lunedì 8 marzo 2010

Mao e La Rivoluzione "Sale"




Beh, che dire? Un disco perfetto. Perfetto per il suo tempo, anni di sperimentazioni e di commistioni tra elettronica e rock, ma perfetto anche adesso. L'alchimia creata da questi musicisti, il ritmo, le soluzioni melodiche, la verve di Mao, le chitarre preziose di Matteo e le ritmiche precise del Dottore e del Mago non smettono di stupire neanche ora, nel 2010. Un disco che mi trasmette emozioni, ricordi, sogni, voglia di tornare giovane, mi commuove pure se ripenso a quella serata all'Hexò dove io, Vanoli e Doctor Gep eravamo in pista abbracciati a saltare. Il tempo passa si. Ma certe cose rimangono. Rimane la melodia di po pgravitazionale, la febbre che non vuoi mandare via, le parole struggenti di Al Limite, la visionarietà di una Lady e l'ironia di una guerra persa....insomma rimane un disco magnifico! (1996 Virgin)

- Febbre
- Temporali
- Pop Gravitazionale
- Al Limite
- Minimo Brivido
- Il Ritmo
- Nel Sole
- My Psychedelic Lady
- Come Ho Perso La Guerra
- What A Wonderful World


MAO

1 commento:

  1. niente da fare: uno sta qualche giorno senza consultare il blog e si trova un po' spiazzato nel vedere quante chiccherie nel frattempo il buon Ricky ti ha piazzato! è il caso di questo (purtroppo quasi dimenticato)disco, raro esempio di come si poteva realizzare un album accessibile e orecchiabile ma allo stesso tempo innovatore e sperimentale, specie nei suoni... (pensate a cosa sarebbero diventati da lì a poco un gruppo di rock elettronico come i concittadini Subsonica)
    i primi a mischiare pop, rock ed elettronica furono proprio il quintetto capitanato dal talento sopraffino di Mao Gurlino.. importante in fase di arrangiamenti la presenza del tastierista Begey, che poi lasciò l'ensemble che senza di lui persero anche la dicitura "la rivoluzione", focalizzando l'attenzione sul versante pop rock.
    "Sale" è un disco con pochi e nascosti punti deboli, ravvisabili magari in una non ancora raggiunta maturità artistica... si stava però cercando di battere una strada alternatica al solito clichè del gruppo, che oggi chiameremmo "indie"...
    colpiscono le melodie, perfette e cristalline, la pulizia dei suoni, perchè no? la voce intonatissima e sicura, l'alchimia perfetta delle singole parti...
    noi conoscemmo benissimo il gruppo quando già i ragazzi rimasero in 4, poco prima dell'uscita di "Casa", anzi, li intervistammo la prima volta mentre si apprestavano a partecipare a Sanremo Giovani...
    persone vere, umili, di una simpatia contagiosa, grandi musicisti soprattutto, che credevano in quello che facevano... e avevano ragione: pezzi come "Come ho perso la guerra", "Al limite", il super singolo "Febbre", "Pop gravitazionale" meritano un posto nell'olimpo della musica nostrana!
    col tempo tutti si dimostrarono all'altezza di percorsi importanti, Matteo collaborò con nomi illustri, Mago Medina anche nei Mambassa si dimostrerà un gregario, nel senso più nobile del termine, mentre il leader e il batterista, il mitico Gep, poi "Cardinale" cominceranno anche attività slegate dalla musica e più vicini alla tv, sempre con discrete intuizioni!
    ma per noi rimarranno sempre quelli dei primi concerti, dell'Hexò... tra l'altro proprio quella sera il dottore divenne il cardinale! e tutti uniti a ballare i .... Chumbawamba!!!
    grandi ragazzi!

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