sabato 29 dicembre 2012

Qualche segnalazione di fine anno....


 Ultimo post del 2012.
Anno importante che mi ha visto lasciare Radio Popolare Verona dopo tanti anni di onorato servizio davanti a un microfono, ma anche entrare nella redazione di Troublezine e scrivere articoli e interviste per un giornale con cui sono cresciuto, ovvero Rockerilla.
Giusto per dire, sull'ultimo numero di gennaio troverete la mia intervista con i divini The Holiday Crowd.

Ma in questo post volevo segnalare un paio di cosette uscite nel 2012 e mettervi sull'allerta per due scite del 2013 che credo saranno veramente interessanti.


Molto piacevoli i 2 A.M, che sono tornati con "Parallel Worlds", il loro secondo EP. Li ho scoperti grazie al buon Antonio su Troublezine e devo dire che il loro gusto melodico e pop mi ha conquistato. Bravi, nel riprendere sonorità classiche del brit pop, ampliandone però respiro e arrangiamenti, in modo tale da non meritarsi il ruolo di meri ricopiatori, ma anche di intelligenti selezionatori, con tante idee da sviluppare. "Parallel Wolrds", così come il primo EP, è disponibile in free download sul loro bandcamp.
 Il 2012 ha segnato anche il ritorno di Sam Isaac, del quale avevo letteralmente perso le tracce. In realtà il nostro ha realizzato il suo secondo album, ritornando alle sonorità dei suoi inizi e lasciando perdere il sound da gruppo che aveva nerll'esordio.
Ecco quindi melodie pop folk sempre piacevolissime e ben congegnate, che partono con una chitarra acustica e poi si ampliano, oppure rimangono in una dimensione più intimista. Ancora una volta, comunque, sono i ritornelli azzeccati e la genuinità di Sam che vincono e la cosa non può che farci piacere. Anche in questo caso il cd è disponibile in download gratuito.


Per quanto riguarda le mie segnalazioni peer il 2013 per ho due dischi per i quali l'attesa è altissima.
Il primo è l'esordio di Lights & Motion per Deep Elm Records, che si intitolerà Reanimation. Ho sentito solo un pezzo, Home, e giuro, sono rimasto senza parole. Visionaria e incantevole è un viaggio in crescendo sulle ali del sogno, generando immediata empatia ed emozione. Prepariamoci a qualcosa di incredibile.


Altra segnalazione è quella del nuovo disco dei The Irrepressibles, pronti a tornare con Nude, così come noi siamo pronti a farci conquistare ancora da Jamie McDermott, dal suo lirismo sconvolgente, dai suoi arrangiamenti d'archi, dalla sua sensibilità e dal suo art pop raffinato e prezioso.

Insomma si preannuncia un buon inizio di 2013.

Buon anno e...mi raccomando!!

Aloha. Ricky



venerdì 21 dicembre 2012

Il meglio e il peggio del 2012...

La mia solita classifica musicale di fine stagione...


A voi i (miei) migliori 40...

- Heartbreaks "Funtimes"
- James Iha "Look To The Sky"
- Jon DeRosa "Wolf in Preacher's Clothes"
- Spector "Enjoy It While It Lasts"
- Pentimento "Pentimento"
- Dylan Mondegreen "Dylan Mondegreen"
- Dowsing "It's Still Pretty Terrible"
- Ultrasound "Play For Today"
- By The Sea "By The Sea"
- The Holiday Crowd "Over The Bluffs"
- Nada Surf "The Stars Are Indifferent..."
- Lissy Trullie "Lissy Trullie"
- Joie De Vivre "We' Re All Better Than This"
- The 69 Eyes "X"
- Phidge "We Never Really Came Back"
- Exlovers "Exlovers"
- Garden Of Alibis "Colours"
- Masoko "Le Vostre Speranze Non Saranno Deluse"
- Tribes "Baby"
- The Big Pink "Future This"
- You Blew It! "Grow Up, Dude"
- Junior High "Junior High"
- Jake Bugg "Jake Bugg"
- Fixers "We'll Be The Moon"
- Slingshot Dakota "Dark Hearts"
- Lactis Fever "Lactis Fever"
- Baden Baden "Coline"
- Intercity "Yu Hu"
- Martin Rossiter "The Defenestration Of St. Martin"
- Seapony "Falling"
- Paradise Lost "Tragic Idol"
- Suis La Lune "Riala"
- Stagnant Pools "Temporary Room"
- Locomotif "Twimog"
- Thony "Birds"
- Young Prisms "In Between"
- Anberlin "Vital"
- Kathleen Edwards "Voyageur"
- Gold Motel "Gold Motel"
- Keystone Kids "Things Get Shaky"

Le porcherie dell'anno?


 Ne bastano 5. A voi...

- Bloc Party "Four"
- Il Triangolo "Tutte Le Canzoni"
- Offlaga Disco Pax "Gioco Di Società"
- Muse "The 2nd Law"
- Maria Antonietta "Maria Antonietta"

Fuori classifica, ma solo perchè di diritto è la porcheria del millennio, la compilation tributo agli 883 di Rockit.

giovedì 20 dicembre 2012

Intervista con Johnny Dean dei Menswe@r

Ho dei ricordi indelebili di questo gruppo. Perchè sono legati alla mia adolescenza, a dei concerti italiani meravigliosi dove conobbi una ragazza fantastica di nome Rachele (la mia principessa britpop), perchè mi sembra ieri che tenevo far le mani il 7" pollici di I'll Manage Somehow e mi sembrava la canzone più bella che avessi mai sentito, perchè "Nuisance" lo avrò ascoltato mille volte e non mi stancavo mai e ogni volta cambiavo la mia canzone preferita: insomma c'è sempre un buon motivo per amare i Menswe@r. Almeno per me.

Anche adesso, dopo tanti anni, un loro poster in casa mia non manca, così come la mia foto incorniciata con Johnny Dean e il suo autografo. Ogni volta che guardo quella foto si vede proprio quanto ero emozionato: beh, erano i miei idoli. Johnny poi lo adoravo! Sulla copertina del Melody Maker senza aver pubblicato nulla, primo gruppo ad andare a Top Of The Pops senza aver ancora fatto uscire nemmeno un singolo e poi quella travolgente Daydreamer con quel video in bianco e nero favoloso. Melodici, elegantissimi, trascinanti, attenti ai particolari (guardare le magnifiche copertine dei singoli): i Menswe@r del primo disco erano un diamante di raro splendore capace però di nascondere ancora meraviglie, che scoprivamo nelle varie b-sides dei singoli. 


Indimenticabile la loro apparizione al programma di Paola Maugeri a Videomusic con l'intervista a Johnny che la guardava dall'alto al basso. Vedendola anni dopo mi disse che proprio non lo aveva sopportato!

Poi arrivò We Love You, trascinante marcetta pop che però nelle b-sides nasconeva già un principio di idee che poi vennero sviluppate nel controverso "Hay Tiempo!". Cambio di rotta totale rispetto all'esordio, con un indie rock decisamente vario che sconfina addirittura nel country in certi momenti, eppure anche qui i ragazzi colpiscono nel segno, perchè a me il disco piace, e non poco.

Poi lo scioglimento. 

Sono amico di Johnny su Facebook e in quest'ultimo mese si è ricominciato a riparlare di Menswe@r. Un sussulto vero e proprio. Un colpo al cuore e il respiro si ferma. Stanno per tornare veramente?

Era il momento per scambiare due chiacchiere con Johnny via mail e, ovviamente, lo ringrazio per la grande disponibilità!
A voi nella doppia versione, italiano e inglese. (Grazie di tutto a Giulia, Federica e Manuel!!)

Ciao Jonny, come stai? Da dove ci stai scrivendo?
Sto molto bene grazie. Sono davanti al mio computer accanto all’albero di natale con i miei due gatti.

L’inizio della nostra intervista non puo’ che essere dedicata a quello che stiamo leggendo sul tuo profilo facebook. I Menswear stanno davvero tornando? Come sei arrivato al punto di volere che quel nome e quelle canzoni tornassero?
Sto valutando una sorta di progetto per il futuro. Niente di eclatante. Se il progetto andra’ avanti, i due membri fondatori, io e Stuart, ne faranno parte. Gli altri membri del gruppo no, non mi piacciono e non mi fido di loro. Non sono importanti. Alla fine della fiera, il progetto Menswe@r e’ mio. Penso sia arrivato il momento di prendere il controllo della mia eredita’. In passato ho lasciato che altre persone ci girassero attorno e la utilizzassero male. Hanno detto e scritto tante cazzate sui Menswe@r. Adesso voglio mettere le cose a posto.

Facciamo un passo indietro. Mi sono sempre chiesto che cosa fosse accaduto tra il primo e il secondo album. Che cosa ha provocato un cambiamento cosi’ radicale del sound?
Il gruppo era molto diviso all’interno. Questa divisione e’ culminata nell’allontanamento di Matt. Simon aveva una sua visione personale di come i Menswe@r dovessero essere. Un gruppo country rock. Adesso suona ridicolo. Al tempo c’era un sacco di manipolazione ed io ero veramente troppo stanco di tutto per dire basta. Se l’avessi fatto probabilmente la band si sarebbe sciolta nel periodo in cui  usci’  We Love You. Mentalmente eravamo a pezzi. E’ un peccato.

Dopo “Hay tiempo” era cosi’ impossibile continuare con la band? Tutto questo tempo, sei stato lontano dal music business o hai mantenuto  in qualche maniera i contatti?
Abbiamo lasciato la London Records perche’ detestavano "Hay Tiempo" e ci dissero che se avessimo spinto per l’uscita del disco loro non l’avrebbero pubblicizzato. Il nostro manager non era un davvero un manager, per dirla tutta lui era davvero inutile. Cosi’ la possibilita’ di ottenere un altro contratto era abbastanza remota. Nessuno era interessato. Il Britpop era morto. Io ne avevo avuto abbastanza e il gruppo non era piu’ quello in cui volevo stare. Ci incontrammo, strano a dirsi, al Good Mixer, e dissi agli altri che ne avevo abbastanza. Quella fu la fine.

Qualcuno ha detto che i ‘giovani’ Menswear si sciolsero perche’ non in grado di far fonte a un cosi’ grande ed improvviso successo. Vi hanno definito immaturi. Che cosa ne pensi?
Non eravamo piu’ vecchi o giovani di tante altre band. Tutte le band sono immature, anche quelle che sono sulla scena da piu’ tempo, ma dietro hanno qualcuno che li rappresenta. Un buon team di persone che lavorano per loro. Noi abbiamo avuto una pessima gestione e nella band non c’era la giusta alchimia. Questo, piu’ di ogni altro ha contribuito alla nostra fine. Non la nostra eta’ anagrafica.
I fan vogliono sempre una reunion cosicche’ la line up originale torni a suonare assieme. Se questo non dovesse accadere pensi di essere in grado di mettere le cose a posto con gli altri ex membri della band? Oppure pensi che una volta rotto il vaso i cocci non possano piu’ essere aggiustati?
Non sono cosi’ sicuro che ai fan dei Menswe@r importi poi molto di vedere la line up originale. Figurati che fantasticavo con l’idea di mettere assieme una line up completamente differente  per i Menswe@r del XXI secolo: un gruppo composto interamente da ragazze…
Se Morrisey e Johnny Marr tornassero assieme avresti gli Smiths. Non avresti bisogno degli altri. Detesto gli altri componenti dei Menswe@r eccetto Stuart. Ho un rapporto migliore con i nostri vecchi roadies che con Simon e Chris. Non mi sono mai fidato delle intenzioni di Simon e penso che lui lo sapesse. Con Simon invece, e’ sempre quello che vuole lui. Le mie priorita’ sono sempre cominciate e finite con la band.

Elegante, bello, sicuro di se’, quasi arrogante: qualcuno direbbe che questo era il Johnny degli anni ’90 nel periodo d’oro del Brit Pop. Che cosa e’ rimasto adesso di quel Johnny dopo tutti questi anni?
Penso che in generale vengo molto male interpretato. Specialmente in passato. Specialmente il mio humour. Penso che sia dovuto molto al fatto di soffrire della Sindrome di Aspergers. Per quanto riguarda il mio aspetto fisico spero di averlo ancora conservato…hahaha!

Rimpiangi qualcosa? Situazioni passate o presenti?
Come ho detto in precedenza vorrei essere stato piu’ assertivo e aver lottato di piu’ per le mie idee. Avevo paura che se l’avessi fatto la band si sarebbe sciolta e cosi’ ho lasciato che altre persone prendessero il controllo sulla band per un po’. Questo fu un errore. Rimpiango il fatto di aver allontanato Matt. Dopo il suo licenziamento ci fu un cambio di potere all’interno della band e la situazione precipito’ rapidamente.

Nel 2012 anche I Pulp hanno fatto la loro reunion. Impossibile non pensare a voi nel loro video Do You Remember The First Time?. Immagino che te lo ricordi bene…
Ha! Ummm, si. Ho sentito che l’ultimo show dei Pulp sara’ su una nave da crociera di lusso? Common People non sara’ molto appropriata per l’occasione. Non e’ strano come la gente cambi?

E’ bello vedere su Facebook quanti bei ricordi hanno lasciato i Menswe@r. Quanto affetto traspare per la band. Non so se ci sara’ questa reunion ma l’eredita’ che ci avete lasciato con appena 2 album e’ davvero importante. Che cosa ne pensi?
Sebbene questa intervista dia l’impressione che aver fatto parte dei Menswe@r fosse un po’ come stare all’inferno voglio dire che conservo buoni ricordi. Sono orgoglioso di quello che abbiamo compiuto. Qualunque cosa la gente pensi o dica non ce lo potra’ portare via. Fu abbastanza notevole in quel periodo. Sinceramente penso che non si possa parlare o scrivere del Britpop senza menzionare i Menswe@r, bene o male che sia. Anche questo e’ un risultato non pensi?

Con quale canzone potremmo concludere questa intervista? Magari puoi sceglierne una dal primo e una dal secondo album. Puoi anche spiegarmi il perche’ le hai scelte?
Non lo so. Non possiedo alcun album dei Menswe@r. Per questo sarebbe strano per me scegliere. A te la scelta. (ndr: io scelgo Satellite, b side di Stardust, canzone che adoravo e che eseguirono dal vivo anche nel tour italiano!)
-------
Hi Johnny, how are you? Where are you writing me from at the moment?
I am very well thank you. I am sitting at my computer, next to a christmas tree, with two cats.

The beginning of this interview can’t but be dedicated to what we’re reading on your facebook profile: are Menswe@r really coming back? How did you get to the point of wanting that name and those songs back again?
I am considering some kind of Menswe@r project for the future. Nothing big. If it goes ahead it would involve the two founding members, Stuart and I. I don't really like or trust the other guys. And they're not important. At the end of the day, Menswe@r is mine. And they look like shit wizards.
I guess I'm taking control of my legacy. In the past I've let other people run around with it and mis-use it, there is so much nonsense that has been said and written about menswe@r. I want to set the record straight.

Let’s take a step back in the past. I’ve always wondered what happened between your first and your second record. What made the sound go through such a deep change?
There was a lot of division within the band, which culminated in Matt being fired. Simon had his own personal vision of what menswe@r should be. A country rock band. It sounds ridiculous now. There was a lot of manipulation going on and I was far too tired of it all to put my foot down. And if I had, it's possible the band would have split up around the time 'We Love You' came out. The band was in a very bad place mentally. It's a shame.

After “Hay tiempo”, was it that impossible to go on with the band? All this time, did you stay out of the music business or did you stay in touch with it somehow?
We left London Records because they hated 'Hay Tiempo' and told us that if we pushed for a release they wouldn't promote it. Our manager wasn't really a manager, he was useless to be honest. So getting another deal was looking quite bleak. No one was interested. Britpop was dead. I'd had enough, the band was not the band I wanted to be in anymore. We all met up, in the Good Mixer funnily enough, and I told the other guys I'd had enough. And that was that.

Someone said that the “young” Menswe@r split because they were not able to cope with such a sudden and big success. They defined you as immature. What do you think?
We weren't much older or younger than a lot of other bands. All bands are immature. Even older ones. But they have good representation. Good people working for them. We had terrible management though, and the band itself wasn't working internally. Those things, more than anything contributed to our demise. Not our age.

Fans always want a reunion to make the original members come back together. Even if this shouldn’t happen with your band, do you think that you will be able to work it out on your relationship with the other ex-members or won’t it be possible to fix such a broken glass?
I'm not sure that Menswe@r fans would be too worried about an original line up. I was playing with the idea of putting an entirely different menswe@r together for the 21st century, consisting entirely of girls....
If Morrissey and Johnny Marr got together, you'd have the Smiths. You wouldn't need the other guys.
I just don't like the other guys. Other than Stuart. I have a better relationship with members of our old road crew than I do Simon and Chris. I never trusted Simons intentions, and I think he knew that. With Simon, it's all about Simon. My priorities always started and ended with the band.

Elegant, handsome, self-confident, almost arrogant: one would say that it was the Johnny of the 90’s in the golden era of Brit Pop. What is left of that Johnny now after years?
I think that generally, I am very misunderstood. In the past especially. My humour especially. I think that has a lot to do with having Aspergers Syndrome. Hopefully I'm still handsome....hahahaha!
Do you regret anything or any situation in the past and/or in the present?
Like I said previously, I wish I had been more assertive and fought my corner more. I guess I was scared that if I had, the band would have split, so I let other people run with it (the band) for a while. And that was a mistake. I also regret the sacking of Matt. After he was fired, there was a power shift inside the band and things went downhill rapidly.

In 2012 Pulp reunited, too. It was impossible not to think of you taking part to the video for "Do You Remember The First Time?". I guess you remember it well…
Ha! Ummm, yes. I hear Pulps' last show will be on a very expensive cruise ship? 'Common People' is going to sound really inappropriate. Isn't it strange how people change?

It’s good to see on facebook how many good memories Menswear left you and how much affection is there for the band. I don’t know if the reunion will take place, but the legacy you left us with just 2 albums is really important. What do you think about it?
Although this interview makes it sound like being in Menswe@r was a bit like being in hell I do have good memories. And I'm proud of the things we accomplished. Whatever people say or think about the band, they can't take that away. It was quite remarkable at the time. I sincerely believe that you can't talk or write about Britpop without mentioning Menswe@r, whether it's negative or positive. I mean, that's an achievement in itself eh?

With which song by Menswear could we end this interview? Maybe you can pick up one from the first record and one from the second one? And can you explain me why you chose them?
I don't know. I don't own any Menswe@r records. That would be weird. You choose.

mercoledì 19 dicembre 2012

The Heartbreaks: l'intervista di fine anno.



Prima di leggerla in versione italiana in una futura pubblicazione, ci tenevo a postare l'intervista, realizzata in questo mese di dicembre via mail, in inglese con il sempre gentilissimo Matt, cantante degli Heartbreaks che mi parla dei progetti futuri del gruppo, alla luce ovviamente di "Funtimes", uno dei dischi più belli di questo 2012 che sta per concludersi...


Buona lettura e grazie a Giulia ovviamente!!!

Since the new album came out last May you never had time to take a break due to the tour, new singols, a new edition of the album and so on... I don't know why but I have the feeling you are still working on new stuff, am I wrong?
You’re not wrong. We’d like to get the next record out less than a year after the first and, with that in mind, we’ve been holed up in Morecambe writing and demoing for the last few weeks. We’ll be recording it properly in early 2013, so long as the world doesn’t end.

The last new version of "Hand on Heart" is nearly perfect, how the idea of working again on this song with James Banbury was born?
The whole James thing was born out of wanting to create something that would, even if just for an EP, take our music beyond its usual guitar and bass sound. Rather than merely ‘sounding big’, we wanted to make music that, like those great Scott Walker, REM and Bunnymen records, was melodic, bold, elegiac... We’ve always had a kind of intrinsic sense of drama, but with the addition of strings we were able to truly articulate a feeling of being widescreen, cinematic.

I was glad to see you had a great success with Steve Lamacq: it sure is the proof your fans love you and support you at every step if your career. I guess even Steve has a high consideration of you
We have a high consideration of Steve! He is a DJ with gravitas in a world of froth.

A new ep will be out in January: there sure is a great expectation for new songs. Can we still consider the tracks from "Funtimes" a reference point or there will be something totally new?
They’re similar, I suppose, in the sense that we will always write pop songs, however the sonics will be completely different this time. The next record’s going to be a lot darker. There’s no room for subtleties anymore.

The most surprising track, for me at least, has been the cover of "I'm on Fire" by Bruce Springsteen, I know you love his music, but the way it was arranged it's surprisingly good, I didn't expect it
No one did.

You now collected a large list of concerts you attended, there are several places you played at: is there a special gig or tour you gladly remember and that left in you some priceless emotions? Perhaps the Japan tour?
Japan was special in the sense that we didn’t really know what to expect. Before we went over there we kind of said to one another, “wouldn’t it be cool if there are, like, fifty people who have heard of us in Japan?”. Then we got off the plane and there were people waiting with records for us to sign and stuff. They kept running after the car, crying... I didn’t think we were that bad.

We would love to see you back to Italy again! Do you think it'll be possible?
 It’s possible. I want to collaborate with Mina. Could you make that happen please?

Last but not least question. But first I'd like to tank you for letting me have this short interview. so.. I've read somewhere you are ready to reach the success Arctic Monkeys have: was that a pre-made sentence or do you really meant to jump to the number 1 of charts?
We really mean it. Mass communication is the aim and we’re going to achieve it with the next record. You heard it here first.

domenica 16 dicembre 2012

Dylan Mondegreen: l'intervista in inglese.

Prima di leggerla in italiano ci vorrà del tempo, quindi intanto ve la propongo in inglese.
E' la mia chiacchierata con Dylan Mondegreen, che, come già sapete, ha realizzato un disco magnifico e quindi non potevo non scambiare due battute via mail con lui.
Ovviamente GRAZIE DYLAN!!!

A voi...

  
- Hello Borge, how are you? Where are you at the moment?
I'm super busy at the moment. It's not long since the record was released, we're moving into a new house and everything is quite chaotic. But I'm happy with having a new record out!

- Third record. To me, the best you’ve ever made. The album is filled with a sensation of peace and serenity, I suppose this is what was felt the most during the recording sessions, too.
Thanks you! It's a very personal album. I went throught a lot of life changing event during the time it took to write and record the album. My mother died after five years trying to fight cancer, and a year after that, our little daughter was born. So this affected the writing process a lot.

- Your music is being released under the name of Dylan Mondegreen, yet I think that such a personal, true and immediate record could have been released under your “real” name, don’t you think?
Yes. I was indeed thinking of releasing it under my own name. But then again, since some of the lyrics are so personal, I ended up feeling it was better to keep that moniker for now.

- I like the way you write your lyrics: you pay so much attention to everyday’s aesthetics, to all the little details: do you think the word “intimist” would fit you well?
Perhaps. I try to write about every day life, and about stuff that everyone can relate to. And I don't just make up stories, because then I think the end result would be harder for people to relate to.

- Musically speaking, the record surprises us with well-edited arrangements, female voices, a rich instrumentation. Yet I think that at the base of it all there is only one big idea, which is melody, and the super-high quality of your pop taste that gets straight to our hearts.
The songs themselves are always the most important factor. But still, I try to write them with an arrangement in mind. They should ideally work just with an acoustic guitar, but they also need to have room for an arrangement and for making the instrumentation a bit more exciting.

- Would you believe me if i told you that Yesterday When I Was Young makes me cry? It’ so intense and it moves me so much!
I believe you! And it means a lot to hear that.

- Maybe the best thing about your record is that it is “timeless”. Away from all the trends, ideas and musical tricks that are well planned beforehand, your record has got that guitar pop style that never stops striking us, like many Sarah Records releases, that still give us shivers after so many years.
That's a nice compliment, indeed. What I wanted to do on this record, was to bring in elements from the music I've always liked, and don't be afraid for doing the extreme. "Extreme" in my musical vocabulary would mean to bring in unusual instruments, like for instance steel drums, and not being afraid of making it sound soft, lush or grand.

- How did the collaboration with Ian Catt start?
We were in contact on MySpace after my first record, which he liked. On this record I wanted to do something else, and emphasis my inspiration from 80s and 90s indie, and Ian seemed the perfect fit. He's also a very nice guy, so after doing a few songs together, it felt natural to do the whole album with him.

- The Scandinavian school, as far as the “Pop World” is concerned, is nowadays of a very high level. Have you got any secrets or special formula for that?
Not as far as I now. I just try to make something I would like to listen to myself, and something that can be a bit different from mainstream music, but still being considered pop.

- Will we be able to see you on tour in Italy, maybe?
Perhaps. I don't know now. I won't be doing much touring the next year because of my little daughter, but I will do some shows when possible. Hopefully Italy can be a destination.

- Let me compliment you with this interview for the Prefab Sprout tribute on (Come With Me To) Albuquerque: it’s a fantastic song! Having composed such a song makes me think that you really appreciate that band a lot..
I do now. I wasn't that big a fan before, but everyone started making Prefab Sprouts comparisons after my first album. They've always been around in my album collection, and I was saddened by reading about Paddy's health problems. I was happy to hear he got a copy of the CD from a German journalist. I think he was flattered, and I hope he liked the song.

- Thank you again Borge. Which one of your songs in the record would you pick up to end our interview?
That's always a tough one. I think The Heart Is A Muscle. I'm really happy with that, and it was the first song I wrote for this album, so it sort of led the way for the others.

venerdì 14 dicembre 2012

By The Sea


E' il momento di chiudere gli occhi e di lasciarsi trasportare dal suono. Richiedono questo i By The Sea o forse sono loro stessi in grado di spingerci a tanto, padroni assoluti di una materia lisergica capace di innalzarci, catturarci il fiato e lasciarci in sospeso, in balia di riverberi liquidi e melliflui dei quali non riusciamo più a fare a meno.

Totale assenza di gravità e accecanti bagliori stordenti che favoriscono il nostro abbandono, mai così delicato e atteso. Nessun timore o paura quindi, perchè il dream-indie-pop del gruppo ha un peso specifico tale da sostenere solidamente i nostri viaggi in mezzo a onde soniche che rimandano a primi Verve, Cocteau Twins o perchè no a magie targate Real Estate.

Atmosfere '60s ovattate, che richiamano nostalgie e sogni passati, mentre diamanti melodici si disvelano ai nostro occhi come in Waltz Away o Alone Together che per il suo brio mi porta alla mente anche i deliziosi Big Troubles.

L'amico Bill Ryder Jones, ex Coral, produce in modo magistrale il disco, rafforzando quella componente esoterica e psichedelica nella musica del gruppo, che veramente ci spinge ad invocare un naufragio che mai fu tanto dolce, perchè vissuto in modo totalizzante e onirico.

Forse la parola chiave è un sound "suggestivo", capace di ipnotizzarci con i suoi chiari/scuri (So Long, So Far) e le sue melodie mai sfacciate ma capaci di entrarci sotto pelle (Eveline). Poi ti arriva una perla come Dreamwaters: quadro dipinto con luccicanti colori indie-pop che con i suoi cambi di tempo e la sconcertante melodia ci lascia inermi e incantati.

L'avrete capito: un debutto magnifico, a dire poco.

Tracklist:

01. By The Sea
02. Dreamwaters
03. So Long, So Far
04. Eveline
05. Waltz Away
06. A Sail Floats...
07. Wait A Day
08. Alone Together
09. Game Of Circles

domenica 9 dicembre 2012

Io e i miei idoli...

Faccio il vanitoso con qualche foto trovata sul pc...

Io e i Temper Trap....
Io e (Dio) Ryan dei Rookie Of The Year...

 Io, Claudio e (Dio) Pete degli Adorable...

Io e il geniale Frederick Macpherson degli Spector...

Io e la divina Astrid Williamson dei Goya Dress...


Io con gli eroici Chris e Leon dei Northern Uproar...


James Iha, live a Londra, 4 dicembre 2012


 Signori e signore.....Ricky e (Dio) James!


Bush Hall, Londra. Prima data del tour europeo, brevissimo a dire la verità, di James Iha. Adoro il suo secondo album, quindi decido di andare in trasferta con il buon Claudio, compagno di tante avventure musicali.
Decisamente il locale è molto bello. Piccolo, raccolto, ben curato e con dei particolari molto suggestivi. Pare proprio il posto ideale per un concerto del nostro James, che nella cura dei dettagli ha un pregevole punto di forza.
Alla fine non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, diciamo che alle cento persone ci si arriva, ma non molte di più. Eppure chi è presente non mancherà di far sentire il suo calore e la sua voce a un artista che comunque non nasconde la sua poca abitudine a calcare i palchi da protagonista della serata. Più facile forse stare "in seconda fila", come semplice chitarrista, seppur di gruppi come Smashing o A Perfect Circle, piuttosto che avere i riflettori puntati addosso. "Sto imparando", così ci ha detto nella breve intervista prima del concerto e questo è anche quello che si percepisce guardandolo sul palco.


Eppure, proprio per questo, il tutto ha assunto una dimensione familiare. James quasi timido, composto, sorpreso dal "tifo" della gente e disposto anche a chiacchierare con loro dal palco. Una musica la sua che non prevede muscoli in evidenza e quindi l'atmosfera rilassata, colloquiale e in "punta di piedi" della sera calza a pennello.
Con il Nostro, che per tutto il concerto suonerà solo la chitarra acustica, due compagni di viaggio decisamente affidabili rispettivamente alla chitarra elettrica e alle tastiere. La drum machine scandisce il ritmo e James ci scherzerà su non poco su quel piccolo strumento comunque così importante.

Alle 21.15, dopo un trascurabile gruppo supporto, il concerto si apre con Be Strong Now, che sarà l'unica concessione al primo disco, francamente un pò troppo poco per un disco che in una veste live simile avrebbe meritato più attenzione. Poi ecco in successione le canzoni del nuovo disco, suonate con grande eleganza e piacevole piglio. Ottimo il lavoro sonico del chitarrista che impreziosisce il sound acustico di James, che di suo ci mette anche una voce che potrà anche non essere impeccabile per elevazione o acuti, ma in canzoni simili è più che appropriata e decisamente a fuoco.


Arpeggi e semplicità in Make Believe, solare e fresco il pop di Gemini e Till Next Tuesday, malinconica Summer Days. Ben pensata la doppieta che apre la parte finale del live, con la wave di To Who Knows Where seguita dalla briosa Speed Of Love. Punto di rottura, come già nel disco, la dissonante Appetite, che anche dal vivo spiazza non poco, con la tastiera che pare vada per conto suo e la chitarra elettrica che spezza la melodia più che ricamarla.

Il suono è ottimale e piacciono anche le cover scelte per l'occasione, ovvero Dancing Barefoot di Patti Smith, When You Rock 'n' Roll di Bowie (che chiuderà il concerto) e, molto acclamata, Mayonaise degli Smashing Pumpkins eseguita in modo decisamente valido e toccante.

22.15 titoli di coda. 12 brani e James saluta, per poi riapparire da li a poco, sotto il palco, a firmare autografi.
Ricreata perfettamente quell'atmosfera di semplicità e purezza pop che si respira nel disco e già questo ci basta e avanza!
Complimenti quindi a James Iha, che si conferma artista sensibile e, al contrario di quanto potrebbe sembrare di primo impatto, anche umile e molto disponibile.



sabato 1 dicembre 2012

Video dei Ballroom!!

Che bellissima scoperta questo video di una delle formazioni a me più care in ambito Britpop. Sto parlando dei Ballroom, sottovalutato gruppo britannico che dopo alcuni singoli pubblicò un primo disco bellissimo, ma subito dopo si sciolse.

Trovare questo video con immagini live, chiacchierate del gruppo, scene dalla studio di registrazione e altro è stato favoloso, un contributo inaspettato e fondamentale per un gruppo che non merita di essere dimenticato....

Buona visione!


venerdì 30 novembre 2012

2 ottime notizie per il 2013: Jaime e Northern Portrait...

Il 2013 pare aprirsi sotto i migliori auspici.

Due notizie in particolare mi paiono decisamente interessanti:

- A metà gennaio tour italiano di Jaime, leader dei Marion, che in solo acustico presenterà i classici del suo gruppo. Tour assolutamente imperdibile. Non posso che aggiungere altro.
Per me, che abito a Verona, la data più vicina pare essere quella di Modena del 19 gennaio 2013. Dico pare perchè alle due già fissate se ne dovrebbero aggiungere altre. Quindi occhi aperti!



- L'8 gennaio 2013 esce il nuovo EP dei favolosi Northern Portrait, fermi ormai da due anni dopo la pubblicazione del loro incredibile esordio "Criminal Art Lovers".
Il 10" vinile colorato, intitolato ‘Pretty Decent Swimmers’ uscirà per la Matinee Records, e conterrà ben 4 pezzi inediti!
L'ep sarà in tiratura limitata di 1000 copie: affrettatevi a controllare il sito della Matinee!





Il brano Happy Nice Day, anticipazione dell'EP è a dir poco fenomenale con il suo guitar pop travolgente e ipermelodico!

Intervista con Martin Rossiter...

Sul numero di ottobre di Rockerilla trovate l'intervista a Martin Rossiter, ex leader dei Gene. La posto qui nella sua forma originale, in inglese...



- Hello Martin, thanks for your time. How are you?  where  are  you at the moment?

I am  sat dressed as  a nun  watching programs about antiques, a very  normal  Saturday.

- I  guess your solo album is  almost over now,  right?

If  you mean  completed, then yes it  is. I hope it's not over before it's  released,  although nothing would  surprise me.

-  I noticed you chose Pledge  Music to  promote your album. I  think that's a good way to keep in touch with   your fans and to  whoever love your music. What's your opinion?

When I first released records, people would write us  letters  and  we would do our best to reply although I'm sure we  missed a few.  Now, although  little effort is required the  digital world has made  those interactions  essential, it is  almost expected of you. I don't  mind, however I sometimes  need  time away from the glare of the screen  as I spend on average 25  hours a  week on social networks.
The  reason Pledge exists  is because the music  industry became so  complacent and  arrogant over the last 20 years. What it  allows me is  complete  control, if this album is a failure then it is my  failure.   That was never possible when Gene were signed to Polydor, if an  album   failed it was Gene's fault, if it did well the record  company took the  credit  and the money.

- You  lived and spent your "Brit  Pop" moment with  a leading role:  which are your best memories of it?  Nowdays with networks,   mp3, downloads (and so on) everything seems  less spontaneous, what  do you  think about technologies?

My best  memories of 'Brit  Pop'? I have very few. Most of  the music was  terrible and most of the people  involved worse. That era  was  the equivalent of throwing a party while Rome  burns. Excessive   spending by the record companies on young men because they   wore  interesting trousers. As an era it lacked intelligence and  grace, a   boorish and loutish time.

- How did  your way to compose  and  write songs changed now that you are a  soloist and there's no more  a group to  exchange ideas  with?

They are my  songs and that's   what is important to me. I know that people have  great affection for  Gene and  I count myself as one of them, but  compromise doesn't  always enhance.

- In your UK tour,  piano and  voice, you have presented new  songs, intense and touching,  and  it was great to listen with this arrangement  so simple but  direct.  The album will move completely on these musical canons   or even we can  expect some surprises in the  arrangements?

Thank  you. The songs were  deliberately written for piano and  voice. It  forced me as a  writer to treat every note and syllable as if they  were  tiny  diamonds. There is no note that isn't dripping with my sweat.  I   didn't want the songs to hide behind layers of arrangement,  the listener  needs  to be forced to listen to the words. Having  said all that, they  may be the odd  surprise.

-  You are always active on  facebook and you dedicate  part of  your time to reply regularly to your  fans, and to be honest they  show  a great respect and affection toward  you, but I can  notice also a sincere and  vivid memory for Gene. It  sure means  you really transmitted something  significant with the music  of  that group. What's your belief?

There is  so  much affection for Gene for which I'm grateful.  Having said  that, I've  been blessed that the people who liked Gene tend to  be  open minded  which means that they have been receptive to me  being a musician  in  the here and now rather than a ghost of  the man I was. The response to  the  new songs has been  wonderful as of course it should  be.

- Many   artists after the split of a group are  suddenly ready to start a  career as  soloists. You took your time  instead, with no  hurries. Did you need to reserve  some time for you,  maybe  taking a break from music, after the long adventure  with   Gene?


No, I'm just    lazy.

- Thank you again, last but not least:  I'd  like  you to chose a song of The Gene as a soundtrack of  this interview  and  obviously one from your soloist album, can  you motivate the choice  you  made?

I  can only choose 'Is It Over?'  by Gene  considering your second  question and I Must Be Jesus  considering my answer to   your  first.

mercoledì 21 novembre 2012

Massimo Zamboni

Alla vigilia del breve tour celebrativo dei "30 anni di Ortodossia", raggiungo al telefono il sempre disponibile Massimo Zamboni, per una veloce chiacchierata...


 Ciao Massimo, in questo momento cosa stai facendo?
Ciao Ricky, ora sto lavorando al cd nuovo con Angela (Baraldi) che uscirà presumibilmente a febbraio dell' anno prossimo, ormai le registrazioni sono finite e poi ci sarà tutto il lavoro finale. E' stata una bella scommessa.

Tu sei impegnato con Angela, ma in questi giorni esce "30 anni di Ortodossia"...come dobbiamo leggere questo lavoro?
Nella maniera più leggera e rilassata possibile. Non è una dimostrazione di nulla, è solo affetto verso la nostra storia. Ormai sono 30 anni da quando presi in mano una chitarra elettrica per la prima volta e ti confesso che non avrei mai pensatoi di farlo per così tanto tempo, ecco, mi rendo conto che c'è stato un gran bel percorso e riprendere in mano queste canzoni nelmiglior modo possibile mi ha ovviamente fatto molto piacere. Io le leggerei proprio così, canzoni da ascoltare. Balliamo quando ci sarà da ballare, piangiamo quando sarà il momento di farlo, ma non meniamocela troppo su chi c'è e chi non c'è e lasciami dire che non sono più mie canzoni o dei CCCP, sono patrimonio della nazione, perchè se lo sono conquistate sul campo e la nazione ha voglia di sentirle!

In particolare nel disco è riprodotto il concerto del 29 agosto 2012 a Reggio Emilia...

Certo, ma sai quello è un posto molto importante. Cuore della Festa dell'Unità e cuore di quella che una volta era la provincia più rossa al mondo. C'erano tanti significati che si accavallavano e celebrare li il trentennale dell'Orodossia mi sembrava veramente la locazione migliore di tutte. La risposta del pubblico è stata molto forte, ma era già tutto negli ingredienti, non poteva che essere una gran bella serata.

Massimo, è stata una bella serata, ma ci sono altri 7 appuntamenti...
Certo, si unisce la voglia di suonare ancora queste canzoni e la promozione all'uscita di questo CD/DVD, portando lo spettacolo in luoghi dove non eravamo stati. Non saranno con noi Nada e Cisco per impegni vari, ma la sostanza del concerto è quella con Angela, Giorgio, Fatur e il gruppo e condivideremo questa gioia insieme.

Ci sarà spazio anche per qualcosa di nuovo tuo e di Angela?
Si, ci sono già 2 o 3 brani nuovi all'interno del concerto, quelli più veloci: sarà un bel rodaggio dal vivo.

In questi giorni è uscito un cofanetto dei Disciplinatha e nel documentario ci sei anche tu. Quali ricordi hai degli esordi del gruppo?
Sono molto affezionato a tutte le cose successe nel passato e tra queste ci sono ovviamente anche i Disciplinatha. Il primo loro concerto che vidi era uno di quelli in cui uscirne vivi è stata veramente una casualità: eravamo in un sotterraneo buio, affollatissimo, senza uscite di sicurezza ma solo una scala strettissima e loro urlavano come dei dannati con queste ragazze vestite di bianco e fu incredibile. E sono contento di questa uscita, è un modo per valutare e per fare il punto sulla loro importante storia.

Sai Massimo, non ho mai visto Fatur su un palco, ti confesso che sono proprio emozionato.

Preparati! Passano gli anni ma lui è sempre il solito Fatur, te lo assicuro! Abbiamo dovuto metterlo in gabbia altrimenti ci era pure difficile suonare!

Grazie ancora Massimo, con quale canzone chiuderesti la chiacchierata?

Grazie a te Ricky, ti direi Emilia Paranoica. Amo quella canzone, perchè è l'inno del disastro completo e chiudere con questa.

mercoledì 14 novembre 2012

Niente più musica. Mi spiace.


 A questo punto mi viene da dire basta. Ancora sta cazzo di fantomatica associazione che mi obbliga a togliere un sacco di post perchè i dischi messi su violano il diritto d'autore e il copyright e avanti così. Uno stillicidio.
Ogni settimana praticamente mi arriva un reclamo scritto. La minaccia è sempre quella di farmi chiudere tutto....anzi, di trovarmelo già chiuso, perchè non è che ti avvertono, dal giorno alla notte il blog non c'è più. Per ora ci sono ancora, ma mi farebbe star male un giorno non trovare più nulla.
A sto punto sono veramente stufo. Già ne metto su pochi ultimamente, ormai sono più quelli che devo tirar via.
E quindi è con grande rammarico che annuncio che a breve toglierò tutti i link...o meglio..i link rimarranno ma non rimanderanno più a nulla....mi spiace, ma andare avanti così è impossibile.
Mi chiedo come facciano certi siti ad andare avanti che mettono su delle novità assurde mentre io postavo dischi vecchi e spesso fuori catalogo, mah, non me lo voglio neanche più chiedere.
Spero di avervi fatto scoprire o risentire grandi (o piccoli) gruppi del passato, ma tra poco di questi non ci sarà più il file audio, ma solo il nome e qualche mia riga di presentazione.
Mi spiace, ve lo assicuro!
Ricky

Ps....aggiornamento del 16 novembre. Altri 15 post cancellati, altre mail che mi minacciano di chiudermi tutto. Ho tolto tutti i riferimenti musicali....non c'è più musica sul mio blog. Mi spiace tanto. Ma la paura di accendere e non trovare più il blog purtroppo ha vinto anche sulla mia voglia di stare perennemnete in trincea per una cosa che trovo assurda come sta cazzo di legge sui diritti d'autore per dischi o singoli ormai vecchi e fuori catalogo!
Mi spiace immensamente.  Ricky

 I am concerned to tell my followers I have to restrict my posts. For several times now I have been forced to remove some of my posts due to the fact that they "violate" the copyrights and so on...
Every week I recive a letter of complaint with the threat they will close my website...or better..they threat to close it without any previous notification.

My blog is still there now, but I am afraid to find it closed soon or later and lose everything.
So forgive my rage, but I am tired of this situation. I have been posting fewer recently and the number of posts I have to delete are more than the ones I actually write.

This is the reason why I have to announce you that I will remove all the references to the discs and the links to rapidshare, I am sorry but it's necessary, I am fed up with these conditions.
I still ask myself how some other sites still survive posting about some absurd new songs and groups, while I only used to post about old discs which often were out of the catalogues!

Anyway I hope I had the chance to introduce to you some big (or small) groups from the past or at least the chance to revive in your memories their music, soon the audio files will be no more available, just few lines of a review will stay.

Dylan Mondegreen "Dylan Mondegreen"



Ci sono dei momenti nella nostra giornata in cui si vuole fare casino, urlare, gioire, correre o addirittura menare le mani, altri dove invece si desidera solo un pò di tranquillità, un momento di pace, da assaporare soli o da condividere in un abbraccio silenzioso con chi amiamo o passa con noi momenti importanti della vita, uno di quegli abbracci che facciamo magari senza parlare, ma stringendo e chiudendo gli occhi, perchè emozionano.

Ecco il disco di Borge Sildnes (il vero nome di Dylan Mondegreen) equivale ad un abbraccio, con il calore umano che si trasmette in quel momento: è così forte e sensibile il senso di una quotidiana condivisione che provo ascoltando questo lavoro che davvero l'immagine dell'abbraccio mi è subito venuta in mente.

Dylan Mondegreen nel suo terzo disco regala 9 perle melodiche che pur proveniendo dal freddo Nord Europa scaldano il cuore dell'ascoltatore con un mix di testi semplici (vita di coppia e momenti domestico/intimisti) che si dischiudono a noi su un tappeto indie pop ricco di arrangiamenti curatissimi e rigogliosi. Archi, strumenti a fiato, glockenspiel e voci femminili (da brivido il finale di Keeper Of Secrets o gli intrecci di Come Tomorrow) rendono più corposo il già di per sè pregevolissimo guitar pop dell'autore, che con la sua chitarra acustica disegna paesaggi dai toni pastello, a tratti soleggiati e frizzanti (It Takes Two) altre volte più malinconici e toccanti (Yesterday When I Was Young). Dietro questo pregevole lavoro in fase produttiva c'è uno che di magie sonore se ne intende, un certo Ian Catt, che ricordiamo con grande piacere per il suo lavoro con i Saint Etienne, ma anche gruppi in orbita Sarah Records (Field Mice ed Heavenly).

Non urla Dylan, non alza i toni, non ci fa trasalire, ma ci invita a guardarci intorno, magari riguardando ancora una volta con occhio più attento situazioni del nostro normale presente. Quando poi questo suo intento è supportato da solidissimi e accattivanti arpeggi ultra pop (You Make It Easy), beh, allora la pertita è decisamente vinta.

State già facendo la vostra lista dei dischi dell'anno? Mi raccomando, Dylan Mondegreen non può mancare!


Tracklist:

01. Castaway
02. Come Tomorrow
03. Life As A Father
04. The Heart Is A Muscle
05. It Takes Two
06. Keeper Of Secrets
07. You Make It Easy
08. Yesterday When I Was Young
09. Tears All Over Town

lunedì 12 novembre 2012

Disciplinatha live - Zona Roveri, Bologna, 9 novembre 2012



Ho pensato tanto a quello che avrei potuto vedere in questo live/reunion dei Disciplinatha. Era inevitabile. Li avevo visti tante volte prima del loro scioglimento 15 anni fa, a tal punto che ero presente anche nel loro ultimo live, proprio a Bologna. Ora sono qui, allo Zona Roveri, nella stessa città che segnò la conclusione del gruppo, con una grandissima curiosità.

I Disciplinatha hanno sempre sorpreso e spiazzato nella loro carriera, lo faranno anche questa sera? Quando sul palco si presenta un coro di alpini, di Monte Calisio in provincia di Trento, beh, capisco che nulla di quello spirito è andato perso.

Tre pezzi, con il pubblico che assiste in silenzio e applaude in modo sincero sentendo queste armonie vocali, al quarto brano ecco Santini e Parisini che salgono sul palco per l'inedito Bandiera Nera: il coro intrecciato all'elettronica rumorosa. Ne esce qualcosa che lascia a bocca aperta. Perchè Disciplinatha questo lo sa fare, smuoverci, colpirci, lasciarci esterrefatti.

Non riesco a pensare in questi 50 minuti, me li vivo secondo dopo secondo, consapevole che ci ritornerò su dopo con la mente, alla fine dello show: ora mi lascio ipnotizzare da quei video, dalla catena che picchia, dal simbolo del gruppo sulla fascia al braccio dei protagonisti e dai suoni cupi e martellanti.

Tanti pezzi dalle prime uscite del gruppo, in nuove versioni, crude e taglienti, penso a Crisi di Valori, ma anche la stessa Nazioni, letteralmente spietata.  Per il 18 Aprile arriva il Coro delle Mondine di Bentivoglio e Santini s' improvvisa direttore di un coro meraviglioso che si diverte e ci invita ad urlare che "i comunisti difenderanno la libertà"! Esilio a mio avviso è la perla della serata, con la voce di Valeria sempre valore aggiunto.

I titoli di coda (reali, sono anche sullo schermo) arrivano dopo l'urlo catartico di Addis Abeba, e si vorrebbe non fossero mai arrivati: vedere i Disciplinatha così devastanti e pensare che siamo alla parola “fine definitiva” mette vero rammarico.

Il cofanetto che ho nella mia mano però mi rassicura: forse questa sera è solo un nuovo inizio.

lunedì 5 novembre 2012

Northern Uproar live all' Osteria PaneVino di Pedemonte - 2 novembre 2012


Riporto il mio articolo di Troublezine su una serata bellissima.
Ci tengo a ringraziare tutti i presenti, amici di sempre e persone che non conoscevo ma che ho visto veramente colpiti dalla musica e dalla simpatia dei Northern Uproar.
Grazie a Barto, Antonio, Vanoli, Elisa (grazie di tutto!!!), Corrado e Lucia, le Lovecats, Nicola (per la chitarra),  Nicola e tutto lo staff del PaneVino e tanti altri....
Speravo che questo tour organizzato da me e Claudio potesse andare bene. Speranze che poi sono diventate realtà e questo è fonte di orgoglio, certo, ma anche la certezza di aver avuto a che fare con 2 persone splendide come Leon e Chris.
Certo, ne avrei tantissime da raccontare. Solo il fatto di aver avuto Leon, un mio isolo assoluto, li a casa, beh, è fonte di commozione, giuro, e poi gli show con mio figlio (battaglie col coccodrillo gigante), gli spaghetti alla carbonara, le chiacchierate sulla Spagna e su mille altri argomenti...e poi...e poi tanti altri piccoli momenti a cui ripenso adesso con grande gioia
Dio....non ci riesco a scrivere quanto sono contento, però sappiate che lo sono!
GRAZIE NORTHERN UPROAR!

La serata a Pedemonte (Vr) è descrivibile su due piani. Quello musicale, con un bel tuffo nel passato, e quello umano, basato sulle relazioni interpersonali. Due piani che, mescolandosi, hanno reso queste ore veronesi indimenticabili. Mi viene proprio da usare questa parola così altisonante come indimenticabile per descrivere le sensazioni che ho provato. La musica live non è solo ascolto, non è solo "vado a sentire un gruppo", è anche tutto quello che gli sta intorno. Gli amici, gli incontri, il passare del tempo insieme a qualcuno, le aspettative, le sorprese e le emozioni.

Ecco, in quest'occasione è andato tutto bene perchè si è creato il perfetto equilibrio fra tutte queste cose, perchè la magia è scattata e perchè, è fondamentale dirlo, il concerto dei Northern Uproar è stato ottimo.

Parlavo prima di tuffo nel passato, dato dalla musica dei Northern, stasera all'Osteria PaneVino, nella prima di tre date italiane in versione acustica. Leon (voce e chitarra) e Chris (chitarra) dispensano perle brit-pop pescate per lo più dal primo disco della formazione (1996), ma non mancano brani del secondo e del terzo disco e poi qualche novità che lascia ben sperare per un quarto lavoro che dovrebbe uscire l'anno prossimo, finanziato con il contributo dei fans su Pledge Music.

Disponibili e alla mano i due ragazzi di Manchester hanno cenato con i fans, non risparmiandosi, ma anzi, lodando il mangiare e il buon bere italiano. Chiacchierate con tutti, all'insegna di una serenità, una simpatia e di una tranquillità personale che ha poi trovato conferma anche durante lo show.

L'acustico fa brillare melodie e taglio pop, piuttosto che l'energia e la carica che da sempre è il marchio di fabbrica del gruppo, ma non è certo un problema, anzi. I pezzi veloci risultano comunque trascinanti anche in questa veste, penso a From A Window o Rollercoaster, così come le ballate diventano ancora più toccanti (impossibile non citare Goodbye e Town). La voce di Leon è impeccabile e l' entusiasmo con cui propongono i pezzi è decisamente contagioso, a tal punto che il finale con la cover dei Gipsy King (Leon ha il padre di origini spagnole e si vede che ha un "cuore" latino!) è trascinante e festoso, con il numeroso pubblico veramente divertito.

C'è poi, come dicevo, l'aspetto extra musicale, che mi ha dato altrettante soddisfazioni, perchè all'insegna della naturalezza e dell'empatia. Passare del tempo con gli amici in questi contesti assume ancora di più un valore particolare.

Cito volentieri anche le piacevoli Lovecats, giovanissime fanciulle veronesi, che hanno aperto la serata con il loro folk acustico sbarazzino ma non per questo privo d'intelligenza, ci sanno decisamente fare!

martedì 30 ottobre 2012

La mia intervista per Troublezine con Cristiano Santini dei Disciplinatha




Il 9 novembre i Disciplinatha tornano a suonare insieme. Un vero e proprio evento, anche perchè decisamente inaspettato. Il concerto è inserito nel cartellone dei Moonlight Festival che si terrà allo Zona Roveri a Bologna, nuovo locale Arci da poco attivo, nei giorni del 9-10-11 novembre 2012.
Per chi vi scrive sarà sicuramente una serata ricca di emozioni e ricordi, ma sono sicuro anche per gli stessi Disciplinatha, che si ritrovano insieme dopo ben 15 anni dall'ultimo concerto. L'occasione poi è ancora più importante, perchè sarà acquistabile anche il cofanetto antologico/raccolta "I Tesori Della Patria", che racchiuderà tutta la produzione del gruppo, oltre ad inediti e un dvd. Ecco perchè, mi ripeto, credo che la parola più giusta da usare sia quella di evento.
Ne parliamo con Cristiano Santini, voce dei Disciplinatha, che ci racconta le tappe di avvicinamento a questa data del 9 novembre...


- Ciao Cristiano. Sinceramente avresti mai pensato a una reunion dei Disciplinatha?


Ciao Ricky, devo essere sincero no, non pensavo che i Disciplinatha potessero tornare a suonare insieme, anche solo per una serata come succederà. In realtà il tutto è nato e si è sviluppato intorno alla realizzazione del cofanetto che racchiuderà i nostri album rimasterizzati, inediti e un dvd. Ci stiamo lavorando da anni, ma alla fine siamo arrivati a completarlo. C'era quindi la voglia di promuoverlo al meglio. L'organizzatore dei Moonlight Festival mi ha proposto di tenere l'edizione di quest'anno al Circolo Arci che curo, ovvero Zona Roveri a Bologna, e in quel contesto si è anche detto: "Perchè non fare qui una data dei Disciplinatha a supporto del cofanetto?". Ed eccoci qui.

- Cosa dobbiamo aspettarci da questa data?

Guarda, sarà un concerto vero e proprio, con supporti video e altre cose che non ti voglio anticipare per non rovinare la sorpresa. Le idee sono tante. La formazione sarà quasi al completo, mancherà solo Daniele, che ormai da molti anni abita in Inghilterra. L'idea di fare questo live si è concretizzata a fine agosto/inizio settembre, capisci che i tempi erano stretti e lui non riusciva ad organizzarsi per poter venire a fare le prove. Ci sarà un sostituto quindi per lui, ma gli altri ci sono tutti! Non ci saranno altri live in previsione, quindi questa sarà l'unica esibizione per promuovere l'uscita dell'antologia.

- Com'è il clima in questi giorni di prove?


Direi che tutto è tranquillo, ci stiamo divertendo e quel pò di ruggine che potevamo avere ce la siamo tolta piuttosto rapidamente. Pensa che sono ormai 15 anni che non salgo sul palco come cantante vero e proprio, dall'ultimo concerto dei Disciplinatha. Per me sarà una bella sfida andare a ricantare certe cose del primo disco, con una voce bella ruvida e incazzata.

- E' da tanto tempo che questo cofanetto è in "realizzazione": un pò di pigrizia o altri motivi?

Guarda, non ti nascondo che c'è stata della pigrizia, chiamiamola così. In realtà volevamo esserne soddisfatti al 100% e poi non c'era assolutamente una tempistica entro cui consegnarlo. Quindi siamo andati con calma per avere un prodotto finito che fosse di nostro totale gradimento. Certo, poi ultimamente c'è stata l'accellerata finale al completamento del progetto per arrivare alla data del 9 novembre con il cofanetto pronto: non sarebbe stato molto logico fare un concerto di presentazione senza l'oggetto della presentazione stessa!

- Mi incuriosisce molto il dvd...

Sicuramente avevamo ben chiaro cosa non volevamo fare, ovvero un documentario autoreferenziale, con la celebrazione del gruppo per dire a tutti quanto eravamo bravi o quanto ervamo fighi. Non ci interessava una cosa così. Lo dico senza vantarmi ma consapevole di dire il vero: i Disciplinatha sopratutto nella prima metà della loro attività furono un progetto musicale molto agganciato alla contemporaneità che stavano vivendo. Ecco che ci piacerebbe raccontate 10 anni di storia italiana attraverso i 10 anni del gruppo, anche grazie al contributo di chi è stato comunque legato a noi e ha interagito con i Disciplinatha. Questa era l'idea. Non so se ci siamo riusciti, ma l'idea era questa.

- Guardare indietro, adesso, alla storia dei Disciplinatha: ci sono dei rimpianti?

No, assolutamente no. La storia passata di questo progetto artistico, perchè sarebbe riduttivo chiamarlo semplicemnte gruppo, la vivo con grande serenità e tranquillità. Ti dirò che su certe cose provo grande orgoglio: eravamo decisamente avanti con i tempi, sia negli spettacoli ma anche dal punto di vista musicale. I Disciplinatha dicevano no ad ogni moda o tendenza e pensa al discorso della contaminazione musicale, che oggi è alla base di ogni progetto, beh, allora eravamo noi i precursori di una contaminazione tra acustico ed elettrico tanto per dirti.

- Dovessi scegliere una canzone dei Disciplinatha per chiudere questa nostra intervista?

Ti direi Sei Stato Tu A Decidere. Una canzone che ha vent'anni ma è terribilmente attuale. L' invito, per chi è interessato, è di andare sul sito www.zonaroveri.com per avere informazioni su orari e su come arrivare al locale (che pur essendo in una zona industriale è comunque pienamente in città, non siamo in periferia!), che ricordo è un club Arci e nella giornata del concerto si potrà fare ovviamente la tessera sul posto, ma anche già prenotarla sul sito. Grazie ancora Ricky per questa chiacchierata.

lunedì 29 ottobre 2012

Jake Bugg....talento!


La mia recensione per il disco omonimo di Jake Bugg, la trovate, nella sua forma originale, su Troublezine...

Stai a vedere che il ragazzo di Nottingham mette tutti d'accordo. L'avessi mai visto ridere, sempre li imbronciato e (in apparenza) insoddisfatto, beh, chissà se arrivare numero uno in Uk un sorriso glielo avrà strappato.

Incastrare alla perfezione, in un disco assolutamente sincero, il rock anni '50, Donovan, Dylan e i citazionismi di Oasis e Last Shadow Puppets, beh, non è da tutti. Jake ce la fa, con quella faccia ,appunto, menefreghista e i suoi 18 anni e quasi ce lo immaginiamo nella sua stanza, chitarra in mano, intento a mescolare le passioni ereditate dai genitori (blues, folk americano) a sue scoperte british come il gruppo dei fratelli Gallagher o meglio, le sempre pregevoli perle acustiche che Noel spargeva qua e la come b-sides ai tempi d'oro. Il mix, che a dire il vero pende un pò di più per profumi più vecchi che moderni, funziona eccome!

Sferragliante in Lighting Bolt, struggente in Broken, malinconico in Slide, contagioso in Taste It, sbarazzino e irrimediabilmente pop in Two Fingers, educato e gentile in Note To Self: e tutto gli riesce così naturale. Impossibile trovare aggettivi negativi da appiccicare a queste canzoni. Sarà quella chitarra acustica che apre quasi tutti i pezzi, la voce nasale, la registrazione che a volte pare veramente essere fuori dal tempo (Trouble Town, Fire), ma accidenti non riesco proprio a staccarmi da queste canzoni.

Beh, se questo è l'inizio speriamo che il nostro ragazzo non perda la strada maestra così ben avviata!

Tracklist:

01. Lightning Bolt
02. Two Fingers
03. Taste It
04. Seen It All
05. Simple As This
06. Country Song
07. Broken
08. Trouble Town
09. Ballad Of Mr Jones
10. Slide
11. Someone Told Me
12. Note To Self
13. Someplace
14. Fire

giovedì 25 ottobre 2012

E i dischi?



No, non mi sono dimenticato che questo blog era nato per mettere in mostra un pò di eroi del brit-pop ora purtroppo dimenticati. Tanto lavoro è stato fatto, ma insomma, alla ricerca non ci sarebbe mai fine e men che meno a mettere un pò di prelibatezze sul blog...ma il tempo è poco e le forze ancora meno.

Potrei chiedervi pazienza e lo farò, ma diciamo che forse non ci saranno più tanti dischi sul mio blog e vi assicuro che non è per pigrizia. C'è da dire che quello che trovate non è poco e non lo dico per vantarmi ma perchè tanti sono stati i complimenti al mio lavoro. Però come dicevo ci sono ancora tanti dischi che potrei mettere su,  e chi va piano va sano e lontano, però era anche giusto segnalare che questo stop nel postare dischi ha un perchè.

Lavoro, famiglia, collaborazioni varie (ultima in termini temporali con il mensile Rockerilla, una rivista con la quale sono cresciuto e ora ci scrivo sopra!!!!) e altre piccole cose e il tempo per il blog cala, ma non la passione. Quella no!

Per ora il blog diventerà per lo più una raccolta di mie recensioni o scritti vari messe in giro, ma ogni tanto qualche disco salterà fuori, perchè ripeto questo blog è nato per questo! Ma vi chiedo pazienza!

Grazie per la comprensione ragazzi!
Ricky

The Sugargliders "A Nest With A View 1990-1994"

Ecco la mia recensione, che trovate su Troublezine, per questa magnifica raccolta...da ascoltare...da amare...



E' una cartolina del passato quella che ci ritroviamo fra le mani. Una di quelle cartoline che ci ricordavamo di avere una volta ma che avevamo messo in un baule tanto tempo fa e chissà poi in quale angolo della cantina era finita. Ogni tanto ci tornava in mente: una cartolina, ne più ne meno, che avevamo sullo specchio in camera, o in un libro, un diario, o sul muro, che ci faceva sorridere o piangere a seconda dei momenti, gentile o malinconica, dai toni pastello che ci si perdeva un pò guardandola. Poi l'abbiamo mssa via. Ha lasciato il posto magari a cose più sgargianti, vivide, brillanti o perchè no, ad altre immagini, ritagli, pezzi di carta che hanno finito per coprirlo quello specchio, o per riempire quel diario o quel muro,  ma non la memoria.

E la Matinée Recordings ci invita a riaprirlo quel baule, con il modo di fare aggraziato che da sempre contraddistingue questa magnifica etichetta discografica. Sembra che ci dicano: "Te la ritroviamo noi quella cartolina, ci mettiamo noi a cercare per te, perchè il passato merita la tua (nostra) attenzione, perchè quella dolcezza, quel sorriso, quel cuore che batteva forte non può e non deve essere dimenticato". La raccolta degli Sugargliders mi immagino sia nata così, per riportare alla luce quell' immagine, perchè adesso è il momento di fermarsi e guardare indietro.

Il sogno di due fratelli australiani: Joel and Josh Meadows, che negli anni '90 colpivano i nostri sentimenti con linee pulite di chitarra, ritmiche dolcemente ballabili e testi chiari e toccanti. Nuovi gruppi, nuovi suoni, nuove sensazioni: tutto è mutevole e in divenire, certo. Ci capita e ci capiterà spessissimo di essere rapiti da qualcosa in particolare per un pò, ma quello che la Sarah Records ha fatto non potrà mai essere cancellato dalla memoria di noi appassionati e chi, come la Matinèe, svolge questo certosino lavoro di recupero, beh, non può che meritare tutta la nostra ammirazione. Anche in questo caso, "A Nest With A View 1990-1994" racchiude canzoni e gemme pop prese dalla discografia degli Sugargliders, sparse in origine in 7" oggi di difficilissma, se non impossibile, reperibilità.

20 brani, che non sai neanche nominare quale sia il più bello perchè ogni canzone vive, splende e consuma calore e sentimenti in egual misura. Io non riesco a smettere di sentire Sway, chitarra, armonica e voce, con quella coda così rumorosa e poi Will We Ever Learn? che sembra una cosa uscita dalla penna di primordiali Smiths, ma mi accorgo di citare queste due canzoni giusto perchè non voglio eleggere a mia preferita 90 Days of Moths and Rust che spinge letteralmente alle lacrime come solo l' East River Pipe più ispirato potrebbe fare.

Sono sicuro che ogni ascoltatore di questa raccolta avrà il suo pezzo del cuore e ritroverà in questi brani, tutti rimasterizzati, prima o poi quella cartolina tralasciata, ma che ancora era così vivida, per riscoprirla indispensabile, come l'ossigeno. Ma non lo è, anche se produce lo stesso effetto, è pop, vero e semplice. E' POP.

Tracklist:

01.  Ahprahran
02.  90 Days of Moths and Rust
03.  Seventeen
04.  Trumpet Play
05.  Reinventing Penicillin
06.  Letter from a Lifeboat
07.  Yr Jacket
08.  Fruitloopin'
09.  Unkind
10.  Give Me Some Confidence
11.  Police Me
12.  Aloha Street
13.  Will We Ever Learn?
14.  Beloved
15.  Corn Circles
16.  What We Had Hoped
17.  Everybody Supermarket
18.  Another Faux Pas
19.  Sway
20.  Top 40 Sculpture  

venerdì 12 ottobre 2012

Intervista con Ultrasound



Forse non mi rendo ancora conto che alle mie domande ha risposto Andrew "Tiny" Wood.

Mi ricordo ancora (e penso se lo ricorderanno bene anche i miei compagni d'appartamento Fabrizio e Vanoli) quando ad Alternative Nation partì per la prima volta Stay Young...fu delirio totale! Una canzone pazzesca, un vero e proprio inno pop. Conoscevo già il gruppo per un paio di singoli precedenti, ma quella canzone mi cambiò la vita! In piedi sulla sedia a cantare e a dare di matto!!

Poi il disco, i casini nel gruppo, lo scioglimento: insomma un percorso classico che abbiamo visto troppe, troppe volte. Ma stavolta le nostre preghiere sono state esaudite.
Gli Ultrasound sono tornati, con un disco magnifico che si intitola Play For Today e ce li mostra in una forma smagliante. Che Dio li benedica.
Qui sotto trovate la mia recensione per Troublezine del disco e sopratutto l'intervista, in inglese (a breve in italiano su Troublezine) con...ebbene si...Andrew Wood. Roba che mi manca il fiato se ci penso. Andrew ti adoro!!

A voi. E come sempre grazie Claudio!!

La recensione per Troublezine...



E così anche gli Ultrasound tornano insieme, 13 anni dopo quella rottura che aveva spezzato non pochi cuori, anche alla luce dell’esordio "Everything Picture", che sarà stato pretenzioso fin quanto vogliamo, ma racchiudeva delle perle di inestimabile valore pop rock. La formazione è praticamente quella originale, manca solo il tastierista Matt Jones che ha preferito il conto in banca cospicuo suonando con i Beady Eye, ma gli altri ci sono tutti grazie a Dio.

Che abbiano abbassato il tiro? Che i 13 anni di stop abbiano portato ruggine a meccanismi una volta perfetti? Welfare State smentisce tutto questo, anche perchè è proprio Ultrasound al 100% quello che stiamo sentendo: glam, psichedelia, indie rock deciso, uno stop centrale che ci porta nello spazio per poi ricondurci al travolgente ritornello. Poi in realtà dare coordinate alla musica del gruppo non è certo facile, vista la varietà di elementi e carne al fuoco.


E’ giusto dire però che rispetto all’esordio il minutaggio si è decisamente ridotto e tutto sembra essere più a fuoco. Se gli Ultrasound dovevano lavorare su qualcosa, beh, forse era proprio su questo. Meno ego deragliante e più concentrati su un risultato preciso: "Play For Today" centra il bersaglio! Se Welfare State apre, Sovereign chiude il disco con un crescendo toccante, roba che i Coldplay ucciderebbero per una canzone simile. In mezzo a questi due pezzi c’è di tutto: l’organo anni ‘70 alla Who di Beautiful Sadness che gioca a intrecciarsi con le chitarre, il post punk di Goodbye Baby, Amen, la grazia di Long Way Home e pure l’oscurità di Glitter Box.


Nessuna fatica a trovare melodie e ritornelli che non si staccheranno più dalla nostra testa (Twins e Deus Ex Natura), proprio perchè giocati sul filo di un epicità “misurata” verrebbe da dire, riallacciandomi al discorso precedente.
Tornati alla casa madre Fierce Panda, che tanti anni fa pubblicò il loro primo singolo gli Ultrasound non deludono, grazie anche all’ispirazione mai sopita dell’asse portante Wood/Green.
Che poi si divertano ancora, inserendo addirittura gli adesivi del gruppo all’interno del cd, beh, non è altro che un favoloso valore aggiunto!


L'intervista con Andrew "Tiny" Wood



Ricky - 13 years have passed...welcome back Ultrasound! Let's start from that, it seemed the reunion was impossible to realize until yesterday, what happened?

Andrew - Tim Smith from the Cardiacs, who were a big influence on us and informed the beginnings of Ultrasound, suffered a heart attack, and brain damage as a result. We were asked to reform to play a benefit gig to raise money for his recovery and we felt we couldn’t refuse. When we got together we quickly realised that we should continue, as what we have is something rather special. 

- Is there any regret in you about band end in 1999?


Perhaps we should have just taken some time out instead of splitting completely, but they were strange times for the band and perhaps we needed the time to realise this.

- Do you think the positive and negative experiences of the past will help you? Human partnerships, the relations with medias and press, promotion: do you think that all these things will be easier for you now? I think you probably see everything from a different perspective nowadays, am i right?

We are all completely different individuals so I can’t speak for the band as a whole here. During the course of life, good and bad decisions are made that affect the course you run on and no matter how much experience you gain, you enter into relationships with no real knowledge as to how they will work out. All you can do is hope for the best and trust your own instincts, and surround yourself with as much positive energy as you can.

- You also joined forces with Fierce Panda again, a label you had previously worked with. Do you see that as a "quadrature of the circle" or as a new beginning?

It’s more of a new beginning. Initially Fierce Panda offered us a one off single deal, because that was their policy, and we were happy to be involved with such a label. Now they have grown up and so have we, so I hope we can grow together.

- Everything Pictures is a great record, plenty of ideas, maybe too many. The spirit of that album is still alive in the new one, but you creativity is more focused and less dispersive. Do you agree?


The idea behind Everything Picture was to try and sandwich every ingredient into one album because we didn’t know if we’d get to make another one. Since getting back together we have concentrated our attentions on making individual slices of art and not tried too hard to get everything we want to say on one album alone, working in the hope that there may be more to come.

- Welfare State is a fabulous single indeed and is perfect as opening song. It's like a "visiting card", it announces the following album contents. Do you agree?

Yes that was the initial intention behind the song. It was meant as a state of play statement – like a rolling news item on the state of the band and the nation as a whole.

- Ultrasound trademark is clearly impressed on Twins and Deus Ex Natura. The only album you released has dropped seeds that make you unique and very recognizable! Do you feel "the magical" was re-created again, even after 13 years?

Yes, from the very first notes we played it was evident that we have something special that I don’t hear very often and I feel honoured to be a part of it. At the time perhaps we had lost sight of that or taken it for granted, but I think we’re all very much aware of that now.

Glitter Box is obscure and intense, it contrasts with the Nonsense "sunshine" pop or the delicate Long Way Home. How was that song born?

Most of our songs have a very simple initial idea, and most of them start with “ooh we haven’t done one of those yet” (which possibly explains our diversity!). This one was an attempt to write a song for Vanessa to sing, so obviously it had to be dark and smouldering, cinematic and emotional. Lyrically I was concerned with the current prevailing trend of the media and government to switch attention from the evil corruption that affects us all, to what they believe is our “real fear” of killers and paedophiles that seemingly lurk in all corners of our community ready to pounce at any time. In fact, most of the danger we have to fear comes from them in the form of local councils with their court appointed bailiffs – legal criminals. So I thought I would write a soundtrack to a stalk and slash movie featuring the local council as the prowling enemy.

- If we say Welfare State is a perfect beginning, we could also say Sovereign is a touching and struggling closure. It almost seems to me you were thinking of a sort of "film" and you had the opening and closing titles in your mind.

The very nature of an album is conceptual. Putting a bunch of songs together on one disc isn’t really enough. You have to be conscious of it being a journey of the mind, the songs themselves colouring the journey that the listener is being taken on. In that respect these songs are indeed the opening and closing titles of this journey. One would hope that after listening to it you feel that you have been taken somewhere, and that at the end you are changed for the experience you have had, and have learnt something from it.

Thanks a lot for your kindness. The final question for you is a little bit ironic and hopeful at the same time: shall we wait 13 more years for the third album?...

Well let’s hope you don’t have to wait so long for the next one. We have had discussions/rehearsals and have been writing towards the next one and, dare I say it, the one after that too, so it’s looking good so far.







Intervista con Sonya - Calm Of Zero (Ex Echobelly)



Sonya Aurora Madan and Glenn Johansson sono i Calm Of Zero.
Si avete ragione, sono proprio loro, l'asse portante degli Echobelly, un gruppo fondamentale a dir poco per il brit-pop.
Ora hanno un nuovo progetto, i Calm Of Zero appunto, per il momento basato su sonorità acustiche, che li vede ancora insieme artisticamente ed è atteso a breve (15 ottobre) l'ep Acoustic Sessions 2.
Sentire quella voce che tanto ci ha fatto sognare negli anni '90 beh, mette addosso la stessa emozione di un tempo, così come la chitarra educata e gentile di Glenn.
Potevamo lasciarci scappare una chiacchierata via mail con loro? Ovviamente no! E la splendida Sonya si dedica alle risposte....oh mamma mia che emozione....
Eccola qui l'intervista, in inglese, prima di dedicarmi alla traduzione che troverete prestissimo sul sito di Troublezine e Radio Popolare Verona.
Grazie ovviamente a Claudio Rizzi per il supporto fondamentale!
Buona lettura! Ricky


Ricky - Hi there, how are you? I guess Acoustic Sessions 2 release is making you glad and excited.


Sonya - WE ARE FINE THANKS, RICCARDO. YES WE ARE GLAD TO BE RELEASING ACOUSTIC SESSIONS 2. IT TOOK A LITTLE BIT LONGER THAN WE HAD ANTICIPATED BUT GLAD TO GET IT OUT THERE.

- It's good to notice that your artistic partnership is still working so good after so many years. I guess that Echobelly 20 years long experience teached you so many things about human and artistic relationships. You can benefit from what you learned in all you are doing.

IT IS ONLY WHEN SOMEONE REMINDS ME THAT IT HAS BEEN TWENTY YEARS THAT I THINK, WOW, REALLY THAT LONG!!  I DON'T SEE IT IN TERMS OF TIME BUT
KEEP LOOKING FORWARD TO THE NEXT TUNE THAT GLENN WILL WRITE, SO I CAN PUT LYRICS ON TO IT.

- Acoustic Sessions 2 looks like a "continuation" of the previous work. What will you do in the future: will you keep this kind of sound or will you change arrangements?

THE PLAN IS TO RUN THE ACOUSTIC SESSIONS PARALLEL TO HAVING A FULL BAND LINE UP.  BUT THAT TAKES BACKING AND COMMITMENT WHICH IS NOT THERE YET .

 - In my opinion the acoustic aspect gives prominence to two factors: the beautiful Sonya's voice(years pass by but she seems to stay the same) and your will to not make stock pop songs and instead to be out of the mould and open to new sounds. Do you agree?

THANKS FOR SAYING SUCH NICE THINGS ABOUT MY VOICE.  IT MAKES ME HAPPY. YES THE ACOUSTIC SESSIONS HAVE ALLOWED US TO EXPERIMENT FREELY WITHOUT THE PRESSURE OF HAVING TO TRY TO HAVE "HIT" POP SINGLES.

- Calm Of Zero can be intense, thoughtful and touching as much as Echobelly (in their earliest records) were immediate, melodic and explosive with their guitar pop. I think both sounds are two faces of the same medal, expecially if i look back to the Echobelly career final part, when your music was a little bit more introspective than before. What do you think about that?

WE HAVE ALWAYS HAD MANY DIMENSIONS TO OUR WRITING AND OUR INFLUENCES ARE DIVERSE, SO IT MUST SHOW THROUGH THE MUSIC.

- What kind of memories have you got of Britpop years(that you lived as protagonists)? If we leave aside some questionable journalistic aspects, the "movement" was in my opinion plenty of vitality and passion. Have you got regrets?

IT WAS ACTUALLY GREAT FUN BEING IN A BAND IN ENGLAND IN THOSE TIMES. LOTS OF THINGS GOING ON, ESPECIALLY IN LONDON.

- Some artists don't want to have anything to do with their past anymore, they think it is a closed book. On the contrary you seem to have a big respect for Echobelly songs. That makes me happy.

YES I HAVE A HEALTHY REGARD FOR WHAT WE HAVE DONE AND AN EAGERNESS TO DISCOVER WHAT WILL BE WRITTEN.

- It would be great to have the chance to see you live! Maybe in Italy where you have already been to as Echobelly!


ONE DAY….. THAT WOULD BE GREAT FOR US TOO!! ITALY IS SUCH A FANTASTIC PLACE!!

- Sonya, after so many years "can you imagine a world without you"?


HA HA!!  OF COURSE NOT!!

- Ok, please could you choose a Calm Of Zero track that could be played as final theme song for our chat?


IT WOULD BE BETTER IF YOU CHOOSE.

THANKS AND BYE!

SONYA X