lunedì 29 agosto 2011

Astrid "One In Four"


Si chiudeva qui la carriera dei cari Astrid. Meno irruenti ed esplosivi rispetto ai loro esordi, si muovono su una discreta linea di galleggiamento melodico, ma mancano i guizzi vincenti o il pezzo cher ti cattura veramente.
Beh, diciamo comunque che con loro ce la siamo spassata non poco e tutto sommato un disco così ci può anche stare!! (2004 Muzak)


- Untitled 2
- Something In My Way
- Economy Class
- Trinity
- Seahorse Perfect
- To Tell You The Truth
- Sink Down
- Written Apology
- Suitable For frequent Use
- Same Day, Different Number

ASTRID

Angelica "Take Me I'm Your Disease"


E visto che siamo lanciati, beccati questo altro singoletto! (2000 Fantastic Plastic)

- Take Me I'm Your Disease
- Aching
- Corn Riggs


ANGELICA

Angelica "The End Of A Beautiful Career"


Primo mini Lp per questa formazione con voce femminile che si muoveva su un pregevole guitar indie rock con riverberi melodici mai banali.
Graffianti chitarre che si alternavano con pezzi più d'atmosfera, giocati a smorzare i toni.
Sapete la mia predilezine per il pop al femminile e questo ne è un ottimo esempio! (2000 Fantastic Plastic)


- All I Can See
- Bring Back Her Head
- Concubine Blues
- Sea Sharity
- You Fake It / You Make It
- Why Did You Let My Kitten Die?
- Fireflies

ANGELICA

lunedì 15 agosto 2011

Vacanze!


Signore e signori, finalmente è arrivato anche per me il momento di un pò di vacanza.
Due settimane di relax.
Non troverete quindi nuovi post sul blog, penso fino a settembre o ultimi giorni d'agosto.
Due settimane per ascoltare tutti i dischi nuovi che ho a casa e che devo ancora scartare...e sono tantissimi!!
Mi raccomando, state alla larga da robaccia come Jovanotti (quanto vorrei sputargli in faccia a quello!) o Ligabue e piuttosto andate a prendevi in mano un vecchio disco di Scialpi!
Aloha!
Ricky

domenica 14 agosto 2011

Northpole "Northpole"


Mi sono sempre piaciuti i Northpole "inglesi". Poi ecco la classica svolta, il gruppo italiano si mette a cantare nella nostra lingua nazionale.
Più che altro qui ho poco da dire sui testi, che anzi, sono taglienti e incisivi e il peso specifico delle parole è senza dubbio rilevante, quello che proprio non mi colpisce è la musica.
L'ho ascoltato parecchie volte sto disco all'epoca e anche ultimammente, prima di metterlo sul blog. Non ci trovo nulla di emozionante. Indie rock piatto, mortalmente piatto e noioso. E il disco scorre via senza sussulti musicali. Non una melodia vincente, non un pezzo che entri in testa e nel cuore (a differenza di quello che dicono le recensioni che trovate qui sotto)
Ed è un peccato. Ma se questo erano quello che potevano ofrirci, beh, ben venga il fatto che si siano sciolti. (2005 I Dischi de L'amico Immaginario)


L'ho messo da parte per una settimana, dopo ripetuti ascolti iniziali che non riuscivo a interrompere, con una serie di 'play' ripetuti per riassaporare - ogni singola volta - ogni singola canzone.
Pensavo che tanto potesse bastare per scriverne in maniera distaccata di questi 11 brani, e invece mi ritrovo a cantare tutti i ritornelli in testa come un bambino che ha appena imparato a pedalare.
Eppure avevo già avuto modo di ascoltare qualcosa in anteprima - per decine di volte! - grazie ai demo che dopo l'uscita di "Faccio tutto domani" (ep del 1999) mi erano stati recapitati dal gruppo. Nel frattempo mi chiedevo anche cosa aspettasse la discografia italiana a licenziare un gruppo (e un disco) del genere, finché i ragazzi de L'amico immaginario non hanno deciso di investire su di loro. Ecco quindi quest'opera prima sulla lunga distanza, con una manciata di canzoni che stupiscono e al contempo entusiasmano.
Come mai tanto ardore vi chiederete voi? Semplicemente perché ci troviamo di fronte ad un progetto credibile sotto ogni punto di vista, sia che si voglia concentrare l'attenzione sulle liriche piuttosto che sulla musica.
Qui veramente tutto funziona alla perfezione e avrei tanto voluto trovare punti deboli, ma ad un gruppo che ti infila quel poker iniziale ("Adesso è limpido, "La distanza", "Niente mi ricorda di te" e "Come ogni sera") quale pretesto escogiti per imbastire una critica? Non che il resto sfiguri (anzi!), ma finirei a scrivere fiumi di parole.
Preferiasco piuttosto concentrarmi sugli altri dettagli che fanno di questo album un capolavoro; ad esempio gli arrangiamenti orchestrali da antologia di Fabio De Min (Non Voglio Che Clara), che ti incollano alle casse dello stereo, l'interpretazione vocale di Paolo Beraldo, capace di cogliere le sfumature emozionali di ogni episodio (a seconda che si tratti di toni drammatici piuttosto che da ballata). Oppure le linee di basso di Federica Colella, quantomai incisive nel definire i contorni ritmici (come già in passato, tra l'altro), o ancora le chitarre di Alessandro Ceron, artefice di azzeccate dinamiche sonore, a coniugare la tradizione melodica italiana con quella d'OltreManica.
Ma oltre a ciò la cosa che più colpisce è la semplicità di queste canzoni, questo loro essere "acqua e sapone" - e proprio per questo belle, semplicemente belle.
Pendere altre parole non è più necessario per un disco che ha già dimostrato il suo valore a chi lo ha ascoltato. Qui c'è da immergersi col cuore e goderne fino allo sfinimento… (Faustiko - http://www.rockit.it)

Ci sono alcune band italiane la cui musica ci fa rendere conto di quanto sia vivo anche da noi l'ardore di creare un buon indie-rock che, seppur fortemente ispirato alle scene estere regala, nel nostro piccolo, perle di rara bellezza.
La carriera dei Northpole ha poi una storia particolare, questo disco infatti è un debutto anche se la band è in piedi da dieci anni. Il cambiamento dall'inglese all'italiano ha dato una sferzata più nostrana al sound e il risultato non è affatto male.
Coesistono diverse anime in questo album, partiamo da quella indie-pop orchestrata che affolla la prima parte del disco, dal primo brano "Adesso è limpido", passando per "La distanza", e giungendo a "Niente mi ricorda di te".
Un ottimo trittico per introdurre nel mondo sognante dei Northpole, che diventa poi malinconico in "Come ogni sera" e rock acido in "Luca Marc (la canzone del Piave)". Il rock noise sopravanza in "Non esagerare mai" mentre "Ken star black revolution" ribadisce la voglia indie-pop stampata sulla pelle dei Northpole.
La chitarra acustica introduce la ballata intitolata "Tutto il fuoco che hai" dove trova spazio anche l'organo, mentre l'atmosfera si incupisce sulle note di "La musica si è fermata". "Giuda" chiude il disco con la sua melodia sussurrata su chitarra acustica e piano.
Il disco nei Northpole è un piccolo capolavoro indie, curato in ogni dettaglio, dove le emozioni create dai testi danzano perfettamente con quelle evocate dai bellissimi paesaggi strumentali. (Nicolò - http://www.kdcobain.it/)




- Adesso è limpido
- La distanza
- Niente mi ricorda di te
- Come ogni sera
- Laura
- Luca Marc (La canzone del Piave)
- Non esagerare mai
- Ken star black revolution
- Tutto il fuoco che hai
- La musica si è fermata
- Giuda


NORTHPOLE

Soon "Spirale"


Speriamo he stavolta i dischi dei Soon possano rimanere più a ungo sul mio blog e non arrivi la mannaia "della censura" (leggi Casa Discografica incazzata!!) a farmi togliere il tutto...che poi cosa si lamentano? Sono dischi ormai fuori catalogo da una vita! Mah.
Sta di fatto che questo è il secondo disco per la formazione milanese.
Me la ricordo bene Odette che all'epoca era entusiasta per questo disco. Lo trovava più rock, più carico, più vivo rispetto all'esordio.
Sicuramente si perde in shoegazer e si acquista in tonicità. Rimangono vive le melodie e gli spunti pop rock sono sempre di altà qualità.
La mia perla del disco rimane 'Lesciami Toccare', adorabile ballata che poi esplode nel ritornello!
E' davvero un peccato che non ci sia stato un seguito a questo disco....ma io ci credo sempre che prima o poi la coppia d'oro Odette e Davide possa ritornare insieme in studio e su un palco! Dai, incrociamo le dita!


- Spirale 1
- Abitudini
- Spirale 2
- Libera Dentro
- Saldi
- Elastico
- Tutto Si Mescola
- Lasciami Toccare
- Non Andare
- La Prima Volta
- Sopra La Media
- Inverno
- Gloria Suona
- Jingle


SOON

martedì 9 agosto 2011

Intervista a Rob McVey, cantante dei Longview


Ci sono dei momenti nella vita che sicuramente rimarranno indelebili. Alcuni perchè ricchi di significato (matrimonio, nascita di un figlio, ecc), altri perchè magari sono sogni 'giovanili' che si realizzano. Quello di cui vi voglio parlare fa parte di questa seconda categoria.
L'estate scorsa avevo conosciuto Piotr degli Adorable a Monaco di Baviera. Difficile esprimere le mie emozioni anche a distanza di un anno dall'incontro. Praticamente non toccavo terra con i piedi.
Quest'anno c'è stato un altro incontro a dir poco fondamentale, e stavolta addirittura a casa mia: Rob McVey, voce dei Longview.
Andiamo con ordine. In primis c'è da dire quanto io ami il gruppo. 'Non ho problemi a dire che 'Mercury', l'unico album, per ora, di questa formazione britannica, è decisamente il mio disco preferito di questo decennio appena passato: una splendida parabola sonica che fonde romanticismo epico e pulsioni shoegazer in un vortice di emozioni e bagliori melodici accecanti.
Avevo contattat Rob via email, sperando in una classica intervista "telematica", invece lui mi ha detto che presto sarebbe venuto a Verona. La sua ragazza, Ilaria, è proprio veronese e presto sarebbe venuto qui con lei per passare una settimana in Italia.
Figurarsi! Mi metto a progettare il tutto nei minimi dettagli e chiamo a raccolta gli eroi di sempre, i "colleghi radiofonici" (chiamiamoli così!) Nicola e Claudio (che ringrazio anche per la collaborazione fondamentale nella traduzione dell'intervista), ben più capaci di me nella lingua inglese e pure loro adoratori del verbo Longview, arriverà anche mio fratello poi, figurarsi se poteva mancare!
Ci si accorda per venerdì 22 luglio. E così sarà.
3 ore passate con Rob, qui a casa mia. "Mamma mia" mi viene da dire (frase che tra l'altro pure Rob usa spesso!). Si chiacchiera: si parla di musica, di chitarre, della città, dell'Italia, di Berlusconi, dei parenti di Ilaria e della sua pazienza con noi in versione "piccoli fans", e poi facciamo l'intervista, si beve un sacco di birra, Rob vede e apprezza la mia collezione di cd, gioca con mio figlio Enrico (!) e poi Rob suona. Tanti sono i pezzi che farà, praticamente tutti a richiesta, per un concerto acustico che ci lascia senza parole.
Sicuramente non avrei mai immaginato una giornata così la prima volta che sentii 'Mercury' tanti anni fa.
Questa è la versione a uso 'Brit Pop e Dintorni' dell'intervista con Rob, un pò "asciugata" (ma non molto, tranquilli) rispetto alle tante cose dette:


La prima domanda è quasi scontata: ci sarà presto il secondo disco dei Longview?

Si, ma in versione Ep. Mi spiego: vorremmo fare uscire alcuni Ep prima della fine dell'anno, uno a settembre con 4 pezzi. L'album invece uscirà l'anno prossimo probabilmente.

Se penso che il primo disco è datato 2003 viene quasi da sorridere. Come possiamo spiegare, se è possibile ovviamente, questa lunga attesa (che deve ancora finire)?

Ci sono stati grossi problemi legati alla casa discografica, si aspettavano vendite eccezionali e un grande successo dalla band. La casa discografica ha investito parecchi soldi su di noi (1.000.000 di sterline!!). Si aspettava i nuovi Coldplay ma il successo commerciale non è arrivato quindi questo ha creato problemi legali con loro. Al tempo eravamo giovani e senza esperienza nel mondo discografico, a noi interessava solo suonare e portare in giro la nostra musica. Questo è stato lo scoglio più grande e la causa di tutta quest' attesa.

C'è da dire che i vostri fans sono stati pazienti e non vi hanno mai fatto mancare appoggio e sostegno, penso che sia una cosa che vi ha fatto molto piacere sentire che l'attesa per il disco non è mai calata. Voi avete mai pensato che forse questo secondo disco non sarebbe mai uscito?

No, non abbiamo smesso di crederci nonostante le difficoltà. I Longview sono sempre stati assieme e abbiamo sempre confidato in noi stessi.

Mi chiedo se nel nuovo disco ci saranno pezzi scritti molto tempo fa o ci sarà posto per nuove canzoni magari scritte da poco tempo?

Ci saranno solo canzoni nuove mai pubblicate, qualche titolo 'She's taking me over', oppure 'Sky burns red' e 'History'. Penso che stiamo scrivendo canzoni più articolate ed eccitanti per noi.

ll primo disco è semplicemente un capolavoro. Aveva delle coordinate musicali ben precise: canzoni epiche, solenni, intrise di emozioni, di romanticismo e ricche di pathos e melodia. E' ancora questa la direzione musicale del gruppo? Cosa dobbiamo attenderci dal nuovo disco?

Penso che le nuove canzoni forse sono più mature, quando scrivemmo 'Mercury' avevamo 19 anni, 10 anni fa. Penso che probabilmente saranno più profonde. Non stiamo cercando in particolar modo di cambiare direzione, questa cosa mi annoia. Vogliamo solo scrivere canzoni migliori ed è l'unica cosa che realmente ci interessa.

Pensi che il nuovo album per voi sarà come un nuovo inizio?


Certo dopo tutto quello che abbiamo passato, la cosa positiva dei Longview è che crediamo di avere ancora una possibilità, perchè ci sono ancora in giro molti fan dai tempi di 'Mercury'. Quindi non abbiamo mai smesso di crederci al 100%, vogliamo provare alla gente che siamo ancora in grado di scrivere buone canzoni.

Pensi che potreste pubblicare in futuro una raccolta di b-sides visto che ci sono tante buone canzoni che avete messo nei vostri singoli? Magari prendendo per esempio da band come Lowgoldche hanno fatto una splendida raccolta anni fa.

Si è una cosa che mi piacerebbe fare, tra l'altro i Lowgold hanno una grande canzone che si chiama proprio 'Mercury'...è una delle mie preferite, l'adoro. Con la vecchia casa discografica eravamo bloccati dal contratto, ma intanto noi abbiamo continuato a scrivere canzoni e nel nuovo album ci sarà il meglio che abbiamo scritto. I Longview hanno un proprio studio di registrazione, uno studio fantastico in cui abbiamo registrati tutte le cose nuove e questa è una gran cosa. Il nuovo album avrà 10 canzoni e poi faremo un album con canzoni acustiche. Un altra cosa importante che faremo riguarda il sito, dal quale gestiremo tutte le attività della band compresa la vendita dei dischi, tutto in modo indipendente e autonomo.

Al momento c'è qualche band che ti piace ascoltare più delle altre?


Non saprei, fammi pensare. Più che altro vado a canzoni, ad esempio 'Sweet Disposition' dei Temper Trap è stata una buona canzone e un singolo dei Glasvegas dicui non ricordo il titolo. Come produttore ho lavorato con una grande band che si chiama LAC, che non conoscerai perchè non ci sono più, in seguito a dei grossi problemi che hanno avuto...

Parlando di altri gruppi, conosci una band chiamata "Gledhill"?

No, chi sono?

Sono un gruppo che a tratti vi assomiglia tantissimo, magari dopo te li facciamo ascoltare. (ndr: cosa che ho prontamente fatto, e anche Rob ha notato una certa somiglianza!).

Spero di vedervi presto dal vivo, mi chiedevo se in questi anni hai dei momenti particolarmenti belli che ricordi di qualche concerto o qualche gruppo con cui avete creato una buona amicizia.

Non saprei, ci sono tante cose divertenti e incredibili. La più forte è stata suonare al Festival di Glastonbury davanti a migliaia di persone, e c'era la pioggia...tutto ciò creava l'atmosfera giusta per le nostre canzoni. Comunque ce ne sono stati veramente tanti, ma in particolare le cose più belle sono le persone che abbiamo incontrato con la musica

Ti volevo chiedere della vostra collaborazione con Ulrich Schnauss, come vi siete conosciuti?

È successo che dopo un concerto nostro è venuto da noi e si è presentato, ci ha chiesto il permesso per poter remixare alcuni dei nostri brani. Lui è un piccolo genio, veramente in gamba e le cose che produce mi piacciono molto anche se sono differenti da quello che facciamo noi.

Avrete altre collaborazioni assieme?


No, è stata una collaborazione temporanea per quell'Ep. Noi siamo una rock band al 100%...

L'incontro si è chiuso con un arrivederci a presto, infatti il giorno prima della partenza di Rob e Ilaria per Londra ci siamo rivisti, sempre con il buon Claudio al mio fianco, per un brindisi (prolungato a dire il vero) nel mio bar preferito della città (Wally's bar), dove tra le tante cose si è parlato dell'amicizia di Rob con Mark Gardener dei Ride, o di come lo hanno scambiato per Evan Dando, di mangiare italiano e di cosa sia sto benedetto "bunga bunga".
Avrei voluto che il tempo non passasse mai.
Ma alla fine è stato il momento, inevitabile, dei saluti. A settembre i Longview faranno alcune date live: chissà che non sia già tempo per rivedersi!
Lo spero veramente.

lunedì 8 agosto 2011

Vinci Magnolia Parade e I Day Festival 2011 con Radio Popolare Verona



Sul sito internet di Radio Popolare Verona (radio con cui collaboro da molti anni col mio programma e curando, appunto, la pagina web) c'è la possibilità di partecipare (e si è fortunati di vincere) a due concorsi decisamente interessanti, entrambi a inizio settembre.
Ci sono infatti dei biglietti in palio per le serate di

- Magnolia Parade a Milano

- I Day Festival a Bologna

Non mi dilungo tanto in chiacchiere, vi metto i link di riferimento!
Saluti!

Concorso Magnolia Parade

Concorso I Day Festival

domenica 7 agosto 2011

Intervista con Airship



Accidenti se sono bravi questi ragazzi!
Sono rimasto folgorato dal loro singolo Kids e quindi non potevo non approfondire il discorso, mentre con trepidante attesa aspetto il loro albu d'esordio che uscirà il 5 settembre 2011.
Di chi parlo? Degli ottimi Airship. E se non li conoscete, beh, è il momento di andare a scoprire qualcosa di più su di loro con la mia veloce intervistina per il sito di Radio Popolare Verona!

Buona lettura come sempre (e come sempre grazie a Nicola Perina per l'insostituibile collaborazione!!)!


INTERVISTA AIRSHIP

Ben & Jason "Ten Songs About You"


Quante cose avrei da dire su B&J. La prima è che il loro concerto a Padova fu l'occasione per rivedere per la seconda volta nella mia vita quella che poi è diventata la mia compagna Nicoletta.
Ci eravamo conosciuti al concerto di Paolo Benvegnù e ci si è dati poi appuntamento a questo concerto e da li è iniziato tutto!
E già questo non è poco, direi!
Poi c'è la bella amicizia che iniziò con Ben, che è una ragazzo straordinario e che ogni tanto sento ancora, ora che ha una sua carriera solista.
E poi? Beh, come non mangiarsi le mani pensando che in giro ci sono ancora sfigati come Turin Brakes o l'occhialone squallido dei Kings Of Convenience e invece questo duo, che aveva classe, eleganza e sapienza pop da vendere, non c'è più?
Questo disco è al solito da 10 e lode.
Come disse il buon Carlo Villa (ma per 1 altro gruppo!), è il momento di mettersi in piedi sulla propria poltrona e gridare "Grazie a voi B&J, che siete il gruppo più regale di tutta l'Inghilterra!" (2001 Go Beat)


At times it's hard to listen to Ten Songs About You without wondering whether this is the work of the same Ben & Jason well known for so many subtle acoustic-led tracks. The third album from the North London duo is far more lavish affair gone are the bare guitar strums and hushed vocals that at one time found them being labelled "acoustic Radiohead".
Tracks such as "Wild Things" and "See You in My Dreams" have been polished to pop perfection, while "How The Hell Do I Explain" with its lush rather than subtle string arrangements and sweeping piano accompaniment aligns them more towards Elliott Smith (appearing with his backing band) than part of the so-called "new acoustic" movement. Acts such as the Kings of Convenience and Turin Brakes may have drawn their influences from a similar array of folk/acoustic guitar legends, but Ten Songs About You merely takes those sounds as its starting point with the onus clearly on the songs and Ben & Jason are fantastic song writers.
The result is a much more focused album and while Ben & Jason may claim that this is also a less personal album (despite the title hinting otherwise), fortunately for us, it is no less an emotional one. (Caroline Butler - http://www.amazon.co.uk)


- The Wild Things
- The Film With All The Kisses At The End
- Duet
- Fingertipping
- If All We Had Were Stars
- See You In My Dreams
- Let's Murder Vivaldi
- Great Days
- How The Hell Do I Explain
- I Won't Look Down
- Good Luck Mister Gorsky


BEN & JASON

venerdì 5 agosto 2011

Soon "Scintille"








1996: esce Scintille. E il POP italiano non sarà più lo stesso. Perchè questo bisogna dirlo tranquillamente. Parlo proprio del pop, quello puro, quello cristallino, quello che ti fa muovere il piede e la testa, quello fatto di pezzi che ti entrano dentro e non te li togli più, quello fatto da gruppi che poi amerai per tutta la vita.
Questo album d'esordio dei milanesi Soon è magnifico. Saranno le influenze di gruppi come MBV o Ride, sarà che veramente qui ci sono delle 'scintille' che poi hanno scaturito quel fuoco sacro dell'indie rock italiano anni '90, saràò quel che volete, ma questo è un disco bellissimo.
E non lo dico perchè conosco benissimo Davide (uno che meriterebbe 1 santuario da tanto deve essere venerato) e Odette (sono indeciso tra Dea e Divinità), ma perchè lo penso veramente.
Momenti shoegazer, altri più sbarazzini, melodie concrete, soffici e sognanti, la voce di Odette così incisiva e mai fuori contesto. Niente di sbagliato qui. Personalmente il crescendo di Larva è da storia della musica...glielo dico sempre a Odette ogni volta che la vedo!
Sotto il mio piccolo preambolo ci metto pure una recensione scovata sul Web tratta da Musicboom. Gran belle parole, per un disco che le merita.
E merita di non essere dimenticato. Lode a voi splendidi Soon perchè le vostre scintille non si sono ancora sopite con il tempo e questo è solo merito vostro! (1996 BLACK OUT/MERCURY/POLYGRAM)


Scintille è un album solare e al tempo introspettivo, in cui la voce e la carica di una agguerrita e tenera Odette Di Maio guidano i pezzi dal primo all'ultimo minuto.
Odette Di Maio è la chiave di comprensione dei Soon. Sue le canzoni, sua la leadership incontrastata, suoi i testi, sue le sensazioni raccontate. Davide Rosenholz è un'ottima spalla, il resto del gruppo contorna la base. Se i Soon sono la lampadina, Odette è il tungsteno.
L'apertura è affidata a Il Fiume, riuscita pop-song fatta di pennellate dolci frantumate all'improvviso da raschiate elettriche (ma mai dissonanti), in cui la descrizione della solitudine tra gli alberi che costeggiano il fiume è solo la cornice alla richiesta che sfocia alla fine: "Amami, come mi vuoi, senza parlare".
La "new-psichedelia" effettata di Stasi ha echi inglesi evidenti. Questa è la parte grintosa della scrittura di Odette, eppure la ricerca finale ritorna, per la seconda volta: "Prendimi, in quest'angolo di te, dentro l'immobilità".
P.O.P. è l'acronimo di Prima O Poi. Ma è anche POP, senza dubbio, di elegante fattura. Pop di quello leggermente elasticizzato ("Elastico" sarà proprio il titolo di uno dei migliori pezzi dell'album successivo) che sarà il marchio di fabbrica dei Soon: leggeri botta e risposta unisoni tra basso e chitarre, cristalli di perfezione compositiva su 2 accordi 2.
La voce si fa soffice, una ninna nanna, in Dormi. Il pezzo è una culla: "Dormi qui con me, ho tanti sogni da riempire". Il risveglio è brusco: una distorsione piena e grezza accompagna un perentorio "Non posso più nutrirmi di te, e di pensieri".
Anche Attimi presenta le basi strutturali dello stile-Soon. Colpi secchi su pensieri secchi. Crescendo e diminuendo, improvvisi quanto matematicamente prevedibili perchè tratti dalla storia del pop moderno e applicati alla perfezione.
Echi dei Cure su In nessun posto. Qui la richiesta si fa pressante: "Tienimi nell'angolo", ma è irresistibilmente dolce, come il canto che si snoda tra chitarre acustiche, basso riverberato e qualche sferzata elettrica ben calibrata.
Ordine si appoggia su un basso distorto e rumori di larsen lasciati alla catena fino all'ultimo. Poi, un'esplosione, distorsione, ma voce ancora, sempre, malinconicamente dolce, come miele poco amaro.
Ascoltanto ora Strisciando saltano clamorosamente alla mente le Elastica. Stesso tipo di aggressività soft-punk, stesso canto un po' dolce, un po' scazzato. E chitarre.
Bellezza condensata in O almeno sembra. Condensata nel canone finale, nella sovrapposizione di voci, più efficace di ogni distorsione: "Discendono, sempre pigre, le opinioni, giù come le lacrime". Bella.
Che cosa mi fece cercare e comprare questo disco? Settimane. Sarà un pezzetto adolescenziale, sarà una applicazione di parole sovrappensiero e immagini a buon mercato. Come volete. Ma è una cosa talmente ben fatta da essere micidiale. Il suono della chitarra, il suono della voce, l'arrangiamento, tutto. Avrei comprato il disco solo per questa.
Altro bel pezzetto pop è Larva. Ben cesellato, carino, naturalmente interrotto a metà dalla ormai classica sferzata, ma non di chitarrona, bensì di basso.
Disordine è un'esplosione bellissima. La giusta conclusione. La filosofia spiccia: "Non rimane altra via che il disordine". Il pezzo che ti lascia il gusto buono in bocca e ti fa ricominciare da capo. (Alessandro "ALes" Mattiuzzo)

- Il Fiume
- Stasi
- Pop
- Dormi
- Attimi
- In Nessun Posto
- Ordine
- Strisciando
- O Almeno Sembra
- Settimane
- Larva
- Disordine



SOON

Attenzione: Mi sono accorto che alla canzone n°11 non c'è Larva (la mia canzone preferita tra l'altro), come dovrebbe essere, ma ho inavvertitamente inserito un pezzo dei Suede.
Misteri della fede.
Qui sotto il link a larva. Chiedo scusa ovviamente!
Ricky

Soon - Larva

giovedì 4 agosto 2011

Intervista con i The Kill Van Kulls



L'approfondimento (moderno) di oggi è con i The Kill Van Kulls, affascinante gruppo inglese che si muove su coordinate wave/anni 80 e ci regala perle sinuose e intriganti.
Per ora solo due singoli ufficiali, ma attendiamo con trepidazione l'album d'esordio.
Ecco la mia intervista via mail con loro...

Buona lettura.

INTERVISTA THE KILL VAN KULLS

lunedì 1 agosto 2011

Midget "The Milgram Experiment"



Chiudevano con questo dignitoso album la loro carriera i Midget. Magari meno sbarazzini che all'esordio, ma sempre dotati di carica e freschezza.
Sarebbe stato bello che quella tanto vociferata reunion, intorno al 2006 si fosse concretizzata meglio, invece c'è stato qualche live, si parlava di pezzi nuovi, ma tutto mi sembra essersi sgonfiato senza rimedio, ahimè.
Beh, ricordiamoceli così! (2001 - Victor)


- The Reflection Stared
- In the Head and of the Heart
- A Stranger to Myself
- Oil
- She's My Superstition
- She Never Drowned in the First Place
- Room without a View
- This Wonderful Failure
- The Danger inside Me
- Softly Dear Jane
- Monsieur Man Ray


MIDGET

My Life Story "Mornington Crescent"




Album d'esordio per My Life Story e già si delinea un sound inconfondibile. (1998 - Parlophone)

Jake Shillingford's My Life Story are a magnificent conceit: a low budget, high gloss revue led by a foppish cross between Anthony Newley, Martin Fry and Jarvis Cocker. Jake's vision takes in Larry Parnes and Soho showbiz, Bond theme glamour, acres of strings and brass and elaborately camp gestures.
It will either make you laugh or cringe. And 'Mornington Crescent' - a posh sounding dump on the edge of Camden, a closed down tube station, a Radio 4 game no-one understands, and the place where Jake hatched the plot while leafleting for the Camden Palace venue - is a magnificent failure of a debut album.
A failure? Particularly in a five song mid-album stretch beginning with the overwrought 'Triumphant' and ending with the self-conscious John Barry-isms of 'Forever', in which Jake's cockernee vocal mannersims and reliance on the epic obscure the band's strong points.
But those strengths - thoughtful, unpredictable arrangements; attention to songwriting detail; Jake's sense of occasion - make the majority of the album an absorbing trawl through a world where Jake remains in the gutter staring at the stars while even the most mundane happening becomes a source of drama and intrigue.
The revenge of the dreamer reaches giddy pop heights with 'You Don't Sparkle' where Jake is "The greatest living singer/Stuck inside a damp bedsitter"; the early Teardrop Explodes swagger of 'Motorcade' and the 'Diamonds Are Forever' steals and cheers metaphors of '(Theme From) Checkmate'.
All complete and almost sneering with self-confidence. But its album closer 'Angel', a simple story of falling in love told from the woman's perspective, where Jake reveals dimensions only hinted at elsewhere.
For once the wordplay serves a genuinely touching purpose, and the strings are given space to build and create an air of graceful melancholia. The result is truly lovely.
'Mornington Crescent' does enough to prove that Jake Shillingford has a real talent behind the carefully contrived facade.
It may reside in a "damp bedsitter" now - but the penthouse to match his ambition is beckoning. (Gary Mulholland - New Musical Express)


- Forever
- Girl A, Girl B, Girl C
- (Theme From) Checkmate
- Under The Ice
- Motorcade
- The Penthouse In The Basement
- Angel
- Up The Down Escalator
- Funny Ha Ha
- You Don't Sparkle (In My Eyes)
- Triumphant
- Bullets Fly
- Star Colliding
- The Lady Is A Tramp
- These Words Are Haunting
- First Person Singular
- Stood Among Friends


MY LIFE STORY