giovedì 19 agosto 2010

The Yards "The Yards"



Chris Helme e Stuart Fletcher, rispettivamente cantate e bassista dei Seahorses, dopo aver salutato John Squire e i suoi assoli vanno a formare gli Yards. Niente per cui strapparsi i vestiti, ma quel classico disco che ti può andare bene per un giretto in macchina o per sonnecchiare sul divano. I riferimenti del gruppo sono proprio quelli che io non apprezzo, ovvero anni 60 - 70 e chiedermi perchè ho in casa un disco simile non è certo reato. Prima di buttarlo in un fosso però ho deciso di postarlo, e riascoltarlo non mi è neanche dispiaciuto. In fin dei conti Chris mi sta pure simpatico e la sua voce risulta comunque piacevole. Disco che ha pure avuto un seguito nel 2009, ma ora Chris si muove come solista. (2005 Snapper)

Il fatto che la precedente esperienza del cantante Chris Helme fosse nei Seahorses dell’ex Stone Roses John Squire fa immediatamente capire l’area entro cui si muovono gli Yards, quella di un rock saldamente piantato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ‘70. La bella sorpresa, però, sta nel fatto che, nella maggior parte dei casi, il quintetto preferisce dare la precedenza ai sentimenti e non ai muscoli. Non che manchino i brani tirati, intendiamoci, e, anzi, quelli che ci sono (“Forget Your Regrets”, l’impetuosa “The Devil Is Alive And Well And In DC”) non dispiacciono affatto; solo che, nel computo dell’intero album, si trovano in stretta minoranza rispetto ai mid-tempo e alle ballate, tutte o quasi di stampo acustico. Questo il contesto in cui la band fa valere al meglio il proprio gusto per le melodie (“Fireflies”), per le armonizzazioni vocali, gli intrecci tra chitarre e piano e i crescendo, in una trama di rimandi che comprende gli Who come Neil Young, i Velvet Underground come i Beatles, gli Ocean Colour Scene come qualcosa dei Radiohead meno sperimentali (“On The Inside”). Non saranno originalissimi, anzi, non lo sono proprio, ma scrivono canzoni solide e, soprattutto, suonano onesti e genuini. In che, specie per chi ha gusti orientati verso il classico, dovrebbe bastare. (Aurelio Pasini - http://www.ilmucchio.it/)


- Forget Your Regrets
- Get Off My Back
- The Devil Is Alive And Well And In DC
- Only Myself To Blame
- Crime
- On The Inside
- Superhuman
- Pure
- California
- Fireflies
- Up'Til Dawn


THE YARDS

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