martedì 30 marzo 2010

Sleeper "Pleased To Meet You"



E si chiude qui la carriera degli Sleeper. Disco non eccelso, si salva in qualche sia parte, ma la stanchezza si fa sentire. Picevole, ma nulla più. (1997 Indolent)

- Please Please Please
- She's A Good Girl
- Rollercoaster
- Miss You
- You Got Me
- Breathe
- Superclean
- Firecracker
- Because Of You
- Romeo Me
- Nothing Is Changing
- Motorway Man
- Traffic Accident


SLEEPER

mercoledì 24 marzo 2010

Sleeper "Smart"








Ebbene si, pure Piero Scaruffi, come leggerete qui sotto era stato incantato dalla splendida Luoise, quindi neppure lui si permette di stroncare un disco fondamentale per capire il Brit Pop. Si, qui si va tutti a scuola di Brit Pop, perchè gli ingredienti ci sono tutti...melodie brillanti e appiccicose, chitarre che ti entrano in testa e non ti mollano più, vestiario ok, una signorina divina e pepata al comando...insomma cosa chiedere di più?? Niente! Louise....ti amo...meglio, ti amavo!! (1995 Arista)

Smart (Indolent/Arista, 1995) rivela gli Sleeper. Il canto "fatale" di Louise Wener, imbevuto di versi oltraggiosi e piu` o meno esistenziali come "What kind of A to Zed would get you here?", sulla traccia-manifesto Inbetweener, prende lo spunto (piu` di uno) dalle dive decadenti della new wave (Blondie e Pretenders su tutte). La musica del gruppo e` un diligente compromesso fra Elastica ed Echobelly, pop ma non troppo, chitarristico (senza gli orpelli barocchi del brit-pop) ma non troppo, progressivo ma non troppo.
L'album raccoglie diligentemente i singoli che l'hanno preceduto nei due anni di vita del complesso: Delicious, con un ritmo brillante e un registro mutuato dalla prima Nico; Swallow, con un rap sensuale e una base strumentale che riecheggia la Sister Ray dei Velvet Underground; Alice In Vain, con la sua ipnotica e angosciata atmosfera; e In Betweener, con le chitarre ancor piu` scorbutiche e un ritornello piu` arioso.
Il resto del disco costituisce un tour de force della cantante, la cui personalita` viene progressivamente e prepotentemente alla ribalta. Il fantasma di Nico affiora in tutta la sua spettralita` nella soffice ballad di Hunch, mentre l'indole di malvagia ragazzina trionfa nel garage-rock sguaiato di Bedhead. L'arringa di Lady Love Your Countryside fa pensare agli shuffle disincantati di Sheryl Crow. La recitazione si fa sempre piu` ardita, man mano che ci si allontana dai singoli, immersa in contesti sempre piu` complessi, per culminare nel decor di violini e tromboni di Vegas.
Il finale, a sorpresa, recupera invece il formato tradizionale della canzone rock, con finalmente riff e cadenze e melodie come dio comanda, e allora sventolano il ritornello epico di Twisted e il rock vibrante in stile Pretenders di Pyrotechnician.
A favore del gruppo e della cantante gioca l'arrangiamento chitarristico, che rifuggendo dai riff affilati, produce un subdolo rumore di sottofondo, fatto di distorsioni, dissonanze e accordi sgraziati in liberta`, un ruvido barrage di suoni che funge piu` da motore che da staffilata. Le ondate di cimbali della batteria non fanno che seguire questo spirito. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)

- Inbetweener
- Swallow
- Delicious
- Hunch
- Amuse
- Behead
- Lady Love Your Countryside
- Vegas
- Poor Flying Man
- Alice In Vain
- Twisted
- Pyrotechnician

SLEEPER

Suede "Dog Man Star"











Eccessivo, barocco, visionario, pomposo, crudele, scabroso, romantico, lascivo....e quanti aggettivi ancora potrei trovare? Eppure...eppure credo che la perfezione sia qui...(1994 Nude)

L'enfasi melodrammatica di Butler e` incontenibile su Dog Man Star (Nude, 1994). Ma anche gli arrangiamenti sono spinti all'eccesso. Il risultato e` che i Suede sembrano proporre un ponte fra progressive-rock e rock sinfonico, fra Genesis e Jim Steinman, naturalmente sempre passando per il glam-rock (We Are The Pigs, fin troppo eroica e strillata istericamente, New Generation recitata sull'attenti a ritmo marziale come nel vaudeville piu` teatrale, l'aria operistica di Black Or Blue) Se il lied pianistico dai sovratoni espressionisti di Daddy's Speeding e quello dai sovratoni decadenti di Two Of Us ripetono per la millesima volta la parte di Ziggy Stardust, La lunga The Asphalt World rispolvera i primi Genesis. Gli esperimenti si moltiplicano: i riff contorti e ciclici di Heroine, la distorsione fragorosa di This Hollywood Life, l'apoteosi sinfonica di Still Life). Se melodie sempre piu` stucchevoli ripetono all'infinito un artificio che non poteva durare piu` di un singolo, gli arrangiamenti fanno in modo che invece quell'artificio diventi un meta-genere. L'esagitato smaniarsi di Anderson sembra quasi una parodia di Bowie, e le musiche gli tengono dietro. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)

After the party – the hangover: One year on from the louche-but-rocking debut, Suede had begun to irrevocably fracture at their very core. Luckily, out of such travails are great works of art born.
By this point the chemistry (in all senses) was becoming a little strained. Retreating into a drug-assisted solitude, Brett Anderson’s lyrics were less concerned with the politics of modern love and more with the effects of the morning after. Solitude, paranoia and self-loathing were the themes here. When he sings ‘If you stay we’ll be the wild ones…’ it’s with a quiet desperation that’s clinging to a lifestyle that’s gone horribly wrong.
The downbeat mood pervades everything here. Even on peppier rockers like “The Hollywood Life” or “New Generation” the guitars of Bernard Butler here sound more spiteful, suffused with a vicious metallic edge. It was here that they formerly parted from the Britpop pack as well (‘I don’t care for the UK tonight’ sings Brett on “Black And Blue”).
At the heart of this album is the real-life drama of Anderson’s and Butler’s increasing alienation. Before the album had even been mixed the pair, once touted as a Lennon and McCartney for the post-E generation, had split. Butler subsequently told of how he turned up to the studio one day to find all his equipment outside the locked door.
Yet, while Dog Man Star stands as a testament to the destructive power of thrill-seeking love and ego-bloating drugs it remains a far deeper and sonically adventurous ride than its predecessor. There’s still a huge dollop of Scott Walker-meets-Bowie-in-the-streets-of-Soho-at-5-in-the-morning archness that can grate. And Anderson’s melodrama can be slightly over-egged on tracks like “The 2 Of Us”, yet with its reverb-drenched lushness and fabulously melancholy audio verite ambience (virtually every track is prefaced by or marbled with some low-key moodiness that recalls Talk Talk’s golden period) it’s an album that continues to fascinate and reward: It’s possibly their least dated work.
While the band struggled heroically (and succeeded) to consolidate their success after Butler’s departure the legend of the band’s lost potential really stems from Dog Man Star. Never had misery sounded so alluring, reaching out to all the lonely urbanites that ever woke up alone. For this alone it remains timeless. (Chris Jones - http://www.bbc.co.uk)

- Introducing the Band
- We Are the Pigs
- Heroine
- Wild Ones
- Daddy's Speeding
- Power
- New Generation
- This Hollywood Life
- 2 of Us
- Black or Blue
- Asphalt World
- Still Life

SUEDE

domenica 21 marzo 2010

Suede "Suede"









Poche parole....è la storia della musica. Stop. (1993 Nude)

I Suede furono fra i protagonisti del Brit-pop degli anni '90, grazie ai loro ritornelli orecchiabili e ad arrangiamenti che ne esaltavano il melodismo. Bernard Butler (chitarre e piano) era l'intelligenza del gruppo, mentre il cantante fotogenico Brett Anderson ne era l'immagine pubblica.
Un po' per il sound relativamente spoglio di orpelli e un po' per il "crooning" intenso e teatrale alla Bowie del cantante, gli esordi giustificarono l'entusiasmo: Drowners (il primo singolo, maggio 1992) e` un brano di vecchio glam-rock arrangiato in maniera maestosa, un ritornello etereo librato su una giostra di tastiere psichedeliche e un possente soul-rock alla Faces. Un riff cadenzato di chitarra conduce la melodia circolare di Metal Mickey (ottobre), in cui Anderson da` un saggio magistrale di come scavare fra le ottave le note piu` orecchiabili; la melodia ammaliante di Animal Nitrate (febbraio 1993) singhiozza sul boogie alla T. REx del sintetizzatore. Nulla che non sia stato ascoltato decine di volte nella storia del rock, ma tutto e` reso con pathos quasi religioso.
Suede (Columbia, 1993), per il quale i media Britannici avevano creato un'attesa spasmodica, e` una dotta enciclopedia di trucchi melodrammatici, che spesso lambiscono arrangiamenti da rock progressivo, con tanto di Genesis e Moody Blues fra le righe. Per di piu` le canzoni vantano testi saturi di riferimenti alla sbandierata bisessualita` del cantante, all'eroina, alla sodomia, al suicidio, secondo un canovaccio che prevede di ambientare la musica in un mondo bestiale che contrasti (o complementi a meraviglia) il viso grazioso e innocente del cantante. Rispetto ai singoli e` piu` palese (anche per la mancanza di melodie memorabili) la derivazione dal glamrock: So Young ruba l'effetto a Ziggy Stardust, la lunga ballata di (il retro Dolly lo ruba a Marc Bolan ), Pantomime Horse si sbriciola nel proprio patetismo, Breakdown accenna a note di pianoforte da sonata romantica. (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com)


- So Young
- Animal Nitrate
- She's Not Dead
- Moving
- Pantomine Horse
- The Drowners
- Sleeping Pills
- Breakdown
- Metal Mickey
- Animal Lover
- The Next Life


SUEDE

Suede "Stay Together"



Uscire con un singolo il giorno di San Valentino la dice lunga. Se poi il pezzo si chiama "Stay Together" ed è il singolo di quei Suede che avevano incantanto con il primo disco...beh, potete immaginarvi l'attesa e la tentazione di gridare al miracolo. E infatti dopo il primo ascolto c'è solo una cosa che possiamo fare...abbracciarci e piangere, piangere di gioia per un pezzo che ha dell'incredibile. Il glam visionario dei Suede raggiunge toni epici e ci trascina in un vortice melodico che solo la coppia Anderson/Butler poteva creare. Non mi soffermo poi sulla melodia acustica di Living Dead e sulla visione di paradiso di My Dark Star....dovrei scrivere altre 1000 parole. Che le lacrime siano con voi. Fantastico. (1994 Nude)










- Stay Together (Edit)
- The Living Dead
- My Dark Star
- Stay Together


SUEDE

giovedì 18 marzo 2010

Shed Seven "Change Giver"









Che emozione quando ascoltai per la prima volta questo disco. Avevo già sentito i singoli e lo aspettavo con ansia. Ricordo che lo comperai dal mitico "Pennellone" di Rovereto (chi se lo ricorda è un mito!) nel suo "Boogaloo Records", chissà poi come faceva ad averlo li...misteri della fede. E poi gli ascolti, tantissimi, per questo gruppo che all'epoca erano considerati i Take That del pop e poi invece dimostrarono idee, longevità e carattere che tantissimi altri gruppi solo se lo sognano. Manifesto del Brit Pop e del guitar pop questo esordio ha tutto per piacere anche oggi. Freschezza, esuberanza, melodie, chitarre grintose e scintille di pop che si rincorrono e si trovano per tutto il disco, da perle appiccicose come "Speakeasy" a incanti Smithsiani come "Ocean Pie". Il Brit Pop partiva, e gli Shed Seven ne sarebbero stati un pezzo fondamentale a dire poco...(1995 Polydor)

Ennesima effimera "next big thing" del Brit-pop, gli Shed Seven di Rick Witter vennero a galla con il singolo Dolphin. Change Giver (Polydor, 1995) e` in effetti un summa del pop britannico degli anni '90 (e del suo certosino epigonismo). Gli Shed Seven prendono lo spunto dagli Smiths (Head And Hands, Ocean Pie) ma poi cavalcano verso un sound piu` robusto e atmosferico (Casino Girl, Dirty Soul). (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/)

- Dirty Soul
- Speakeasy
- Long Time Dead
- Head And Hands
- Casino Girl
- Missing Out
- Dolphin
- Stars In Your Eyes
- Mark
- Ocean Pie
- On An Island With You


SHED SEVEN

Air Balloon Road (Sarah Records)



I meriti di Claudio penso siano infiniti. Grazie a lui ho scoperto gli Adorable, i Ride, i primi miei idoli totali che poi inevitabilemnte finivo per comprare da Supporti Fonografici, si faceva (e si fa,a dire il vero) arrivare pacchi costosi di cd che a casa mia potrebbero rappresentare la mia fucilazione immediata, e poi le notti davanti al Pc a cercare gruppi, a sapere che fine aveva fatto Kevin Shield. Insomma lodi infinite. Ma fra i tanti meriti c'è anche quello, fondamentale, di avermi fatto conoscere la Sarah Records. Questa è probabilmente la mia compilation preferita. Forse perchè è stata la prima che ho preso, o forse perchè già fin dal primo pezzo l'incanto inizia veramente. L'essenza stessa di 1 etichetta discografica, ecco cosa ci trovo in questa compilation. Ora è qui sul mio blog e mi sembra come se il cerchio si chiudesse. Grazie Claudio. Grazie Sarah Records. (1990 Sarah Records)

During the first years of its existence, Sarah Records adhered to a strict policy of releasing only vinyl and only 7" singles, so when the label first started compiling those records in digital format via compilations like Shadow Factory and Temple Cloud, it was surprising enough; Air Balloon Road was even more of a shock, however, a 23-cut label best-of that effectively distilled Sarah's history thus far into a single aluminum disc, a concession to contemporary purchasing and listening habits that seemed entirely antithetical to the cloistered, indie-snob mentality at the core of the label's aesthetic. Or perhaps Sarah founders Matt Haynes and Clare Wadd realized that CD compilations like Air Balloon Road gave the label's focus real shape -- only when stacked side by side did the scope of Sarah's singles output become truly obvious, revealing both the uniform melodicism and the subtle gradations of this lovelorn, bookish guitar pop. So if you're new to Sarah and willing to shell out the cash Air Balloon Road now commands in collectors' circles, it's a great place to start -- highlights like Another Sunny Day's "I'm in Love With a Girl Who Doesn't Know I Exist," the Field Mice's "Sensitive," and the Sea Urchins' "Pristine Christine" are near-definitive examples of what the label was all about, and they've aged at least as well as any pop music of their era. (Jason Ankeny - http://www.allmusic.com/)


- It's Only Obvious...... Orchids
- I'm in Love With a Girl Who Doesn't Know I Exist....... Another Sunny Day
- Please Rain Fall.... Sea Urchins
- If You Need Someone ..... Field Mice
- Underneath the Window, Underneath the Sink..... Orchids
- You Deserve More than a Maybe..... Saint Christopher
- The End of the Affair.... Field Mice
- George Hamilton's Dead .... Golden Dawn
- Darkest Blue ..... Gentle Despite
- Sensitive.... Field Mice
- Carbrain ..... Wake
- I Don't Think It Matters.... Brighter
- Pristine Christine.... Sea Urchins
- Come Get Me .......... Iced Bears
- My Secret World.... Golden Dawn
- Sunflower..... Springfields
- You Should All Be Murdered..... Another Sunny Day
- All of a Tremble..... Saint Christopher
- These Things Happen..... Action Painting
- Dreamabout.... Poppyheads
- Green ..... Another Sunny Day
- Blue Light..... Orchids
- Noah's Ark..... Brighter


SARAH RECORDS COMPILATION

mercoledì 17 marzo 2010

Northern Uproar "Town"



Struggente singolo per i Northern. Ballata così semplice e immediata da condurre alle lacrime. Forse non perfettamente riuscita la versione acustica di Kicks, ma probabilmente perchè adoro la versione elettrica, mentre l'ultima b-side fa un pò il verso agli Oasis e qualcosa non torna. (1996 Heavenly)

- Town
- Memories
- Kicks (Acoustic Version)
- I Am The Cosmos (Alternate Mix)


NORTHERN UPROAR

Dodgy "The Melod-E.P"



Un tripudio pop. Non ho nient'altro da aggiungere! (1994 A&M Records)

- Melodies Haunt You
- The Snake
- Don't Go Back
- Summer Fayre

DODGY

martedì 16 marzo 2010

Dodgy "Homegrown"











Ispirati come non mai, i cari Dodgy sfornano il disco della carriera, fresco, solare, immediato, esplosivo....il disco della vostra estate, che poi ti accorgi andare bene anche per le fredde serate invernali. (1994 Spectrum Audio)

- Staying Out For The Summer
- Melodies Haunt You
- So Let Me Go Far
- Crossroads
- One Day
- We Are Together
- Whole Lot Easier
- Making The Most Of..
- Waiting For The Day
- What Have I Done Wrong?
- Grassman

DODGY

domenica 14 marzo 2010

Just Another Illusion "Awkward Ep"



Decisamente accattivante il biglietto da visita dei Just Another Illusion di Rovereto, che purtroppo rimarrà il loro unico esempio, in quanto il gruppo non esite più, avendo cambiato nome e indirizzo musicale (ora sono gli ottimi Romero).
La freschezza e le melodie di questo ep si muovono su coordinate ben riconoscibili, tra America e Inghilterra, e dove si difetta in originalità, si vince in impatto e gusto melodico.
Niente di nuovo sotto il sole potrebbe dire qualcuno, ma intanto il piedino batte e il suono cattura fin dal primo ascolto. Bravi. (2007 Autoprodotto)

Sono in quattro e provengono da Rovereto; esordiscono con questo ep di 5 tracce registrate in studio più un brano eseguito dal vivo. Le coordinate sonore sono quelle del powerpop, immaginatevi un ibrido fra gli Idlewild degli inizi e i Jimmy Eat World di "Bleed American". Sfruttando l'inusuale presenza (per questo genere) del violino, il gruppo riesce a distinguersi dallo sterminato stuolo di formazioni che affollano il panorama sotterraneo nostrano; il resto lo fanno una spiccata vena melodica ed una buona sezione ritmica. Nonostante qualche imperfezione c'è del potenziale interessante. (Alessandro Bonetti - Rockerilla)

Quartetto da Rovereto attivo dal 2004 nel segno d'un power pop piuttosto standard - una conseguenza di punk amicale, emo, college e hardcore annacquato - non fosse per il violino che rimaglia il sound con acuti svolazzi del tutto organici al tessuto. Spiccato senso melodico quindi, come vuole il verbo Jimmy Eat World o - sul versante brit - Teenage Fanclub, idem dicasi per il piglio energico ed entusiasta come quella cosa che è giusto tenere sempre accesa. Quanto alle potenzialità, sarebbero alte in un paese che non esaurisce le fregole attornoa gli ormai attempati mugugni d'un Ligabue (che la freschezza d'una Sounds Good proprio non ce la fa più), anche se quella Illusione di noi due - unico pezzo in italiano - dimostra come e quanto sia difficile smarcarsi dalle insidie della banalità (Stefano Solventi - http://www.sentireascoltare.com/)


- Take what you deserve
- Even if nothing is right
- Rainy Days
- Sounds Good
- Illusione di noi due
- The Season (live)


JUST ANOTHER ILLUSION

The Delgados "Peloton"






Secondo lavoro per gli scozzesi e il suono si fa più raffinato rispetto all'esordio. Non mancano comunque i momenti esplosivi, ma la padronanza della materia pop inizia davvero e essere totale! (1998 Chemikal Underground)

If you're wondering where the next hot music scene might turn up, you could be looking at Scotland. No, really. Lately, the flood of truly great music has been pouring out of England's northern cousin like some kind of burst dam. Now, hold it right there: you need to just drop your preconceived notions. It's not like all they've got is the precious twee- pop of Belle and Sebastian and Adventures In Stereo, and the power pop of Teenage Fanclub and BMX Bandits, y'know.
Owing as much a debt to the Pixies, Sonic Youth, and '70s rock as to Britpop, bands like Yatsura, the Beta Band, and Bis have sent a 100,000 watt jolt of electricity through the heart of a music scene left rather barren since the bottom fell out on the Edwyn Collins market. Glasgow's Delgados, despite their having been around for a few years, firmly fit in with this new camp and, along with the Beta Band, are among rock's more promising acts.
Alright, I have to admit it: the Delgados' pristine pop does owe something to the sound of bands like Belle and Sebastian. But by adding a healthy dose of attitude, distortion (check out "Repeat Failure"), unpredictable dynamics, strong beats, and more varied instrumentation, they've created more engaging and interesting work than their Scottish colleagues. The alternating boy/ girl vocals are a nice touch as well, but... is it just me, or does Emma Pollock sound a bit like Isabel Monteiro from Drugstore?
As with the heralded Manic Street Preachers, you have to give this band big ups for their ingenious use of orchestral instruments-- it always pays off, adding gorgeous layers to already near- perfect songs. All this adds up to a great record, which could easily end up on many "Best of '99" lists. I know it's going on mine. (Sarah Zupko - http://pitchfork.com/reviews/albums/2265-peloton/)



- Everything Goes Around The Water
- The Arcane Model
- The Actress
- Clarinet
- Pull The Wires From The Wall
- Repeat Failure
- And So The Talking Stopped
- Don't Stop
- Blackpool
- Russian Orthodox
- The Weaker Argument Defeats The Stronger


THE DELGADOS

Addict "Come On Sun"




Deciso e importante cambio di rotta per gli Addict, che dopo i muscoli del primo disco ora si dimostrano più maturi e riflessivi, attenti alle sfumature, agli arrangiamenti e al pathos dei pezzi. Ne nasce così un bellismo secondo lavoro che però non uscirà mai con il supporto dell'etichetta V2, che licenziò il gruppo, e si trova ora con difficoltà. Peccato. Forse manca un vero e proprio singolo trascinante, ma è bello anche farsi coninvolgere da un disco nella sua interezza, nel quale tutti i pezzi hanno un buonissimo livello qualitativo e nel quale la voce di Mark Aston brilla assolutamente di luce propria! (2003 Muscle Beach Records)

- Come On Sun
- Great Day
- Essential Oils
- Youth
- Until I Die
- Highlife
- Connected
- Wild Going Grey
- Grace
- Better Than This
- K


ADDICT

venerdì 12 marzo 2010

The Boo Radleys "Kingsize"



Si chiude la carriera dei Boo con un disco, che come dice il buon Ricci, va decisamente rivalutato. Forse il singolo apripista delude, ma molte soluzioni nel disco sono da 10 in pagella. E poi i Boo sono intoccabili! (1998 Double T Music)

- Blue Room In Archway
- The Old Newstand At Hamilton Square
- Free Huey
- Monuments For A Dead Century
- Heaven's At The Bottom Of This Glass
- Kingsize
- High As Monkeys
- Eurostar
- Adieu Clo Clo
- Jimmy Webb Is God
- She Is Everywhere
- Comb Your Hair
- Song From The Blueroom
- The Future Is Now

THE BOO RADLEYS

Readymade "The Feeling Modified"



E torniamo in Germania, con i carie Readymade. Idee chiare e ottimi pezzi. Una ricetta consolidata. (2002 Motor Music)

- My Little Galaxy
- Day 2
- The Day We Killed Love
- You And Me
- The Graduate
- The Tease
- All You Need
- You Call It Trash We Call It Rock'n'Roll
- It Doesn't Make Sense
- Getaway
- Endless Fall


READYMADE

lunedì 8 marzo 2010

Mao e La Rivoluzione "Sale"




Beh, che dire? Un disco perfetto. Perfetto per il suo tempo, anni di sperimentazioni e di commistioni tra elettronica e rock, ma perfetto anche adesso. L'alchimia creata da questi musicisti, il ritmo, le soluzioni melodiche, la verve di Mao, le chitarre preziose di Matteo e le ritmiche precise del Dottore e del Mago non smettono di stupire neanche ora, nel 2010. Un disco che mi trasmette emozioni, ricordi, sogni, voglia di tornare giovane, mi commuove pure se ripenso a quella serata all'Hexò dove io, Vanoli e Doctor Gep eravamo in pista abbracciati a saltare. Il tempo passa si. Ma certe cose rimangono. Rimane la melodia di po pgravitazionale, la febbre che non vuoi mandare via, le parole struggenti di Al Limite, la visionarietà di una Lady e l'ironia di una guerra persa....insomma rimane un disco magnifico! (1996 Virgin)

- Febbre
- Temporali
- Pop Gravitazionale
- Al Limite
- Minimo Brivido
- Il Ritmo
- Nel Sole
- My Psychedelic Lady
- Come Ho Perso La Guerra
- What A Wonderful World


MAO

Northern Uproar "Rollercoaster"



Sulla giostra con i Northern, senza fiato e con il gusto sfrenato della melodia! Singolone!! (1995 Heavenly)

- Rollercoaster
- Rough Boy
- Smooth Geezer
- Waiting On - Acoustic Version


NORTHERN UPROAR

Northern Uproar "Livin' It Up"






Livin è una botta micidiale di power pop, con assoli che si rincorrono e un ritmo forsennato, ma forse la vera perla è la magica Goodbye, ballata commovente e intensa. (1996 Heavenly)

- Livin' It Up
- Stonefall
- Goodbye
- In My World


NORTHERN UPROAR

Northern Uproar "From A Window"



E dopo i Menswear è il momento di altri paladini del Brit Pop....avanti tutta con i Northern!!! (1996 Heavenly)

- From A Window
- Credibility
- My Minds Eye
- This Morning

NORTHERN UPROAR

mercoledì 3 marzo 2010

Glance "Diving In To The Light"



Devo ringraziare il buon Andrea che mi ha mandato questo demo del suo vecchio gruppo, che, anni fa, ebbe l'onore di fare da supporto ad alcune date dell'ultimo tour italiano degli Strangelove. Demo pregevolissimo e imbevuto di suoni e richiami al guitar pop britannico. Sospeso tra favole elettroacustiche alla Smiths e richiami alla lascività dei primi Suede il gruppo meritava decisamente un posto in questo blog! Bravi Glance!!

- Ladybird Smile
- Superstar
- These Things
- This Is The Way
- A Cruel Night
- Keep Your Body Intact
- Get Divine
- Are You A Smoker


GLANCE

Nancy Boy "Are Friends Electric?"







Riuscita cover di Gary Numan per i nostri Nancy Boy...


- Are 'Friends' Electric? (7" Edit)
- Are 'Friends' Electric? (Three AM Mix)
- Are 'Friends' Electric? (Pacifica Mix)
- You Looking at My Pint?

NANCY BOY

Nancy Boy "Johnny Chrome And Silver"



E chi potremmo ringrazare per questo singolo se non il buon Aurelio? Tra i suoi favoriti i cari Nancy Boy. Superbo e trascinante singolo, che profuma magnificamente di primi Duran Duran! (1994 Equator Records)

- Johnny Chrome And Silver
- Roman Emperor
- Oh 'Eavens

NANCY BOY

Mull Historical Society "This Is Hope"



Ancora una volta emozioni a piene mani. Non vi preoccupate, non abbiate paura ad entrare in un mondo fatto di colori variopinti, di mille immagini e sensazioni...potrebbe spiazzare all'inizio, poi però ne sarete conquistati! (2004 B Unique)

Mull Historical Society's third long player, This Is Hope, is self-descriptive. Colin McIntyre once again demonstrates that he can produce some finely polished tunes. While polished, with high production values, the album appears by no means over produced or soulless. As always, the wit and cleverness of McIntyre's lyrics abound and the quirky melodies run throughout, making for an album that any band wanting to make intelligent and fun pop songs would be proud of.
The groove of "Peculiar" gets the album off to an excellent start. This archetypal pop ditty (it even has "ooh oohs") owes much of its sound to the irony of bands such as Barenaked Ladies, XTC and also Frank Zappa's Cruising with Ruben and the Jets. The near-ballad of "Death of a Scientist" descends into a semi-ELO-esque prog-rock epic but never becomes pretentious. The piano-driven "Your Love, My Gain" is a brilliantly written piece of music, the self-deprecating lyric providing the track with a Ben Folds Five feel. The orchestration and the falsetto harmonies that appear on "Len" draw influence from the classic power ballads of the 60s, something which the likes of Divine Comedy have used to great effect over the last couple of years.
This album is bursting with quality. Mull Historical Society are unafraid to use bold musical arrangements while not obscuring the pure excellence of McIntyre's melodies. The result is a very fresh, clean and honest sound. (Jamie Clark - http://www.amazon.co.uk/)


- I Am Hope! (Intro Track)
- Peculiar
- How 'Bout I Love You More
- Treescavengers
- This Is the Hebrides
- Tobermory Zoo
- Death of a Scientist
- Your Love, My Gain
- Casanova at the Weekend
- My Friend the Addict
- Len
- In the Next Life (A Requiem)


MULL HISTORICAL SOCIETY