venerdì 29 giugno 2012

L'Impaziente Inglese arriva su Radio Popolare Milano: tutti i martedì dalle 23.35



E' difficile esprimere una vera e propria emozione così grande.
All'inizio pensavo quasi a uno scherzo, ma poi mi sono detto...eh, no, questa è la prova che la costanza e l'impegno pagano.
Frasi fatte?
Verrebbe da dire di si, ma vi assicuro che di gavetta ne ho fatta tanta qui a Radio Popolare Verona e sempre con l'idea in testa che prima o poi una "promozione" sarebbe arrivata, perchè penso di aver fatto dei buoni programmi e perchè con il tempo mi sono migliorato e affinato sempre più nella conduzione.
A volte non basta questo, lo so. Ma stavolta sono orgoglioso e felice di dire: ce l'ho fatta!

L'Impaziente Inglese, il mio programma dedicato al Brit Pop, da martedì 3 luglio verrà trasmesso da Radio Popolare Milano, quindi non più solo da Popolare Verona.
Sono stato inserito nella programmazione estiva!
Insomma c'è stato il passaggio al Network!!
L'orario è quello dalle 23.35, ogni martedì.

E' un grande onore, che cercherò di onorare al meglio, anche se non vi nascondo che l'emozione è tanta. Però, e lo dico senza voler fare il vanitoso o l'esaltato, beh, me lo merito!
Non so se le varie radio del Network il martedì a quell'ora manderanno loro programmi o trasmetteranno Milano, io ovviamente mi auguro di raggiungere più ascoltatori possibili.
Nel caso vi ricordo lo streaming di Popolare Milano!

Beh, avevo messo in soffitta per un pò L'Impaziente Inglese, credo che sia arrivato il momento di tirarlo fuori e mettergli l'abito migliore: non ci potrebbe essere occasione più importante!

Per ogni info, suggerimento o richieste usate pure la mail: impaziente.inglese@libero.it

Buon ascolto!
Ricky

martedì 26 giugno 2012

The Real People "What's On The Outside"


Noel Gallagher vuole molto bene ai The Real People, in particolare a Chris e Anthony Griffiths.
Addirittura cita il gruppo come una delle principali influenze per gli Oasis.
C'è da dire che il gruppo dei Gallaghi è veramente legato in modo importante ai due fratelli Griffiths, vuoi per l'input positivo nella nascita degli Oasis, vuoi per le prime registrazioni, vuoi per i pezzi scritti insieme.
Questo dico, che trovate sul blog è il terzo della loro carriera. Discretamente lodato dalla critica, ma lontano da un buon numero di vendite.
Non mi fanno impazzire, ma insomma, il Brit Pop passa anche da qui! (1996 MGL Granite Records)



1. Bring It Down
2. Can't Breathe
3. Rayners Lane
4. At The End Of The Day
5. The People In The Telly
6. Dream On
7. Fishes
8. All I Know
9. Rolling Stone
10. The Same
11. Days Like These
12. The Way You Are
13. Going Nowhere


THE REAL PEOPLE

domenica 24 giugno 2012

Tribes – Bologna – 20 giugno 2012 al Bolognetti Rocks






Chissà cos’avrà pensato Johnny Lloyd quando gli ho presentato la mia copia del disco degli Operahouse da far autografare. Sicuramente l’ho visto molto sorpreso. In realtà la sorpresa è stata anche mia, venendo a sapere da lui che nei Tribes vi sono anche altri due componenti che avevano militato in quel gruppo, ovvero il bassista Jim e il chitarrista Dan.

L’occasione era troppo ghiotta e così, in una bella chiacchierata prima del concerto assieme alla mia collega Federica (decisamente disponibili e cordiali i ragazzi, niente da dire!), tra le tante ho voluto anche sapere la loro opinione sul destino sfortunato di una band che avrebbe meritano ben altre attenzioni e riscontri. Ma, se fosse successo, forse adesso non starei qui a parlare della calda serata bolognese che ha visto sul palco del Bolognetti Rocks i Tribes, autori del buon album d’esordio ‘Baby’ e impegnati nel loro primo vero tour italiano, dopo una comparsata milanese di spalla ai Kaiser Chiefs.

Il colpo d’occhio è discreto (il concerto è gratuito e devo dire che l’affluenza è più che buona), il caldo è quasi opprimente (la corte ha il suo fascino, ma dentro non c’è un filo d’aria) e sono pure sotto il palco come non mi accadeva da un bel pezzo (guarda un po’cosa riescono a farmi fare le tre fanciulle con cui ero li).
I 4, in 50 minuti e 11 pezzi, mantengono ciò che avevano già promesso nell’esordio: indie guitar rock veicolato in modo diretto e melodico, che non guarda solo alla metà degli anni ‘90 (echi di Suede d’annata) ma sa catturare anche le urgenze e i riverberi dei gruppi di genere attuali (dai Razorlight ai Libertines). Non ci sono poi grosse differenze tra il suono in studio e quello live, chitarre e batteria già erano in evidenza sull’album, stasera non potrebbe che essere altrimenti, forse è la voce di Johnny che si perde per strada, più che altro per poca cura nei suoni che per effettiva mancanza a livello di corde vocali.
Stivaletti sporchi, pantaloni stretti, pochi fronzoli, poche concessioni a chiacchiere o ardite presentazioni dei pezzi, giusto qualche ringraziamento o una veloce constatazione di quanto faccia maledettamente caldo, mentre Miguel (batterista) e Dan (il “presunto” nuovo flirt, smentito, di Scarlett Johansson) catturano gli sguardi delle fanciulle presenti.
Se i picchi musicali della serata coincidono con gli ottimi singoli fin d’ora rilasciati dal gruppo (‘When My Day Comes’ e ‘We Were Children,’ con oculatezza, chiuderanno il set), c’è da notare che vengono suonate anche le due b-side tratte dall’E.P. d’esordio, dimostrando soprattutto in ‘Coming Of Age’ (e ‘Nightdriving’ a dire il vero) che anche quando il tiro rallenta e si fa più malinconico comunque il gruppo non perde la rotta.

Cancellata dalla set list ‘Himalaya’, forse avrebbe fin troppo spezzato il ritmo della serata.
Sembra appena iniziato ma invece il concerto è già finito. Accidenti. Parte un dj che rispolvera vecchi classici brit-pop, mentre Johnny rovistando tra il suo guardaroba da post concerto se ne esce con una camicia bianca penzolante che lo rende praticamente il clone di Massimo Troisi in ‘Non ci resta che piangere’.

Ma niente lacrime stasera, è tempo di drink, autografi e sorrisi più o meno sinceri per le foto di rito. Serata più che positiva!

martedì 19 giugno 2012

Dischi per l'estate! Garden Of Alibis e Masoko






Ben venga l'estate, soprattutto se ha una colonna sonora all'altezza della situazione.

Mi permetto di segnalare due dischi che già da un pò stanno allietando i miei viaggi in macchina, il mio relax casalingo e la playlist di Radio Popolare Verona: "Le vostre speranze non saranno deluse" dei Masoko e "Colours" dei Garden Of Alibis.

I romani Masoko già li conosciamo bene. Adoravo il loro album precedente, "Masokismo", ma mi permetto di dire che stavolta la quadrature del cerchio è stata trovata magnificamente.
Intelligenti e molto oculati nei loro riferimenti new wave - indie pop, mescolano sapientemente colori e riverberi, catturando la nostra attenzione per tutto l'album con melodie mai banali e arrangiamenti accattivanti e assolutamente ben studiati. Si sente che ci hanno lavorato con cura a questo disco!
Sembrano decisamente più maturi, molto meno sbarazzini: pronti a farci sorridere e commuovere con la loro ironia, ma perchè no, anche pensare, incupire o intristire con testi sempre di validissimo speso specifico.
Da riferimenti quasi baggy, a momenti cadenzati che si aprono in ritornelli incantevoli, a chitarre acustiche, a ritmi ballabili,  ad altri pezzi decisamente più riflessivi e intensi: il mondo sonoro dei Masoko non ha paura di mostrarsi senza filtri e ci arriva diretto e vi giuro che è capace di togliere il fiato! Bravissimi! Da incorniciare "Buco nella Testa" che non può lasciare indifferenti e immobili e la struggente "Il Diavolo", ma, lasciatemelo dire, la melodia di "Oggetti" è roba sopraffina veramente!

I Garden Of Alibis sono una recentissima scoperta del sottoscritto. Di questi giovanissimi torinesi è arrivato il loro disco in radio e quella marea di spille sulla copertina non poteva non colpire la mia attenzione.
Ed è amore a primo ascolto. Diretti, immediati, iper melodici i GOA veicolano pulsanti cariche indie guitar rock con arrangiamenti elettronici ad alzare il tasso di freschezza e coinvolgimento.
Nei brani la via scelta è sempre la più facile, ma è forse una colpa questa? No, anzi! Niente percorsi tortuosi nel raggiungere la meta chiamata melodia e a me personalmente questa cosa piace da impazzire.
Se con "Wicayo" siete obbligati a fare largo nel vostro dancefloor casalingo, il resto spinge più l'accelleratore sul guitar pop (ripeto, comunque sempre a braccetto con una certa elettronica easy) che si fa largo a colpi di ritornelli micidiali ("GOA" vola decisamente alta!!). Difficile scegliere un paio di pezzi, ma oltre ai già citati, mi viene da spendere lodi per il crescendo di "Overplastic" (con la quale hanno aperto anche il loro breve live bolognese del 9 giugno al quale ho assistito con piacere, trovando ottime conferme alla bontà del progetto!), per la circolarità di "Colours" ottimamente arrangiata nel finale e per l'accattivante e incisiva "In Your Wedding Gown". Complimenti ragazzi!

....qualsiasi cosa farete quest'estate, se avete bisogno di una colonna sonora adeguata, beh, ricordatevi dei miei consigli!

Aloha. Ricky

sabato 16 giugno 2012

Scott 4 "Works Project LP"



Chimatelo un pò come volete, alternative rock, indie pop, alt folk.....fate un pò voi. Sappiate che la carne al fuoco è tanta e devo dire discretamente gustosa.
Non impazzisco per il gruppo, ma alcuni spunti sono decisamente piacevoli! (V2 1999)



    1    Catastrophe        
    2    Troubles 1 2 3          
    3    Hallo Doctor         
    4    Lefturno           
    5    Das Junior          
    6    We're Not Robots           
    7    May Last          
    8    Lilla B Boy Lullaby          
    9    Scott 4 Travel on Electric         
    10    Applied For Release         
    11    We Scratched Our Names           
    12    Glass & Steel            
    13    7 Days/I'll See Ya           
    14    Konigskraft            
    15    Ancient & Modern

SCOTT 4

domenica 10 giugno 2012

Recensione del live di Emanuele Lapiana (N.A.N.O - ex COD)



Emanuele è un vero amico. Una persona che stimo, ammiro e a cui voglio tanto bene.
Essere a un suo concerto è sempre fonte di benessere e di emozioni.
Ho voluto raccontare la serata di ieri sera.
A voi.
 

RECENSIONE LIVE N.A.N.O.

Scott 4 "Recorded In State LP"




Ah, che gran cosa l'eclettismo, o almeno in apparenza. Poi dipende da quali fiori si va a toccare o a svolazzarci sopra e comunque ricordiamo che alla lunga il troppo fa male. E qui di carne al fuoco ne abbiamo tanta,ma veramente tanta. Se non vi spaventa passare dall'indie rock, al folk e divagazioni hip hop...beh, allora ecco il disco che fa per voi.
Se ben ricordo a critica era in ginocchio!
Non mi hanno mai entusiasmato più di tanto gli Scott 4, e risentendo adesso il disco confermo il mio giudizio. Sono per le cose più lineari io, sorry! (1998 Satellite)


 Scott 4 set their statement of purpose on the first track "Start-Up," a song that begins with a banjo-heavy backwoods stomp but gradually transforms into a crisp drum-machine track complete with 808 claps and stark beats.
Much of the rest of Recorded in State has the same fixation with the polar extremes of organics and electronics, though the soundclash is much smoother than expected. Occasionally, Scott Blixen goes a bit too far on his vocal turns, though his overblown tear through "Your Kingdom to Dust" is an entertaining highlight. (John Bush - http://www.allmusic.com/)


   -  Start Up
    - Deutsche LP Records  
    - East Winter
    - Aspirins
    - Your Kingdom To Dust
    - Plane
    - Cheese Four Tracks
    - Miss Goddess No 2
    - Zilch (Darkage And Laserfest)
    - Choke Bore
    - Philly's Song


SCOTT 4

lunedì 4 giugno 2012

The Kitchen "Foreign Objects"



Progetto di Amanda dei Bis e Ryan Seagrist dei Discount. Iniziato come una cosa tranquilla, poi se non sbaglio i due facevano pure coppia fissa nella vita.
Facevano. Appunto.
Disco che scorre via veloce, chitarre punk/rumorose impostate sui classici beat elettro/acidi di Amanda. Niente per cui strapparsi le vesti. Ma insomma sorridere lo fanno, battere il piedino anche!
(2004 Damaged Goods Records)

- Window Shopping
- The Room Is Empty
- Dai Kirai
- The Man Now
- Who Are You?
- Notch
- Better On The Floor
- Use Me
- Here With Me
- ...And He Loves It
- Exposure


THE KITCHEN