martedì 15 giugno 2010

Eska "Invent The Fortune"



Belli ruvidi e tosti i ragazzi....un disco da riscoprire decisamente! (2000 Gringo)


Finally out at long last, the debut record from Scotland's best kept secret, Eska. A band who have been around for god knows how long that have been on endless amounts of tours, released numerous 7" singles and had a stream of drummers (including one Stuart from Mogwai).
Probably the most accessible thing Gringo have released so far I think. The whole thing kicks off in a pretty spectacular fashion with the song Goodbye to Victories. It boasts some spectacular twisty riffery and great vocals, then the song suddenly changes and goes all math! Then track two Blast Theory really does sound like Black Sabbath raised on a diet of Don Caballero. Rock! I think one of the great things about this record is that a lot of it is really different. From Springboard to Highdive hints a bit at Superchunk, and the rest is reminiscent of bands like Archers of Loaf with the melodies of Mogwai. The highpoint of the record comes in the last song The Unbelievable Snow of 1999, which starts off slow and quiet, builds up into this great rock part and ends with a lovely guitar line at the end. Storming (hehe, storming. Unbelievable snow. Get it?). (Luke Younger - http://www.collective-zine.co.uk/)

Senza ombra di dubbio la band dalle maggiori possibilità commerciali fra quelle considerate. Sulle scene da diversi anni ma sempre sottovalutati (definiti "Scotland's best kept secret" dalla e-zine Collective), gli Eska - provenienti da Glasgow - sono autori di un guitar rock fantasioso e mutevole, molto creativo e interessante, basato su ottimi spunti melodici e su di un suono alquanto agitato e altalenante, che le note dell'etichetta riconducono a bands quali Chavez o Drive Like Jehu, ma che a me ricorda parecchio soprattutto gli Archers Of Loaf. E proprio come per questi ultimi infatti, vedrete bene, non è facile trovare coordinate precise e si finisce per elencare una marea di nomi. Tra i tanti il più ricorrente sembra essere quello dei Mogwai, con i quali la band partecipò anni fa alla compilation Camden Crawl (Lovetrain, 1996) assieme alle altre 'speranze' Delgados e Prolapse. Il vero motivo dell'accostamento sta però nel fatto che Stuart Braithwaite dei Mogwai ricoprì un tempo il ruolo di batterista per gli stessi Eska.
Si parte gia' impetuosamente con Goodbye To Victories (che da sola evoca diversi ricordi), per proseguire con gli scoppi obliqui e malevoli, alla Steel Pole Bath Tub, di Blast Theory ('teoria dello scoppio', appunto). Il brano meglio riuscito, nonchè ideale singolo, è però senza dubbio quello dal titolo più impronunciabile e difficile da ricordare: From Springboard To Highdive, che rappresenta alla perfezione la mia idea di indie rock...intensità, emozione, ruvida delicatezza e sensibilità. Tra Superchunk e Motorpsycho, obbiettivo perfettamente centrato! Altro bel pezzo è The Ghosts Invade, che, tra inusitati cambi di tempo ed intermezzi, potrebbe ricordare cose ben più pop. Decisamente piacevole in ogni sua parte, il disco lascia buone sensazioni anche nel caso di composizioni strumentali come Knives, Slowing, ma dà il suo meglio nelle sezioni di maggior intensità (la chiusura di The Unbelievable Snow Of 1999, prima lenta e malinconica, poi trasformata da una incontenibile energia). Insomma, una band capace e consapevole dei propri mezzi, che riesce con solo otto canzoni a convincere e ad appassionare grazie ad una sapiente miscela indie-pop-rock, trascinante, avvincente, ed in fin dei conti anche piuttosto personale. Un ottimo debutto per un gruppo di cui sono certo sentiremo ancora parlare. (Lorenzo Santinelli - http://www.sodapop.it)

- Goodbye To Victories
- Blast Theory
- From Springboard To Highdive
- Knives, Slowing
- The Ghosts Invade
- Between Kings
- ESP Does Work
- The Unbelievable Snow Of 1999


ESKA

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