking fly". Il suo virtuosismo arriva al punto di reinterpretare una vecchia canzone dei Blizzard, "Green in the park" cantando sulla base dei nastri 24 piste originali ritrovati nello studio proprio mentre Daniele registrava il suo album. Le sue capacità tecniche sono ottime e documentate dal blasone di musicista classico pienamente formato. Rimane da aggiungere solo che il disco è molto fresco e godibile, con momenti particolarmente felici (oltre ai due singoli "Daisy" e "Io sono Io", la fiabesca "Lamerica" e il rock pop supersonico di "Bob, Paul & Seneca"). L’ascolto è consigliato: agli appassionati di brit pop che apprezzano una sua elegante trascrizione in italiano; a chi vuole farsi accompagnare per 42 minuti da dei buoni brani pop con un robusto contributo di chitarre. Si sconsiglia invece l’ascolto a chi difende la musica italiana dalla omologazione con il modello anglosassone. Il talento di Mr. Groff è grande, ma forse ha bisogno di tempo per crescere e assumere un linguaggio più maturo e personale: lo aspettiamo alle prossime prove discografiche per capire se la sua cultura musicale (sicuramente grande), e la padronanza del mezzo gli permetteranno di diventare un autore moderno, al di fuori delle categorie e dei generi che finora ha saputo interpretare con intelligenza.
(http://www.rockol.it/)

- Daisy
- Vivere Per Sempre
- Lamerica
- Adesso
- Variatio 22
- Io Sono Io
- Un Mondo Da Scoprire
- Green In The Park
- Bob Paul & Seneca
- Everyday
- Walking Fly
- Dove Sei Stata


DANIELE GROFF

1 commento:

  1. è strano e affascinante doversi ritrovare a commentare qui, tra i dischi "dispersi", da ricordare e mantenerne la memoria, il bellissimo esordio di Daniele Groff.
    già, perchè all'epoca, era difficile prevedere a distanza di poco più di 10 anni, lo stato di oblio in cui il cantautore trentino si ritrova ad essere.
    non ha inventato nulla il buon Daniele in questa raccolta di canzoni: sono semplici, molto immediate, orecchiabili, rock, ora pezzi trascinanti, ora morbide ballate.
    ha preso a piene mani dall'imperante britpop, debitore dei fratelli Gallagher soprattutto, non un semplice clone però (giacchè così alcuni ostili critici lo etichettarono da subito, complice l'incedere del canto effettivamente più che simile a quello di Liam il terribile), ma un appassionato fruitore di musica inglese, che prendendo esempio dall'infinito bagaglio che va dai Beatles ai Blur, ha cercato di modernizzare la canzone leggera italiana.
    col tempo infatti emersero affinità con la nostra storia musicale e un'inaspettata collaborazione con il sorcino Renato Zero.
    ma in quest'esordio brillano in particolare i singoli (quelli sì, alla Oasis, ma i MIGLIORI Oasis): "Daisy", ballata dai suoni duri e dal testo immaginifico, "Io sono io" (fate attenzione alla lunghezza e all'apertura delle vocali!), la sanremese "Adesso", con carezzevoli tocchi di chitarra e la citata "Everyday", che finì tra i titoli di coda di un famoso film di Pieraccioni ma che io e Ricky intonavamo fin quasi all'oltraggio! insomma... parte italiana, melodica, dal sapore quasi mediterraneo, chenessò... alla Raf o alla Vallesi e sfocia nel ritornello in una ballatona alla Robbie Williams, tutta in inglese... in un ritornello tutto in salita! SCARTATA A SANREMO! dicevamo noi schiavi del britpop... E TI CREDO! la parte migliore interamente in inglese!
    ma diciamola tutta: dei tanti sedicenti artefici di un incosistente genere musicale quale l'IT-POP (Alex Britti su tutti, visto che ci intitolò pure un decisivo secondo album o i mediocri Velvet), Daniele Groff è stato, insieme ad eroi altrettanto dimenticati come i Soon e i Mao, uno dei più credibili artefici.
    la sua carriera non è ancora conclusa, ha fatto altri due album dopo questo, entrambi contenenti discreti spunti (tra i quali la sfortunata sanremese "Sei un miracolo" e "Lory",il pezzo co-scritto con Lucio Dalla) ma non è arrivato il successo di massa che probabilmente la gente si aspettava, dopo il boom dell'esordio.
    il talento e la cultura musicale non gli mancano di certo, confidiamo in altre uscite, anche se sarebbe il caso che decidesse per lo meno in quale lingua esprimersi, perchè ogni suo lavoro è bilingue e l'unica artista che riesce a coniugare il successo con questa particolarità sembra essere Elisa!

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