domenica 30 ottobre 2011

L'Impaziente Inglese - 4 & 5 puntata



Ogni tanto mi vengono delle folgorazioni...
l'ultima, in ordine temporale, è mixcloud! E quindi ecco il player...
Buon ascolto con la quarta e la quinta puntata dell'Impaziente Inglese, la mia trasmissione dedicata al Brit Pop di ieri, oggi e domani su Radio Popolare Verona!




Attendo i vostri commenti!
Aloha. Ricky

Ve lo siete segnati?



Il 18 novembre si avvicina. Piano piano, ma si avvicina!
E non chiedetemi cosa succede in quella giornata, perchè allora vuol dire che non siete dei buoni lettori di questo blog.
Pete, ex cantante dei divini Adorable, verrà a suonare in acustico (chitarra e voce, nulla più!), a Pedemonte, a 10 minuti da Verona, all'Osteria PaneVino.
Quella che prima sembrava slo una follia o una semplice idea un pò stravagante, è invece diventata realtà: sono riuscito a portare Piotr in Italia!!
Il posto è piccolo, ve lo dico subito. Non attendetevi chissà cosa. In realtà è una semplice trattoria, con un piccolo posticino, giusto per 30-40 persone, dove si esibiscono artisti e gruppi di solito in versine acustica o comuqnue senza suoni troppo carichi.
Ho pensato a questo posto per l'intimità del tutto e perchè conosco chi ci lavora dentro e so del loro impegno e della loro voglia di fare le cose per bene, e cosa non di poco conto, anche perchè si mangia molto bene a prezzi intelligenti.
Mi raccomando quindi segnatevi questa data sulla vostra agenda preferita, ma dato che ci siete segnate anche i dati del locale:

RISTORANTE OSTERIA PANEVINO.

Info e prenotazioni al num: 3345712788

Via Cà Dedè, 26 Pedemonte, San pietro in Cariano, Verona

Li trovate anche su Facebook. Magari per chi viene da fuori Verona meglio chiamare per informazioni su come arrivare (io vi posso dire che l'uscita dell'autostrada indicata è Verona Nord, che sta sulla Brennero - Modena). A maggior ragione se volete anche cenare li prima del live la telefonata è d'obbligo, perchè i posti non sono certo infiniti, anzi.

Ok, direi che questo è tutto!
Ci si vede il 18 novembre allora!!

giovedì 27 ottobre 2011

Intervista audio (in inglese) con The Heartbreaks


Ieri sera a Milano c'erano gli Heartbreaks! Già sapete quanto io stimi questa formazione fin da tempi non sospetti: per capirsi, al tempo del primo singolo già gridavo al miracolo.
C'è stata poi la mia intervista per indie rock, datata praticamente 1 anno fa e quindi la grande attesa per un disco che piano piano sta prendendo forma e sostanza.
Dopo aver visto che gli Heartbreaks sarebbero stati di supporto agli Hurts nel loro tour europeo non stavo più nella pelle: brutto risveglio invece scoprire che praticamente si facevano tutto il tour tranne l'Italia, dove erano previsti altri gruppi in apertura.
Saranno state le mie preghiere o le mie maledizioni, sta di fatto che alla fine l'ordine naturale delle cose si ristabilisce e gli Heartbreaks aprono per gli Hurts anche in Italia.
Prima del concerto una chiacchierata sul loro pulmino bianco, tra Valpolicella e birra, ovviamente in compagnia del mio fido compagno di avventure Nicola, fondamentale più che mai con il suo inglese, ben migliore del mio.
Gentili, disponibili, umili ma con le idee chiare. Ecco il ritratto di un gruppo che seppur molto giovane, nel live milanese, pur penalizzato da un suono non propriamente fantastico, ha già mostrato piglio e attitudine che, unite alle innegabili doti melodche, ci autoriza ad avere prospettive altissime per il loro album d'esordio.
Un veloce live che ha proposto singoli, b-sides e qualche intrigante novità, con Delay Delay in apertura e la chiusura scintillante con I Didn't Think It Would Hurt to Think of You.
Guitar pop sonico e smithsiano quanto basta e un Matt decisamente padrone della situazione...insomma, ci siamo in pieno!
Qui sotto trovate l'intervista in inglese con i ragazzi al completo, con le domande fatte da Nicola! Un grazie speciale ancora ai 4 ragazzi ma anche al buon James che ha coordinato il tutto.
Ci rivediamo presto in Italia!

Buon ascolto!!

by on


INTERVISTA HEARTBREAKS

martedì 25 ottobre 2011

Prolapse "Back Saturday"





Non è 1 ascolto facile quello dei Prolapse, se poi avete cominciato ad avvicinarvi al gruppo con Italian Flag, beh, questo lavoro precedente potrebbe spiazzare.
Quindi tranquilli e apertura mentale. E che il viaggio abbia inizio... (1995 Lissy's)

A swirling maelstrom of the rantings of Mark E. Smith, the grinding guitar work of Thurston Moore and sweet girlie-pop vocals of Kristin Hersh (Throwing Muses) thunder down the drain with enough energy to wake the dead.
All this and more in the shape of a Leicester six-piece. She (Linda Steelyard) sings, he (Mike Derrick) shouts in a thick semi-comprehensible Scottish brogue. This, on top of some serious hardline disc(h)ordant rock that has its roots in Can. At times an almost industrial rock sound with bass (Mick), guitar (David and Pat) and drums (Tim).
Their own claimed refernces, comparisons and influences include early Fall, Sonic Youth, Faith Healers, Pavement, Pere Ubu, Joy Division and so on. I would also throw in a serious comparison with Blurt, and to a certain extent, the ringing guitars of early Cure.
They would want you to believe that Prolapse is "where yer anal organs fall out of yer backside", haha! they're just joshing. They actually sound like a reasonable loveable bunch; in any case they have a fine ear for a tune.
This is Prolapse's second album. The first, Pointless Walks to Dismal Places was released in the UK in 1994. All in all, this one is a very refreshing listen. My theory is that the days of the all-male band are dead and gone. The most interesting stuff happening now is with groups with both boys *and* girls. And with the dual (duelling) vocals of Kate and Mike, Prolapse have a lot going for them.
The comparisons are easy to make. The first track, "Mein Minefield, Mine Landmine", starts off in a gathering wail of feedback, and then kicks off very much like the opening track to Sonic Youth's Goo.
After that we're into a ringing Mary Chain-style guitar piece, "TCR", with Kate's vocals clearly soaring over the top of it all, and then "Framen Fr. Cesar", where we meet Mike and are acquainted with his fondness of bellowing through a megaphone, or some weird device that renders his words nigh on incomprehensible. But then, that may also be the Scottish blood in him. Closest comparison would be Blurt -- a heavy, rhythmic boogie.
Introductions over, we get into the meat of the album. "Every Night I'm Crucified (7,000 Times)" is a massive track. I think they intend this one to be the single. It's got a big, fat drum track; essentially without vocals, and ends with the most haunting guitar wail, the kind that sends you into a retrospective trip, as anyone who has heard of "All I Want" or "Too Personal" from the Mekons will know (which for some reason came to mind when listening to this).
My favourite track on this album is "Zen Nun Deb", an early-Cure, Joy-Division-with-girl-vocals piece. Probably not as representative of them as some of the others, but that's probably why it stands out so much ahead of the rest.
The only real weak point: "Irritating Radiator", which is just that; sounds like a noisy, aimless jam and the taping equipment happened to be switched on. On the other hand, there is "Flex", long slow instrumental, very Sonic Youth, that slowly winds up into a pounding, blistering rocker; the kind that sends the mosh pit into a frenzy. Definitely not the one you'll hear on the radio - the damned thing must go on for quarter of an hour.
The album closes with a melancholic dirge, "Strain Contortion of Bag" as if the whole band were suffering total exhaustion; no doubt they were.
To sum up, there's really only one less-good track in the whole lot of Back Saturday, which makes for a pretty good batting average. Long may they play. (David Landgren - http://www.westnet.com/)


- Flex
- Framen Fr Cesar
- Every Night I'm Mentally Crucified (7000 Times)
- Zen Nun Deb
- Drown Radio Therapy
- Strain Contortion Of Bag


PROLAPSE

Impazienti Podcast



Per prima cosa volevo ringraziare tutti gli ascoltatori del mio nuovo programma "L'Impaziente Inglese".
Ho ricevuto tante mail di complimenti. La cosa non può che farmi molto piacere.
E' stato bello tornare alla trasmissione con cui cominciai tanti anni fa a trasmettere. Mi ricordo che allora ero super emozionato e in parte lo sono anche adesso: è veramente un piacere fare questo tuffo negli anni d'oro del Brit Pop, con l'attenzione però anche al pop del tempo presente, e poterlo fare sentire anche a voi, affezionati ascoltatori.
Più d'uno mi ha chiesto se fosse stato possibile riascoltare le puntate.
Beh, direi che si può!
Sotto troverete il link che vi rimanda alla pagina dei Podcast di Radio Popolare Verona e li troverete anche le puntate dell'Impaziente Inglese: da sentire subito o da scaricare (con calma, visto che la velocità non è certo il punto di forza!).
Bene, mi pare di aver detto tutto!
Grazie ancora e buon Brit Pop a tutti! Yeah!

PODCAST IMPAZIENTE INGLESE

lunedì 17 ottobre 2011

Compulsion "The Future is Medium"




Bel gruppo gli irlandesi Compulsion. Più punk che pop, o alternative rock decisamente muscoloso, fate voi, anche se le linee melodiche non mancavano e sapevano essere decisamente vincenti. Ma l'aggressività, la rabbia, la cattiveria erano presenti in dosi piuttosto forti, senza risparmiarci nulla.
Secondo disco e anche fine della corsa per loro, forse solo leggermente inferiore al travolgente esordio.
Garret Lee, il chitarrista, è partito qui prima di diventare Jacknife Lee e fare il produttore per gruppi famosissimi. (1996 One Little Indian)

- All We Heard Was A Dull Thud
- Question Time For The Proles
- Juvenile Scene Detective
- It's Great
- They're Breeding The Grey Things Again
- Fast Songs
- Western Culture Collection
- Happy Monsters
- Belly Laugh
- Is This Efficient Living-
- Down The Edifice
- Happy Ending
- Burst
- Lost On Abbey Road
- Spotlight Into Space
- Me


COMPULSION

Prolapse "The Italian Flag"


Parliamo di pust punk? Facciamolo dai. Anche perchè i Prolapse è come se ci chiamassero in causa con il titolo di questo disco!
Certo c'è poco da spartire con il solare Brit Pop con questi ragazzi, qui al loro terzo disco. Chitarre rumorose e nervose, ritmiche solide e martellanti e un deciso incontro/incrocio di voci. Un disco che ha avuto anche un discreto successo commerciale e una buona risposta nelle recensioni, anche grazie a singoli dalla buona linea melodica e al consueto mix di generi e suoni del gruppo. (1997 Radar)

Pure il nostro Piero ne parla benino..."After a long hiatus, Prolapse released The Italian Flag (Jetset, 1998), a collection of more mature and refined songs. The sound is less aggressive, more melodic. The main attraction is definitely the vocal harmonies, that offer the sharpest contrast since male/female harmony was invented. Witness the way Steelyard's ethereal vocals duet with Derrick's punk neurosis in Slash Oblique.
Derrick's pseudo-Clash punk emphasis detonates the square dance of Deanshanger while Steelyard croons innocently over a bed of bagpipes. The narrative peak ought to be Flat Velocity Curve, where Derrick chats in a conversational tone while Steelyard chants like a cross between a disco-diva and a fairy queen, their dialogue propelled by a driving guitar raga.
The underlying rhythm section is no less inventive, borrowing from different idioms of blues, country, rock and roll and even ethnic music. The hammering pace that bridges all songs teals the show at least in the soaring and psychedelic Return Of Shoes.
At her most angelic, Steelyard's sounds almost like Enya (Cacophony No A); at her most dramatic, she sounds like the Pretenders' Chrissie Hynde (Killing The Bland). Her pure contralto embellishes the breezy Belly-esque Autocode, her witchy howl pierces the voodoobilly of A Day At Death Seaside.
Her growth is mirrored by the growth of the band as a whole. Each song can be said to be completely different from the others. The only drawback is that none of this very creative compositions stands out as a fully accomplished masterpiece." (Piero Scaruffi - http://www.scaruffi.com/vol6/prolapse.html)

- Slash/Oblique
- Deanshanger
- Cacophony No. A
- Killing the Bland
- I Hate the Clicking Man
- Autocade
- Tunguska
- Flat Velocity Curve
- Return of Shoes
- A Day at Death Seaside
- Bruxelles
- Visa for Violet and Van
- Three Wooden Heads

PROLAPSE

mercoledì 12 ottobre 2011

Readymade "Dramatic Balanced By"


Veramente a volte le cose più belle sono quelle inaspettate.
Io e Claudio eravamo impegnati a cercare un pò ovunque notizie e dischi dei Readymade, gruppo tedesco di power pop.
Alla fine troviamo questo disco e subito lo ordiniamo al volo. Vai poi a scoprire che questi onon erano i tedeschi, ma bensì gli americani e dal power pop si entrava in territori prettamente shoegaze.
Una scoperta folgorante. Un disco bellissimo. Intenso, sonico, struggente. Uno di quei dischi che non può lasciare indifferenti! E non poteva mancare sul mio blog. (1997 Nore)


- Maryland, That Means Good
- Moten
- Lasting Real
- Of Urban Sprawl
- Wayfinding
- Bloomsbury Boxcutter
- Forgottennatural.Calm
- View Towered Centre
- Always Be Closing
- Following a Typewriter to Sleep
- Hamburg
- Head Falls to Shoulder
- Sicker This Year
- Dreamt I Fled
- Lamplighters Are Dead

READYMADE (USA)

NME Compilation "C96"


Simpatica compilation con eroi del tempo che fu.
Ottima fotografia di un periodo da 10 e lode. Qui non mancano le chitarre soniche e le melodie! (1996)


Tiger – The Rose
Dweeb – Retard
Urusei Yatsura – Skull In Action
Broadcast – Lights Out
Magoo – Struck A Chord
Backwater – Hot Rhythm
Mogwai – A-70
Comet Gain – Dreams Of A Working Girl
Delgados, The – Fourth Channel
Baby Bird – Bad Shave
Spare Snare – Aftertaste
Ligament – STSLAJ
Tunic – Manhattan Skyline
Quickspace Supersport – Song For NME


NME C96

giovedì 6 ottobre 2011

Spare Snare "Spare Snare"


Mi ricordo che all'epoca presi questo disco su "suggerimento" del grande Carlo "Carlone" Villa che me li accostavama agli Urusei Yatsura, che erano fra i miei grupi preferiti e così non potevo perdermi che si avvicinava al loro suono.
Poi in realtà degli Urusei hanno qualcosa, ma anche tanto no. Più pop gli UY, più sbilenchi gli Spare, anche se hanno dei momenti che sono esaltanti e sonici proprio come gli UY!
Questo è il loro primo album, o meglio la versione americana del loro esordio. (1995 Twin/Tone)


- Thorns
- Shine On Now
- Wired For Sound
- Super Slinky
- As A Matter Of Fact
- Skateboard Punk Rocker
- Bugs
- My Better Half
- Call the Birds
- Thorns

SPARE SNARE

Sp!n "In Motion"


Vi dicono niente in nomi di Steve Mason e Matt James? Si, esatto, sono il chitarrista e il batterista dei Gene.
Ebbene prima di suonare in quel divino gruppo, i due ragazzi erano in questi Sp!n, che bevevano al ballabile fiume di Madchester, con riferimenti sonici tra Happy Mondays e Stone Roses e una gran voglia di baggy.
Siamo ancora lontani dalle melodie Smithsiane dei Gene, ma il divertimento e la melodia in questo caso non mancano! (1991 Rough Trade)


- Many Sides Of You
- Let's Pretend
- Everything
- Ask Me
- Shafted
- Sweet
- Colour Of Your Eyes
- Mary
- Scratches In The Sand
- Sister Pearl


SP!N

domenica 2 ottobre 2011

Pete Fijalkowski (Adorable) a novembre a Verona



C'è sempre una prima volta. Per Pete Fijalkowski, ex cantante di Adorable e Polak, è arrivato finalmente il momento di suonare in Italia. L'esordio live nel nostro Paese avverrà a metà novembre.

Il cantante, che vive e lavora a Brighton, si esibirà venerdì 18 , nell'ambiente raccolto e intimo dell' Osteria PaneVino a Pedemonte, sulle colline della Valpolicella, a pochi chilometri da Verona. L'ingresso è gratuito.

Pete, che ha da poco ultimato un disco con Terry Bickers, chitarrista degli House Of Love, si esibirà da solo, in acustico, presentando pezzi nuovi e canzoni dei suoi gruppi precedenti.

Non vi sto a dire la mia emozione. Se l'idea è partita da me, in realtà devo ringraziare anche altre persone per aver dato forma a questa mia volontà! Grazie amici miei, voi sapete chi siete: grazie per aiutarmi a realizzare questo mio sogno!

sabato 1 ottobre 2011

Cinerama "This Is Cinerama"


In vena di completismi metto sul blog anche questa compilation dei Cinerama, che present si dei pezzi già editi e giàconosciuti, ma anche delle gustose rarità e canzoni non presenti sui dischi. (2000 Cooking Vinyl)


- Kerry Kerry
- Love
- Au Pair
- 7X
- Mr. Kiss Kiss Bang Bang
- Dance, Girl, Dance
- Model Spy
- Crusoe
- Pacific
- King's Cross
- Manhattan
- Film
- London
- Ears [Valvola Remix]


CINERAMA

Angelica "The Seven Year Itch"


Il fatto che questo pregevole album sia stato prodotto da Kat Bjelland delle Babes in Toyland potrebbe spaventare o già indirizzare i nostri pensieri su un tipo di suono ben preciso.
Invece questo è un grna bel disco di guitar pop rock. Suonato in modo tosto e melodico, ma senza scendere in campo in modo sguaiato e fracassone come tanti gruppi riot grrrl facevano all'epoca.
Insomma, un gran bel dischetto! (2002 Victory Works)

Two years on from their mini-album on Fantastic Plastic and five since their debut Teenage Girl Crush single associated Deceptive with more than Elastica, Angelica present their first "proper" lp on Kat Bjelland's Universal linked indie Almaflame. Given that they started in their mid teens and are now into their twenties the cliche would be to say that the band are older, wiser, and better than ever.
But this would be wrong. Angelica have always written intelligent, smart, melodic, and catchy songs.
The major difference between the tracks on The Seven Year Itch and previous material is the sugar sweet gloss facade has been hammered down with a raw primal energy. Goodbye glockenspiels, your time has passed.
That's not to say Angelica have ditched their pop foundation though. Granted, track six, Golden Lilies, sounds like a perilous combination of Hole and L7 but almost every track contains an instantly memorable chorus and an infectious rhythm. Their trademark ability to conceal bitter swipes within the shell of innocent lyrics also remains.
Liberation Is Wasted On Me improbably combines a string of classic pop hooks with lyrics declaring the fallibility of feminism. Your Religion Is Me sounds like a dominatrix anthem despite it's teeny bop nursery rhyme verses, whilst I Want A Piece Of The Action has alternative anthem scrawled all over it with a thick marker pen. Rosemary Call The Goddess takes a step back from the intensity and concludes the lp nicely.
It just may be that Angelica would like to be leading a new wave of riot grrrl, hence the Babes In Toyland member on production duties and an allegiance to the Ladyfest events and manifesto. It's clear their bedroom stereo's have played host to everyone from Bikini Kill to Sleater Kinney.
However, they will never be as heavy as some of their influences - Holly and Brigit may attempt screaming at choice points and Claire may well drag out the chuggachugga riffs. But at the end of the day Angelica write pop songs. Clever, melodic, spiky and often noisy pop songs.
Taking the best aspects of both the grrrl powered underground and chart fad "girl power" (ethics and accessibility respectively) The Seven Year Itch is an accomplished and striking album. It could well take Angelica beyond their well trod path up the indie chart and into the "alternative" mainstream.(Andy Thomas - http://drownedinsound.com/)

- I Want A Piece Of The Action
- Misdemeanour
- Liberation Is Wasted On Me
- Evergreen
- Reynard The Fox
- Golden Lillies
- The Apple, The Book
- Guilty As Sin
- Your Religion Is Me
- Rosemary Call The Goddess



ANGELICA