mercoledì 24 marzo 2010

Sleeper "Smart"








Ebbene si, pure Piero Scaruffi, come leggerete qui sotto era stato incantato dalla splendida Luoise, quindi neppure lui si permette di stroncare un disco fondamentale per capire il Brit Pop. Si, qui si va tutti a scuola di Brit Pop, perchè gli ingredienti ci sono tutti...melodie brillanti e appiccicose, chitarre che ti entrano in testa e non ti mollano più, vestiario ok, una signorina divina e pepata al comando...insomma cosa chiedere di più?? Niente! Louise....ti amo...meglio, ti amavo!! (1995 Arista)

Smart (Indolent/Arista, 1995) rivela gli Sleeper. Il canto "fatale" di Louise Wener, imbevuto di versi oltraggiosi e piu` o meno esistenziali come "What kind of A to Zed would get you here?", sulla traccia-manifesto Inbetweener, prende lo spunto (piu` di uno) dalle dive decadenti della new wave (Blondie e Pretenders su tutte). La musica del gruppo e` un diligente compromesso fra Elastica ed Echobelly, pop ma non troppo, chitarristico (senza gli orpelli barocchi del brit-pop) ma non troppo, progressivo ma non troppo.
L'album raccoglie diligentemente i singoli che l'hanno preceduto nei due anni di vita del complesso: Delicious, con un ritmo brillante e un registro mutuato dalla prima Nico; Swallow, con un rap sensuale e una base strumentale che riecheggia la Sister Ray dei Velvet Underground; Alice In Vain, con la sua ipnotica e angosciata atmosfera; e In Betweener, con le chitarre ancor piu` scorbutiche e un ritornello piu` arioso.
Il resto del disco costituisce un tour de force della cantante, la cui personalita` viene progressivamente e prepotentemente alla ribalta. Il fantasma di Nico affiora in tutta la sua spettralita` nella soffice ballad di Hunch, mentre l'indole di malvagia ragazzina trionfa nel garage-rock sguaiato di Bedhead. L'arringa di Lady Love Your Countryside fa pensare agli shuffle disincantati di Sheryl Crow. La recitazione si fa sempre piu` ardita, man mano che ci si allontana dai singoli, immersa in contesti sempre piu` complessi, per culminare nel decor di violini e tromboni di Vegas.
Il finale, a sorpresa, recupera invece il formato tradizionale della canzone rock, con finalmente riff e cadenze e melodie come dio comanda, e allora sventolano il ritornello epico di Twisted e il rock vibrante in stile Pretenders di Pyrotechnician.
A favore del gruppo e della cantante gioca l'arrangiamento chitarristico, che rifuggendo dai riff affilati, produce un subdolo rumore di sottofondo, fatto di distorsioni, dissonanze e accordi sgraziati in liberta`, un ruvido barrage di suoni che funge piu` da motore che da staffilata. Le ondate di cimbali della batteria non fanno che seguire questo spirito. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)

- Inbetweener
- Swallow
- Delicious
- Hunch
- Amuse
- Behead
- Lady Love Your Countryside
- Vegas
- Poor Flying Man
- Alice In Vain
- Twisted
- Pyrotechnician

SLEEPER

1 commento:

  1. Molto bene articolo informativo. Qui mi piace guardare di nuovo.

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