martedì 30 ottobre 2012

La mia intervista per Troublezine con Cristiano Santini dei Disciplinatha




Il 9 novembre i Disciplinatha tornano a suonare insieme. Un vero e proprio evento, anche perchè decisamente inaspettato. Il concerto è inserito nel cartellone dei Moonlight Festival che si terrà allo Zona Roveri a Bologna, nuovo locale Arci da poco attivo, nei giorni del 9-10-11 novembre 2012.
Per chi vi scrive sarà sicuramente una serata ricca di emozioni e ricordi, ma sono sicuro anche per gli stessi Disciplinatha, che si ritrovano insieme dopo ben 15 anni dall'ultimo concerto. L'occasione poi è ancora più importante, perchè sarà acquistabile anche il cofanetto antologico/raccolta "I Tesori Della Patria", che racchiuderà tutta la produzione del gruppo, oltre ad inediti e un dvd. Ecco perchè, mi ripeto, credo che la parola più giusta da usare sia quella di evento.
Ne parliamo con Cristiano Santini, voce dei Disciplinatha, che ci racconta le tappe di avvicinamento a questa data del 9 novembre...


- Ciao Cristiano. Sinceramente avresti mai pensato a una reunion dei Disciplinatha?


Ciao Ricky, devo essere sincero no, non pensavo che i Disciplinatha potessero tornare a suonare insieme, anche solo per una serata come succederà. In realtà il tutto è nato e si è sviluppato intorno alla realizzazione del cofanetto che racchiuderà i nostri album rimasterizzati, inediti e un dvd. Ci stiamo lavorando da anni, ma alla fine siamo arrivati a completarlo. C'era quindi la voglia di promuoverlo al meglio. L'organizzatore dei Moonlight Festival mi ha proposto di tenere l'edizione di quest'anno al Circolo Arci che curo, ovvero Zona Roveri a Bologna, e in quel contesto si è anche detto: "Perchè non fare qui una data dei Disciplinatha a supporto del cofanetto?". Ed eccoci qui.

- Cosa dobbiamo aspettarci da questa data?

Guarda, sarà un concerto vero e proprio, con supporti video e altre cose che non ti voglio anticipare per non rovinare la sorpresa. Le idee sono tante. La formazione sarà quasi al completo, mancherà solo Daniele, che ormai da molti anni abita in Inghilterra. L'idea di fare questo live si è concretizzata a fine agosto/inizio settembre, capisci che i tempi erano stretti e lui non riusciva ad organizzarsi per poter venire a fare le prove. Ci sarà un sostituto quindi per lui, ma gli altri ci sono tutti! Non ci saranno altri live in previsione, quindi questa sarà l'unica esibizione per promuovere l'uscita dell'antologia.

- Com'è il clima in questi giorni di prove?


Direi che tutto è tranquillo, ci stiamo divertendo e quel pò di ruggine che potevamo avere ce la siamo tolta piuttosto rapidamente. Pensa che sono ormai 15 anni che non salgo sul palco come cantante vero e proprio, dall'ultimo concerto dei Disciplinatha. Per me sarà una bella sfida andare a ricantare certe cose del primo disco, con una voce bella ruvida e incazzata.

- E' da tanto tempo che questo cofanetto è in "realizzazione": un pò di pigrizia o altri motivi?

Guarda, non ti nascondo che c'è stata della pigrizia, chiamiamola così. In realtà volevamo esserne soddisfatti al 100% e poi non c'era assolutamente una tempistica entro cui consegnarlo. Quindi siamo andati con calma per avere un prodotto finito che fosse di nostro totale gradimento. Certo, poi ultimamente c'è stata l'accellerata finale al completamento del progetto per arrivare alla data del 9 novembre con il cofanetto pronto: non sarebbe stato molto logico fare un concerto di presentazione senza l'oggetto della presentazione stessa!

- Mi incuriosisce molto il dvd...

Sicuramente avevamo ben chiaro cosa non volevamo fare, ovvero un documentario autoreferenziale, con la celebrazione del gruppo per dire a tutti quanto eravamo bravi o quanto ervamo fighi. Non ci interessava una cosa così. Lo dico senza vantarmi ma consapevole di dire il vero: i Disciplinatha sopratutto nella prima metà della loro attività furono un progetto musicale molto agganciato alla contemporaneità che stavano vivendo. Ecco che ci piacerebbe raccontate 10 anni di storia italiana attraverso i 10 anni del gruppo, anche grazie al contributo di chi è stato comunque legato a noi e ha interagito con i Disciplinatha. Questa era l'idea. Non so se ci siamo riusciti, ma l'idea era questa.

- Guardare indietro, adesso, alla storia dei Disciplinatha: ci sono dei rimpianti?

No, assolutamente no. La storia passata di questo progetto artistico, perchè sarebbe riduttivo chiamarlo semplicemnte gruppo, la vivo con grande serenità e tranquillità. Ti dirò che su certe cose provo grande orgoglio: eravamo decisamente avanti con i tempi, sia negli spettacoli ma anche dal punto di vista musicale. I Disciplinatha dicevano no ad ogni moda o tendenza e pensa al discorso della contaminazione musicale, che oggi è alla base di ogni progetto, beh, allora eravamo noi i precursori di una contaminazione tra acustico ed elettrico tanto per dirti.

- Dovessi scegliere una canzone dei Disciplinatha per chiudere questa nostra intervista?

Ti direi Sei Stato Tu A Decidere. Una canzone che ha vent'anni ma è terribilmente attuale. L' invito, per chi è interessato, è di andare sul sito www.zonaroveri.com per avere informazioni su orari e su come arrivare al locale (che pur essendo in una zona industriale è comunque pienamente in città, non siamo in periferia!), che ricordo è un club Arci e nella giornata del concerto si potrà fare ovviamente la tessera sul posto, ma anche già prenotarla sul sito. Grazie ancora Ricky per questa chiacchierata.

lunedì 29 ottobre 2012

Jake Bugg....talento!


La mia recensione per il disco omonimo di Jake Bugg, la trovate, nella sua forma originale, su Troublezine...

Stai a vedere che il ragazzo di Nottingham mette tutti d'accordo. L'avessi mai visto ridere, sempre li imbronciato e (in apparenza) insoddisfatto, beh, chissà se arrivare numero uno in Uk un sorriso glielo avrà strappato.

Incastrare alla perfezione, in un disco assolutamente sincero, il rock anni '50, Donovan, Dylan e i citazionismi di Oasis e Last Shadow Puppets, beh, non è da tutti. Jake ce la fa, con quella faccia ,appunto, menefreghista e i suoi 18 anni e quasi ce lo immaginiamo nella sua stanza, chitarra in mano, intento a mescolare le passioni ereditate dai genitori (blues, folk americano) a sue scoperte british come il gruppo dei fratelli Gallagher o meglio, le sempre pregevoli perle acustiche che Noel spargeva qua e la come b-sides ai tempi d'oro. Il mix, che a dire il vero pende un pò di più per profumi più vecchi che moderni, funziona eccome!

Sferragliante in Lighting Bolt, struggente in Broken, malinconico in Slide, contagioso in Taste It, sbarazzino e irrimediabilmente pop in Two Fingers, educato e gentile in Note To Self: e tutto gli riesce così naturale. Impossibile trovare aggettivi negativi da appiccicare a queste canzoni. Sarà quella chitarra acustica che apre quasi tutti i pezzi, la voce nasale, la registrazione che a volte pare veramente essere fuori dal tempo (Trouble Town, Fire), ma accidenti non riesco proprio a staccarmi da queste canzoni.

Beh, se questo è l'inizio speriamo che il nostro ragazzo non perda la strada maestra così ben avviata!

Tracklist:

01. Lightning Bolt
02. Two Fingers
03. Taste It
04. Seen It All
05. Simple As This
06. Country Song
07. Broken
08. Trouble Town
09. Ballad Of Mr Jones
10. Slide
11. Someone Told Me
12. Note To Self
13. Someplace
14. Fire

giovedì 25 ottobre 2012

E i dischi?



No, non mi sono dimenticato che questo blog era nato per mettere in mostra un pò di eroi del brit-pop ora purtroppo dimenticati. Tanto lavoro è stato fatto, ma insomma, alla ricerca non ci sarebbe mai fine e men che meno a mettere un pò di prelibatezze sul blog...ma il tempo è poco e le forze ancora meno.

Potrei chiedervi pazienza e lo farò, ma diciamo che forse non ci saranno più tanti dischi sul mio blog e vi assicuro che non è per pigrizia. C'è da dire che quello che trovate non è poco e non lo dico per vantarmi ma perchè tanti sono stati i complimenti al mio lavoro. Però come dicevo ci sono ancora tanti dischi che potrei mettere su,  e chi va piano va sano e lontano, però era anche giusto segnalare che questo stop nel postare dischi ha un perchè.

Lavoro, famiglia, collaborazioni varie (ultima in termini temporali con il mensile Rockerilla, una rivista con la quale sono cresciuto e ora ci scrivo sopra!!!!) e altre piccole cose e il tempo per il blog cala, ma non la passione. Quella no!

Per ora il blog diventerà per lo più una raccolta di mie recensioni o scritti vari messe in giro, ma ogni tanto qualche disco salterà fuori, perchè ripeto questo blog è nato per questo! Ma vi chiedo pazienza!

Grazie per la comprensione ragazzi!
Ricky

The Sugargliders "A Nest With A View 1990-1994"

Ecco la mia recensione, che trovate su Troublezine, per questa magnifica raccolta...da ascoltare...da amare...



E' una cartolina del passato quella che ci ritroviamo fra le mani. Una di quelle cartoline che ci ricordavamo di avere una volta ma che avevamo messo in un baule tanto tempo fa e chissà poi in quale angolo della cantina era finita. Ogni tanto ci tornava in mente: una cartolina, ne più ne meno, che avevamo sullo specchio in camera, o in un libro, un diario, o sul muro, che ci faceva sorridere o piangere a seconda dei momenti, gentile o malinconica, dai toni pastello che ci si perdeva un pò guardandola. Poi l'abbiamo mssa via. Ha lasciato il posto magari a cose più sgargianti, vivide, brillanti o perchè no, ad altre immagini, ritagli, pezzi di carta che hanno finito per coprirlo quello specchio, o per riempire quel diario o quel muro,  ma non la memoria.

E la Matinée Recordings ci invita a riaprirlo quel baule, con il modo di fare aggraziato che da sempre contraddistingue questa magnifica etichetta discografica. Sembra che ci dicano: "Te la ritroviamo noi quella cartolina, ci mettiamo noi a cercare per te, perchè il passato merita la tua (nostra) attenzione, perchè quella dolcezza, quel sorriso, quel cuore che batteva forte non può e non deve essere dimenticato". La raccolta degli Sugargliders mi immagino sia nata così, per riportare alla luce quell' immagine, perchè adesso è il momento di fermarsi e guardare indietro.

Il sogno di due fratelli australiani: Joel and Josh Meadows, che negli anni '90 colpivano i nostri sentimenti con linee pulite di chitarra, ritmiche dolcemente ballabili e testi chiari e toccanti. Nuovi gruppi, nuovi suoni, nuove sensazioni: tutto è mutevole e in divenire, certo. Ci capita e ci capiterà spessissimo di essere rapiti da qualcosa in particolare per un pò, ma quello che la Sarah Records ha fatto non potrà mai essere cancellato dalla memoria di noi appassionati e chi, come la Matinèe, svolge questo certosino lavoro di recupero, beh, non può che meritare tutta la nostra ammirazione. Anche in questo caso, "A Nest With A View 1990-1994" racchiude canzoni e gemme pop prese dalla discografia degli Sugargliders, sparse in origine in 7" oggi di difficilissma, se non impossibile, reperibilità.

20 brani, che non sai neanche nominare quale sia il più bello perchè ogni canzone vive, splende e consuma calore e sentimenti in egual misura. Io non riesco a smettere di sentire Sway, chitarra, armonica e voce, con quella coda così rumorosa e poi Will We Ever Learn? che sembra una cosa uscita dalla penna di primordiali Smiths, ma mi accorgo di citare queste due canzoni giusto perchè non voglio eleggere a mia preferita 90 Days of Moths and Rust che spinge letteralmente alle lacrime come solo l' East River Pipe più ispirato potrebbe fare.

Sono sicuro che ogni ascoltatore di questa raccolta avrà il suo pezzo del cuore e ritroverà in questi brani, tutti rimasterizzati, prima o poi quella cartolina tralasciata, ma che ancora era così vivida, per riscoprirla indispensabile, come l'ossigeno. Ma non lo è, anche se produce lo stesso effetto, è pop, vero e semplice. E' POP.

Tracklist:

01.  Ahprahran
02.  90 Days of Moths and Rust
03.  Seventeen
04.  Trumpet Play
05.  Reinventing Penicillin
06.  Letter from a Lifeboat
07.  Yr Jacket
08.  Fruitloopin'
09.  Unkind
10.  Give Me Some Confidence
11.  Police Me
12.  Aloha Street
13.  Will We Ever Learn?
14.  Beloved
15.  Corn Circles
16.  What We Had Hoped
17.  Everybody Supermarket
18.  Another Faux Pas
19.  Sway
20.  Top 40 Sculpture  

venerdì 12 ottobre 2012

Intervista con Ultrasound



Forse non mi rendo ancora conto che alle mie domande ha risposto Andrew "Tiny" Wood.

Mi ricordo ancora (e penso se lo ricorderanno bene anche i miei compagni d'appartamento Fabrizio e Vanoli) quando ad Alternative Nation partì per la prima volta Stay Young...fu delirio totale! Una canzone pazzesca, un vero e proprio inno pop. Conoscevo già il gruppo per un paio di singoli precedenti, ma quella canzone mi cambiò la vita! In piedi sulla sedia a cantare e a dare di matto!!

Poi il disco, i casini nel gruppo, lo scioglimento: insomma un percorso classico che abbiamo visto troppe, troppe volte. Ma stavolta le nostre preghiere sono state esaudite.
Gli Ultrasound sono tornati, con un disco magnifico che si intitola Play For Today e ce li mostra in una forma smagliante. Che Dio li benedica.
Qui sotto trovate la mia recensione per Troublezine del disco e sopratutto l'intervista, in inglese (a breve in italiano su Troublezine) con...ebbene si...Andrew Wood. Roba che mi manca il fiato se ci penso. Andrew ti adoro!!

A voi. E come sempre grazie Claudio!!

La recensione per Troublezine...



E così anche gli Ultrasound tornano insieme, 13 anni dopo quella rottura che aveva spezzato non pochi cuori, anche alla luce dell’esordio "Everything Picture", che sarà stato pretenzioso fin quanto vogliamo, ma racchiudeva delle perle di inestimabile valore pop rock. La formazione è praticamente quella originale, manca solo il tastierista Matt Jones che ha preferito il conto in banca cospicuo suonando con i Beady Eye, ma gli altri ci sono tutti grazie a Dio.

Che abbiano abbassato il tiro? Che i 13 anni di stop abbiano portato ruggine a meccanismi una volta perfetti? Welfare State smentisce tutto questo, anche perchè è proprio Ultrasound al 100% quello che stiamo sentendo: glam, psichedelia, indie rock deciso, uno stop centrale che ci porta nello spazio per poi ricondurci al travolgente ritornello. Poi in realtà dare coordinate alla musica del gruppo non è certo facile, vista la varietà di elementi e carne al fuoco.


E’ giusto dire però che rispetto all’esordio il minutaggio si è decisamente ridotto e tutto sembra essere più a fuoco. Se gli Ultrasound dovevano lavorare su qualcosa, beh, forse era proprio su questo. Meno ego deragliante e più concentrati su un risultato preciso: "Play For Today" centra il bersaglio! Se Welfare State apre, Sovereign chiude il disco con un crescendo toccante, roba che i Coldplay ucciderebbero per una canzone simile. In mezzo a questi due pezzi c’è di tutto: l’organo anni ‘70 alla Who di Beautiful Sadness che gioca a intrecciarsi con le chitarre, il post punk di Goodbye Baby, Amen, la grazia di Long Way Home e pure l’oscurità di Glitter Box.


Nessuna fatica a trovare melodie e ritornelli che non si staccheranno più dalla nostra testa (Twins e Deus Ex Natura), proprio perchè giocati sul filo di un epicità “misurata” verrebbe da dire, riallacciandomi al discorso precedente.
Tornati alla casa madre Fierce Panda, che tanti anni fa pubblicò il loro primo singolo gli Ultrasound non deludono, grazie anche all’ispirazione mai sopita dell’asse portante Wood/Green.
Che poi si divertano ancora, inserendo addirittura gli adesivi del gruppo all’interno del cd, beh, non è altro che un favoloso valore aggiunto!


L'intervista con Andrew "Tiny" Wood



Ricky - 13 years have passed...welcome back Ultrasound! Let's start from that, it seemed the reunion was impossible to realize until yesterday, what happened?

Andrew - Tim Smith from the Cardiacs, who were a big influence on us and informed the beginnings of Ultrasound, suffered a heart attack, and brain damage as a result. We were asked to reform to play a benefit gig to raise money for his recovery and we felt we couldn’t refuse. When we got together we quickly realised that we should continue, as what we have is something rather special. 

- Is there any regret in you about band end in 1999?


Perhaps we should have just taken some time out instead of splitting completely, but they were strange times for the band and perhaps we needed the time to realise this.

- Do you think the positive and negative experiences of the past will help you? Human partnerships, the relations with medias and press, promotion: do you think that all these things will be easier for you now? I think you probably see everything from a different perspective nowadays, am i right?

We are all completely different individuals so I can’t speak for the band as a whole here. During the course of life, good and bad decisions are made that affect the course you run on and no matter how much experience you gain, you enter into relationships with no real knowledge as to how they will work out. All you can do is hope for the best and trust your own instincts, and surround yourself with as much positive energy as you can.

- You also joined forces with Fierce Panda again, a label you had previously worked with. Do you see that as a "quadrature of the circle" or as a new beginning?

It’s more of a new beginning. Initially Fierce Panda offered us a one off single deal, because that was their policy, and we were happy to be involved with such a label. Now they have grown up and so have we, so I hope we can grow together.

- Everything Pictures is a great record, plenty of ideas, maybe too many. The spirit of that album is still alive in the new one, but you creativity is more focused and less dispersive. Do you agree?


The idea behind Everything Picture was to try and sandwich every ingredient into one album because we didn’t know if we’d get to make another one. Since getting back together we have concentrated our attentions on making individual slices of art and not tried too hard to get everything we want to say on one album alone, working in the hope that there may be more to come.

- Welfare State is a fabulous single indeed and is perfect as opening song. It's like a "visiting card", it announces the following album contents. Do you agree?

Yes that was the initial intention behind the song. It was meant as a state of play statement – like a rolling news item on the state of the band and the nation as a whole.

- Ultrasound trademark is clearly impressed on Twins and Deus Ex Natura. The only album you released has dropped seeds that make you unique and very recognizable! Do you feel "the magical" was re-created again, even after 13 years?

Yes, from the very first notes we played it was evident that we have something special that I don’t hear very often and I feel honoured to be a part of it. At the time perhaps we had lost sight of that or taken it for granted, but I think we’re all very much aware of that now.

Glitter Box is obscure and intense, it contrasts with the Nonsense "sunshine" pop or the delicate Long Way Home. How was that song born?

Most of our songs have a very simple initial idea, and most of them start with “ooh we haven’t done one of those yet” (which possibly explains our diversity!). This one was an attempt to write a song for Vanessa to sing, so obviously it had to be dark and smouldering, cinematic and emotional. Lyrically I was concerned with the current prevailing trend of the media and government to switch attention from the evil corruption that affects us all, to what they believe is our “real fear” of killers and paedophiles that seemingly lurk in all corners of our community ready to pounce at any time. In fact, most of the danger we have to fear comes from them in the form of local councils with their court appointed bailiffs – legal criminals. So I thought I would write a soundtrack to a stalk and slash movie featuring the local council as the prowling enemy.

- If we say Welfare State is a perfect beginning, we could also say Sovereign is a touching and struggling closure. It almost seems to me you were thinking of a sort of "film" and you had the opening and closing titles in your mind.

The very nature of an album is conceptual. Putting a bunch of songs together on one disc isn’t really enough. You have to be conscious of it being a journey of the mind, the songs themselves colouring the journey that the listener is being taken on. In that respect these songs are indeed the opening and closing titles of this journey. One would hope that after listening to it you feel that you have been taken somewhere, and that at the end you are changed for the experience you have had, and have learnt something from it.

Thanks a lot for your kindness. The final question for you is a little bit ironic and hopeful at the same time: shall we wait 13 more years for the third album?...

Well let’s hope you don’t have to wait so long for the next one. We have had discussions/rehearsals and have been writing towards the next one and, dare I say it, the one after that too, so it’s looking good so far.







Intervista con Sonya - Calm Of Zero (Ex Echobelly)



Sonya Aurora Madan and Glenn Johansson sono i Calm Of Zero.
Si avete ragione, sono proprio loro, l'asse portante degli Echobelly, un gruppo fondamentale a dir poco per il brit-pop.
Ora hanno un nuovo progetto, i Calm Of Zero appunto, per il momento basato su sonorità acustiche, che li vede ancora insieme artisticamente ed è atteso a breve (15 ottobre) l'ep Acoustic Sessions 2.
Sentire quella voce che tanto ci ha fatto sognare negli anni '90 beh, mette addosso la stessa emozione di un tempo, così come la chitarra educata e gentile di Glenn.
Potevamo lasciarci scappare una chiacchierata via mail con loro? Ovviamente no! E la splendida Sonya si dedica alle risposte....oh mamma mia che emozione....
Eccola qui l'intervista, in inglese, prima di dedicarmi alla traduzione che troverete prestissimo sul sito di Troublezine e Radio Popolare Verona.
Grazie ovviamente a Claudio Rizzi per il supporto fondamentale!
Buona lettura! Ricky


Ricky - Hi there, how are you? I guess Acoustic Sessions 2 release is making you glad and excited.


Sonya - WE ARE FINE THANKS, RICCARDO. YES WE ARE GLAD TO BE RELEASING ACOUSTIC SESSIONS 2. IT TOOK A LITTLE BIT LONGER THAN WE HAD ANTICIPATED BUT GLAD TO GET IT OUT THERE.

- It's good to notice that your artistic partnership is still working so good after so many years. I guess that Echobelly 20 years long experience teached you so many things about human and artistic relationships. You can benefit from what you learned in all you are doing.

IT IS ONLY WHEN SOMEONE REMINDS ME THAT IT HAS BEEN TWENTY YEARS THAT I THINK, WOW, REALLY THAT LONG!!  I DON'T SEE IT IN TERMS OF TIME BUT
KEEP LOOKING FORWARD TO THE NEXT TUNE THAT GLENN WILL WRITE, SO I CAN PUT LYRICS ON TO IT.

- Acoustic Sessions 2 looks like a "continuation" of the previous work. What will you do in the future: will you keep this kind of sound or will you change arrangements?

THE PLAN IS TO RUN THE ACOUSTIC SESSIONS PARALLEL TO HAVING A FULL BAND LINE UP.  BUT THAT TAKES BACKING AND COMMITMENT WHICH IS NOT THERE YET .

 - In my opinion the acoustic aspect gives prominence to two factors: the beautiful Sonya's voice(years pass by but she seems to stay the same) and your will to not make stock pop songs and instead to be out of the mould and open to new sounds. Do you agree?

THANKS FOR SAYING SUCH NICE THINGS ABOUT MY VOICE.  IT MAKES ME HAPPY. YES THE ACOUSTIC SESSIONS HAVE ALLOWED US TO EXPERIMENT FREELY WITHOUT THE PRESSURE OF HAVING TO TRY TO HAVE "HIT" POP SINGLES.

- Calm Of Zero can be intense, thoughtful and touching as much as Echobelly (in their earliest records) were immediate, melodic and explosive with their guitar pop. I think both sounds are two faces of the same medal, expecially if i look back to the Echobelly career final part, when your music was a little bit more introspective than before. What do you think about that?

WE HAVE ALWAYS HAD MANY DIMENSIONS TO OUR WRITING AND OUR INFLUENCES ARE DIVERSE, SO IT MUST SHOW THROUGH THE MUSIC.

- What kind of memories have you got of Britpop years(that you lived as protagonists)? If we leave aside some questionable journalistic aspects, the "movement" was in my opinion plenty of vitality and passion. Have you got regrets?

IT WAS ACTUALLY GREAT FUN BEING IN A BAND IN ENGLAND IN THOSE TIMES. LOTS OF THINGS GOING ON, ESPECIALLY IN LONDON.

- Some artists don't want to have anything to do with their past anymore, they think it is a closed book. On the contrary you seem to have a big respect for Echobelly songs. That makes me happy.

YES I HAVE A HEALTHY REGARD FOR WHAT WE HAVE DONE AND AN EAGERNESS TO DISCOVER WHAT WILL BE WRITTEN.

- It would be great to have the chance to see you live! Maybe in Italy where you have already been to as Echobelly!


ONE DAY….. THAT WOULD BE GREAT FOR US TOO!! ITALY IS SUCH A FANTASTIC PLACE!!

- Sonya, after so many years "can you imagine a world without you"?


HA HA!!  OF COURSE NOT!!

- Ok, please could you choose a Calm Of Zero track that could be played as final theme song for our chat?


IT WOULD BE BETTER IF YOU CHOOSE.

THANKS AND BYE!

SONYA X

giovedì 11 ottobre 2012

Disciplinatha, il box antologico



 Ok, qui siamo fuori dai territori del britpop, ma, insomma i Disciplinatha sono il mio grupp italiano preferito di sempre e Cristiano Santini è un carissimo amico, quindi questa notizia la pubblico con gioia immensa...

Black Fading Records annuncia, per l’autunno 2012, l’uscita di “Tesori della Patria” , box antologico dei Disciplinatha, una delle band più originali e complesse del panorama musicale italiano degli anni '80/'90.

Il Box raccolta consterà di 4 cd e un dvd

Eccolo nel dettaglio:


4 CD

I cd conterranno tutto il materiale ufficiale rilasciato dalla band restaurato, rimasterizzato e suddiviso in 3 Cd. (EP Abbiamo pazientato 40 anni ora basta, EP Nazioni, LP Il mondo nuovo, LP Primigenia)


Un Cd “bonus” FOIBA”, comprendente versioni “reloaded’’ 2012 di alcuni brani storici, inediti, versioni “demo” e rarità:


- Milizia (1988/2012 - remix)

- Crisi di valori (1990/2012 - remix)

- Nazioni (1991 - nuovo mix)

- Lo stato delle cose (1989/2012 - riedizione)

- Bandiera nera (2012 - inedito)

- Salokaospot (1989 - inedito)

- Nazioni ( 1990 - demo version)

- Crisi di valori (1990 - demo version)

- Born to work (demo version)

- Tu meriti il posto che occupi (1990 - rimasterizzato)


1 DVD

Un documentario storico di 68 minuti dal titolo “Questa non è una esercitazione”. Ideato e realizzato dall’autore Alessandro Cavazza e Disciplinatha.

Il Dvd contiene le testimonianze di personaggi eminenti della scena musicale e culturale italiana e straniera tra cui Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Jello Biafra, Manuel Agnelli, Paolo Barnard.

Attraverso la storia musicale di Disciplinatha si parla del popolo italiano sempre più fuori dalla storia, sommerso dalla cronaca, psicologicamente subordinato. Il documentario parla di disgregazione spirituale ed identitaria, dell’assenza di visione di un paese e di una civiltà. Parla di pensiero autonomo e del, mai risolto, rapporto con il pluralismo.


Il box antologico sarà celebrato da un solo e unico concerto a Bologna atteso per novembre.

Per chi non conoscesse i Disciplinatha, beh, un pò di note a ricordo...

Sul finire degli anni 80, l’Emilia Romagna era il fiore all’occhiello del PCI. Bologna era considerata una città modello di livello Europeo, la città più libera del Mondo. Poi arrivano loro, i Disciplinatha, sbattendo in faccia alle platee post punk i loro spettacoli fatti di fosche rappresentazioni del presente e del futuro. Disciplinatha proponeva un violento estremismo hardcore industrial con provocazioni futuriste rielaborando l’immaginario estetico del ventennio e fondendolo nel deformante linguaggio pubblicitario del collettivismo e del benessere anni 80, in un continuo ribaltamento degli immaginari, dei simboli riconosciuti e delle verità acquisite.

Il pubblico si spacca: c'è chi li odia, chi li ama e chi teme, o non comprende il cortocircuito culturale da loro innescato in quel lontano 1987. Disciplinatha sobilla e tocca i nodi irrisolti, nazionali e occidentali, tocca il nervo, scandaglia il cuore nero di noi tutti e ne trae le conseguenze: polizia antisommossa ai concerti,censure, isolamento mediatico, aggressioni sul palco, minacce da opposte frange estreme. Poi l’obbligata normalizzazione, il rientro nei ranghi tra gli ‘’indipendenti’’ un effimero successo. L’esplosione iniziale si spegne negli applausi, poi nel silenzio.

Ma oggi, a 25 anni da Abbiamo Pazientato 40 anni Ora Basta, Disciplinatha riprende la parola e lo fa ancora da Bologna, da uno dei principali laboratori del conformismo contemporaneo.

venerdì 5 ottobre 2012

Long Fin Killie "Valentino"





Altro disco degli eclettici Long Fin Killie e anche in questo caso ho trovato delle parole molto esaurienti, che possono sotituire le mie e sono ovviamente da sposare in pieno...(1996 Too Pure)

Chissà in quanti si ricordano ancora dei Long Fin Killie e di quel trittico di dischi curiosamente intitolati a icone prematuramente scomparse (l'illusionista Houdini, l'attore Rodolfo Valentino e l'aviatrice Amelia Earhart), tanto osannati dalla critica - il nostrano Blow Up incluse questo disco nella lista dei migliori del 1996 - quanto rapidamente dimenticati dopo la fine dei giochi, avvenuta nel 1998. Ed è un peccato, perchè questo Valentino, ad oltre dieci anni dall'uscita, regge ancora con vigore le stagioni passate.
Colin Greig (basso), David Turner (batteria), Philip Cameron (chitarra), e sopratutto Luke Sutherland (voce, chitarra, violino, sax e altra roba), sotto contratto con la Too Pure, proponevano un rock al tempo stesso potente e sofisticato, assolutamente non in linea con quanto andava per la maggiore in terra d'Albione in quegli anni.  Poliritmie costruite su frenetiche percussioni e armonici di chitarra (Pele) nervosissime schitarrate accompagnate da cantato al tempo stesso lirico e distorto (il singolo "Hands and Lips", oppure lo psicodramma messo in scena in "Girlfriend"), giri di batteria che si ripetono fino a raggiungere un effetto straniantissimo, quasi ambient ("Coward"); è d'obbligo citare il brano che intitola il disco: una chitarra in delay, la pulsazione del basso a fornire un minimo di ritmo, e la chiusura affidata al sax.
Davvero il tempo non ha reso giustizia a questo gruppo e specialmente al talento di Sutherland, che abbandonato del tutto il mondo della musica (a parte un anonimo progetto di musica elettronica e qualche comparsata come polistrumentista ai concerti dei Mogwai) e si è definitivamente affermato come scrittore ed autore teatrale.
Se un buon disco deve essere in grado di risvegliare ossessioni che si credevano sopite o (se necessario) crearne di nuove, questo Valentino corrisponde all'identikit: si insinua nelle pieghe del cuore, per non uscirne (forse?) mai più.
Perchè anche questo vogliamo dalla musica: che diventi come il bisturi che usiamo per guardarci dentro. (Boredom - http://www.debaser.it/)

1 Godiva        
2 Pele        
3 Kitten Heels        
4 A Thousand Wounded Astronauts        
5 Hands And Lips        
6 Valentino        
7 Coward        
8 Girlfriend        
9 Matador        
10 Cop        
11 Cupid




LONG FIN KILLIE

The Real People "Marshmellow Lane"



Direttamente da Liverpool ecco i Real People dei due fratelli Griffiths. Album datato 1992. Li avevate già trovati su questo blog con quello che forse è l'album della notorietà, si fa per dire, qui invece andiamo un pò più indietro, con quello che sarebbe dovuto essere il loro secondo disco, ma che non vide la luce.
Buon ascolto.


01. Same Mistakes
02. What You Want
03. Dream On
04. Car Outside
05. Sooner Or Later
06. Feel The Pain
07. Seen The Light
08. All Is Not Lost
09. I Don't Belong
10. Wasting Your Time Away
11. Somehow Fly
12. Remember The Time
13. Run And Hide
14. Someone
15. Believer
16. Space
17. Too Much Too Young



THE REAL PEOPLE