lunedì 10 gennaio 2011

Hefner "Breaking God's Heart"








Di fronte a certi gruppi così validi, intelligenti, poetici e mai banali che cosa si può dire? Nulla.
Ascoltiamo in ginocchio questo esordio. Tutto qua.
Questa è la versione "ingrandita", non quella originale. Presento però solo il cd1. Attenzione. (1998 Too Pure)


It was bound to happen sooner or later. I thought it was just a legend, or old-wives' tale.
People can be wrong.
It is true - in every reviewer's life there comes a time when one must endure the hardships of listening to, and then reviewing a terrible album. Hefner's Breaking God's Heart was destined to be one of those albums, one with absolutely zero redeeming qualities.
The major problem with this album is Darren Hayman, the lead vocalist. Rarely is he on-key, yet often off beat. His attempts at emotionalilty result in piercing wails of despair.
Gordan Gano of the Violent Femmes (the whine) crossed with Noel Gallagher of Oasis (the British twist) is an ample description, provided it is knocked off-key by about a half step.
The band does little to save Hefner from being tossed onto the reject pile, at times they actually add to the downfall.
The instrumentation is not poor, but it is weak. There is nothing innovative here, it is basically what you will find from any garage alt-rock band - empty guitar chords and hollow snare and bass beats.
Problems pile up when the band backs off, as in ballads such as "Hymn for the Postal Service." During these instances, the song focuses on the vocalist - which was previously alluded to as being a bad thing. When the band is more prominent, there is less focus on the vocals, and more on the mediocre music - which is better than the atrocity Hefner claims as a vocalist.
Just when you think things can't get any worse, the backup vocals kick in. Usually backup vocals enhance the music.
Maybe Hefner forgot to go to their voice lessons or they intended dissonance, there must be a rational explanation... All the backup vocals are off-key and off-beat. A combination of off-key, off-beat music and lyrics is just about as bad as it can get. Hefner beats this limit.
Hefner's last hope of redemption is their lyrics. Anyone going along with this hopeful attitude will be in for the final blow. Getting a bucket would be a good idea - this is going to be a rough ride.
The chorus to "The Librarian" is "He will never kiss her eyelids" which basically means he will never get to get it on with the librarian because "his efforts were in vain." The genius behind "Another Better Friend" lies in "I don't want to get laid, I just want to be held in her arms." Keep in mind that this is a ballad (very little band) and it has major backup vocals (off-key and off-beat).
Hefner succeed beautifully in failing. They have failed as artists as well as musicians, and this album is proof of that.
A cheap ripoff of Brit-pop and American despair, Hefner are destined to become part of the big rubbage heap in the sky - for breaking God's heart is one of the greatest sins of all. (http://www.music-critic.com/)

Remember the Violent Femmes? Hefner does.
Fifteen years after the Femmes left a permanent impression on the record collections of America's college students, Hefner debuts with a decidedly British take on the Wisconsin trio's folksy punk, leaving the twentysomething angst, sexual misadventures, and Catholic handwringing intact.
But Breaking God's Heart is no "Blister in the Sun Redux," as singer/guitarist Darren Hayman injects more than enough hooks, self-deprecating humor and knee-jerk socialism to transcend his band's influences.
The jangly sing-along singles "Love Will Destroy Us in the End" and "The Sweetness Lies Within" are among the highlights, as is the countrified "A Hymn for the Postal Service" (one in a long line of Hefner hymns) and "God Is on My Side," a slow dance number that is either aided or hindered by Hayman's shambolic falsetto -- depending on how important vocal virtuosity is to you.
A few of the ballads misfire, if only because the melodies are scant and Hayman's voice is left undressed for far too long.
Still, it's clear that Hefner possesses a fair amount of soul, even if it can only be labeled The Hefner Soul, as an earlier 10" called it. An impressive first step from a band brimming with songs. (Torey Marcus - http://www.cduniverse.com/)

...Ci sono casi in cui i gruppi si allontanano dallo stile del proprio debutto per percorrere nuove strade; altre volte, invece, l'esordio definisce i confini entro i quali si snoderà almeno parte del successivo percorso artistico.
Breaking God's Heart appartiene a questa seconda categoria, poiché in esso vi sono elementi dai quali la band faticherà ad allontanarsi, in termini sia di suono che, soprattutto, di songwriting.
Dal primo punto di vista, tutto si basa su un'impronta di base lo-fi e sull'alternanza tra le chitarre acustiche, che occupano un ruolo di primo piano per la maggior parte del tempo, e quelle elettriche, che entrano in scena talvolta per dare corpo e profondità al suono acustico, talvolta invece per prendersi totalmente la ribalta.
Non mancano episodi di ulteriore arricchimento tramite l'utilizzo della tastiera, e anche dal punto di vista vocale Hayman talvolta sfrutta il contributo di seconde voci, anche se per la stragrande maggioranza del tempo è solo la sua voce a cantare.
La sua cadenza ostentatamente britannica, il suo timbro obliquo e la grande emotività presente in ogni singola nota rendono estremamente riconoscibile fin da subito la voce di Hayman.
L'insieme degli elementi crea un risultato di grande vitalità e forza espressiva, amplificate dalla varietà tra una canzone e l'altra nel senso sopra descritto.
Il songwriting si basa su melodie né troppo immediate, né troppo difficili da assimilare.
Spesso lo schema compositivo, come si diceva, prevede una partenza con la voce che dà l'idea di lavorare quasi su una bozza piuttosto che su una canzone finita e con un prosieguo nel quale la bozza iniziale si completa, svelando la melodia vera e propria solo nel ritornello.
In questi casi il suono si accompagna perfettamente alla scrittura, con pochi e delicati tocchi di chitarra acustica e inserendo gli altri elementi man mano che la melodia si chiarifica.
È uno schema che Hayman utilizza spesso ancora oggi, e se il mancato distacco da esso può essere visto come un limite, non se ne può negare la grande efficacia allo scopo di dare all'ascoltatore canzoni dallo sviluppo sempre coinvolgente.
Anche perché, delle dieci tracce del disco, più di una si allontana da questa struttura, ponendosi come pop song più classica ("Love Will Destroy Us In The End", God Is On My Side"), o rimanendo eterea e delicata ("Tactile"), o ancora scaricando adrenalina ed elettricità fin da subito ("Eloping").
Un altro aspetto importante fin da subito nel repertorio degli Hefner è quello dei testi, arguti, stimolanti e dotati di grande forza evocativa, pur senza utilizzare alcun tipo di immagine poetica, ma solo grazie all'estremo realismo nel descrivere la realtà delle cose, amplificato dalla cura da parte di Hayman nei confronti della metrica e dell'utilizzo di parole il cui stesso suono sia in grado di stuzzicare l'orecchio dell'ascoltatore.
Quest'ultima qualità è ben esemplificata dalla brillante allitterazione del ritornello di "The Sad Witch" ("She promised me three wishes, and all I wish is she should remain here"), mentre il miglior esempio della capacità di rappresentazione di situazioni e sensazioni davvero reali è il ritornello di "Another Better Friend", rifacimento del singolo che ha fruttato alla band il contratto discografico ("It's not love, it just smells like it, the scent of summer is so exciting.
No matter how you brush your teeth, I can still smell the nicotine. And there's no face I'd rather kiss than, your sweet face, oh when it's smiling. I loved you until you were bedded, and our parents still talk of a wedding. Those bruises don't betray any violence on my part, You've taken my possessions, we're both dressed up like tarts, but it's miserable and sluttish to be acting like I do in front of you").
È subito evidente come Hayman non abbia alcun timore nel mettere a nudo la girandola di sensazioni conseguenti alla fine di un amore importante, e il fatto che sia facile immedesimarsi in questi versi, così come in molti altri, non deriva dal qualunquismo che troppo spesso emerge quando si vuole parlare per forza a tutti, ma proprio dal grande realismo delle immagini che l'autore quasi dipinge con le proprie parole.
Un'altra canzone che merita quantomeno una menzione è "A Hymn For The Postal Service", un po' perché fa una certa impressione ascoltare adesso, nell'era di internet, di qualcuno che prega ogni mattina affinché il postino gli recapiti una lettera tanto attesa, e poi perché questo è il primo di una serie di hymn che Hayman dedicherà alle cose più improbabili, sempre per esprimere il proprio variegato rapporto con le situazioni inerenti la sfera sentimentale.
Breaking God's Heart, in definitiva, ha tutte le caratteristiche per essere ritenuto un ottimo debutto: il suo ascolto è sempre stimolante, senza cali di intensità o di qualità, e dimostra già evidenti i segni della maturità e della personalità del gruppo. In un anno come il 1998, generalmente considerato come quello del tramonto del brit-pop, gli Hefner si presentano sulle scene con una proposta il cui essere pop e britannica rappresenta solo una parte di uno stile ben più ampio e personale. (Stefano Bartolotta - http://www.ondarock.it/)

- The Sweetness Lies Within
- The Sad Witch
- A Hymn For the Postal Service
- Love Will Destroy Us In the End
- The Librarian
- God is On My Side
- Another Better Friend
- Love Inside the Stud Farm
- Tactile
- Eloping
- Pull Yourself Together
- Christ
- Smoking Girlfriend
- Wicker Girl
- Destroyed Cowboy Falls
- Blind Girl With Halo
- Hello Kitten
- Normal Molly
- The Hymn For Berlin



HEFNER

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