sabato 4 febbraio 2012

Intervista con i Big Troubles







Se non ci fosse la Slumberland, beh, bisognerebbe inventarla! Ma grazie a Dio i nostri dispensatori di ottimo pop ci sono, vivi e vegeti più che mai.
Tra le uscite più interessanti dell'anno scorso per questa caparbia etichetta discografica, spicca il secondo disco dei Big Troubles, quartetto del New Jersey che ha trovato la perfetta quadratura del cerchio nell'album "Romantic Comedy", deliziando i nostri palati con succulenti piatti a base di zuccherosi e accattivanti ritornelli (power) pop.
Alex Craig and Ian Drennan, membri fondatori del gruppo, rispondono (all'unisono) via mail alle nostre domande orientate a saperne un pò di più su di loro.

Quando avete inizato il gruppo era composto da due elementi, ora siete in 4: cambiamento necessario?

Ian e Alex - Si, più che altro per esibirsi al meglio dal vivo, le canzoni sono ancora scritte come duo.

'Worry', il primo disco, è molto diverso da questo nuovo lavoro. Più "sporco" e rumoroso, mentre il nuovo disco è decisamente più pop e solare. Certo il lavoro di Mitch Easter immagino sarà stato importante, ma credo proprio che ci sia stato anche un bel cambiamento in voi stessi e nel modo di fare musica.

Ti confesso che a livello personale o di spirito di approccio alla musica non c'è stato un grande cambiamento, ma c'era, proprio come noti tu, la volontà di essere più pop e più "colorati" in fase di registrazione.

Mitch Easter è un famoso produttore / musicista, noto per il suo lavoro con REM. Avevate previsto di lavorare con lui o è stato solo un caso fortunato?

Lo conosciamo e apprezziamo da molto. Gli abbiamo scritto e devo dire che siamo stati fortunati di aver smosso il suo interesse verso di noi!

Due album con due etichette molto importanti e ben note nell'indie rock, Olde Spelling Bee e Slumberland, immagino che siate soddisfatti di aver inciso per loro.

Diciamo pure che siamo onorati di aver lavorato e inciso per queste due etichette. Entrambe, in modi diversi, ci hanno gratificato.

Nelle vostre recensioni ricorre spesso la parola 'Brit Pop'. E' un genere musicale che ascoltate?

Alex adora gli Suede mentre Ian, anche se non ama particolarmente la loro musica , ha un taglio di capelli che ricorda un pò Brett Anderson. Siamo cresciati adorando la musica degli Oasis, anche se adesso non la ascoltiamo più tanto. Alex ama anche un paio di pezzi dei Charlatans.

In qualche recensione, la critica maggiore alla vostra musica viene da chi vi definisce solo nostalgia, un copia e incolla di molti altri gruppi del passato. Potrà anche essere vero, ma io credo che invece voi partiate dal passato per aggiornarlo nel presente, in modo genuino e spontaneo.

Hai ragione. Noi pensiamo che definirci un guppo nostalgico sia una critica superficiale e affrettata. Tutta la musica di adesso fa riferimento a ciò che è venuto prima e noi davvero non ci consideriamo certo più nostalgici di ogni altro gruppo.

Power pop, arpeggi gentili, tastiere accattivanti, accenni allo shoegazer e momenti rock che si alternano a qualcosa di più riflessivo: molti aspetti nella vostra musica ma un solo grande scopo, ovvero la ricerca della melodia perfetta e la creazione di un disco brillante e disimpegnato!


Ahah, ci piace la tua descrizione Ricky: "brillante e disimpegnato" è un bellissimo modo di parlare del nostro disco. Ma in ogni caso la ricerca della melodia perfetta non è il nostro scopo finale. Te ne accorgerai nel nuovo materiale che stiamo scrivendo adesso per il nuovo disco. Provare a scrivere qualcosa di assolutamente immediato è stato evitato, in favore di una scrittura più introspettiva (o qualcosa del genere!).

Vi confesso che ascoltando la vostra musica e il vostro power pop mi vengono in mente i Fountains of Wayne, magari siete loro amici...

Ma certo, conosciamo di persona i Fountains of Wayne. Come loro viviamo nel New Jersey. Loro sono stati come dei mentori per noi, per diversi anni. Diciamo pure che sono stati una vera influenza per noi sia nella musica sia a livello spirituale, ecco, delle "guide spirituali" direi.

Non chiedetemi perchè, ma il titolo "Romantic Comedy" mi ricorda alcuni film romatici degli anni 50/60. Poi quando vedo la vostra copertina e leggo i testi non ci trovo dentro molto ottimismo nell'amore, anzi, leggo di situazioni difficili, di ragazze tristi, ecc. E' un contrasto voluto e ricercato?

Si certo, questo contrasto era proprio l'idea di fondo che ci ha spinto a intitolare l'album "Romantic Comedy".

Com'è andato il tour di supporto al disco?

Il tour ora è finito e devo dire che è andato piuttosto bene, pur con i suoi alti e bassi. Un ricordo particolare è quello di Tucson, in Arizona, dove abbiamo suonato per la bellezza di 7 persone e siamo stati a dormire in una stanza d'hotel sopra un party anni '80 che andava avanti tutta la notte, spesso ripetendo pure le stesse canzoni. Puoi immaginare che non abbiamo dormito molto.

Vi vederemo in Italia?

Improbabile, ma ci piacerebbe molto!

Quale canzone vostra o di altri potremmo scegliere come chiusura di questa chiacchierata?

Direi una canzone di David Foster, 'Winter Games'. Ciao.

Nessun commento:

Posta un commento