domenica 8 dicembre 2013

A volte ritorno...la mia classifica musicale del 2013...




Dio mio, è una vita che non passavo più dal mio blog. E pensare che una volta ero sempre qui a postare vecchi dischi targati brit-pop. Poi, vabbè, mi hanno letteralmente fatto passare la voglia e così tra Rockerilla e Troublezine mi sono proprio dimenticato del blog. E non è cosa buona e giusta.

Tra i buoni propositi del 2014 ci metto quello di tornare a scrivere un pò di più su questo spazio, anche solo per postare qualche intervista o mettere qualche mio commento delirante.

Nel frattempo mi trovo qui a fare l'ultimo post dell'anno con le mie classifiche dei migliori e dei peggiori dischi (leggasi porcherie disumane) del 2013: i migliori (e peggiori) dieci e poi sono tutti undicesimi, diciamo così. Aloha.

Dischi IN...

- The Proctors "Everlasting Light"
- The 1975 "The 1975
- Savoir Adore "Our Nature"
- Money "The Shadow Of Heaven"
- Chvrches "The Bones Of What You Believe"
- Pure Bathing Culture "Moon Tides"
- Fidlar "Fidlar"
- Lights & Motion "Reanimation/Save Your Heart"
- Sulk "Graceless"
- Hem "Departure & Farewell"

Veronica Falls "Waiting for Something to Happen", Rookie of the Year "Canova Presents: The Goodnight Moon Part II", Daughter "If You Leave", Radio Days "Get Some Action", Il Fratello "Il Fratello", Goldfrapp "Tales Of Us", Ski Lodge "Big Heart", Campetty "La raccolta dei singoli", The World Is A Beautiful Place & I Am No Longer Afraid To Die "Whenever, If Ever", Glasvegas "Later...When The TV Turns To Static", Virginiana Miller "Venga il regno", Whie Lies "Big Tv", MBV "MBV", Younghusband "Dromes", Joanna Gruesome "Weird Sister", The Spook School "Dress Up", Kids In Glass Houses "Peace", Dowsing "I Don't Even Care Anymore", Beach Day "Trip Trap Attack", Fall Out Boy "Save Rock n Roll", A Pale Horse Named Death "Lay My Soul to Waste", Carcass "Surgical Steel", Savages "Silence Yourself".

Dischi OUT...

- Daft Punk "Random Access Memories" (probabilmente una delle più grandi porcherie che abbia mai ascoltato in tutta la mia vita)
- Strokes "Comedown Machine"
- Editors "The Weight of Your Love"
- Beady Eye "Be"
- Atoms For Peace "Amok"
- Tribes "Wish To Scream"
- 30 Seconds to Mars "Love, Lust, Faith and Dreams"
- Bastille "Bad Blood"
- Chapel Club "Good Together"
- Arcade Fire "Reflektor"

Phoenix "Bankrupt", Queens Of The Stone Age "...Like Clockwork", Turin Brakes "We Were Here", The Knife "Shaking The Abitual", I Cani "Glamour",  Depeche Mode "Delta Machine", MGMT "MGMT", Factory Floor "Factory Floor", Franz Ferdinand "Right Thoughts, Right Words, Right Action", Vampire Weekend "Modern Vampires Of The City", Stereophonics "Graffiti On The Train", Placebo "Loud Like Love", L'Officina Della Camomilla "Senontipiacefalostesso Uno".

...e questo è quanto. Aloha. Ricky



giovedì 25 luglio 2013

Life In Film: interview...

C'è un disco che sto aspettando con particolare trepidazione. E' quello degli inglesi Life In Film, che dopo ottimi singoli ed ep sarebbero pronti per deliziarci con il loro esordio. Eppure il tempo passa, l'album ancora non esce e l'attesa si fa snervante. Il sound del gruppo è un favoloso guitar-pop ricco di melodie e freschezza. Immediato e contagioso, direi che ci sarebbe stato benissimo anche nel periodo d'oro del Brit-Pop, non a caso il disco è proprio prodotto da uno che nel brit-pop ci ha decisamente messo la mano, ovvero Stephen Street, leggi alla voce Blur!
Insomma, per saperne un pò di più abbiamo contattato il gruppo su Facebook e organizzato questa piacevole chiacchierata con Dominic Sennétt, voce e basso del gruppo. Se ancora non li conoscevate, beh, questa può essere l'occasione buona...


- Hey guys how are you? Where are you answering me from? Hello mate, were all well thank you, how are you? Im answering you from East London, England.

- How did Life in Film get started?
We all met whilst studying at University, we all come from different parts of England so it was a pure chance meeting, some might say fate!

- How would you describe your sound? I like to define your music as "True British Indie Guitar-Pop Music". Am I wrong?
That is proberly one of the best descriptions of our music that we have ever heard, most people would just say 'indie' we love the pop side to our music.

- How was recording with Stephen Street? He really has tied his name to some of the masterpieces of pop!!
working with Stephen was a pleasure, he is such an expert and has brilliant musical ideas, he is also great to talk to, I loved listening to his stories on the Blur days! we are really happy with how the album sounds.

- Great rhythm and tension in Until It's Over, but also melancholy in Carla or Lose Control. 2 sides of the same coin. What do you think? we have lots of different moods in our music, something for everyone, we are really glad you like it.

- What should we expect from the album? But if it is ready, why we are waiting so long?
the album has loads to offer, many different moods and tastes. what people have come to love and alot more. we can only apologise for how long the album is taken, this is due to no fault of our own. hopefully it wont take too much longer.

- Are you writing new songs? The new songs will still have this wonderful "pop scent"? we have alot of new songs, writing all the time. all with our distinct flavor.

- Would be great to see the Life In Film in Italy! Have you ever been in Italy, as a tourist perhaps?
we have played in Milan once, it was lovely there and everyone was so nice to us. we would love to come back to Italy soon, hopefully release our record there. there is even some Italian in the band!

- Thank you again for your kindness. Which song of the Life in Film can be the soundtrack for this interview in your opinion? And why?
please use Until It's Over, It's packed with energy and a good track for someone listening for the first time.

giovedì 2 maggio 2013

Su Rockerilla di maggio la mia intervista con Piotr...

Ho sempre pensato che ci sarebbe voluto un post adeguato per chiudere questo blog. 
E' già da un pò che non scrivo quasi nulla, ma tra Troublezine e Rockerilla il tempo è poco e purtroppo dopo aver dovuto togliere tutta la musica dal blog, beh, la passione mi è venuta un pò meno lo ammetto.
Per un pò ho usato il blog anche come vetrina per certe mie recensioni o interviste, cosa che magari farò ancora, ci mancherebbe altro, ma non mi va neanche più di farmi chissà quale pubblicità. In fin dei conti se mi cercate mi trovate tranquillamente su Troublezine nel web o in edicola su Rockerilla, senza che io lo rimarchi qui.

Ma stavolta ci tenevo. Veramente. Perchè è un cerchio che si chiude, perchè è veramente un post che potrebbe mettere degnamente la parola fine a questo blog e magari davvero siamo arrivati all'ultimo post, ma credo che mai chiusura sia più degna e per me con un valore affettivo e musicale altissimo...
1993: grazie a Rockerilla, di cui ero appassionato lettore, scoprivo Against Perfection degli Adorable, l'album più importante della mia vita.
2013: vent'anni dopo, su Rockerilla, viene pubblicata la mia intervista con Pete Fijalkowski (voce e chitarra del gruppo, che nel frattempo ho anche conosciuto di persona, organizzando un suo concerto a Verona) che ricorda e celebra i 20 anni di quel capolavoro. 

Difficile, forse impossibile, esprimere la mia gioia. In 20 anni sono passato da lettore a scrittore per un giornale che mi ha accompagnato nella mia formazione musicale. Eppure intatta è rimasta la passione, a tal punto che sono qui che ancora mi rileggo l'intervista come se non l'avessi scritta io, emozionato e felice di leggere le parole di un cantante che ha segnato la colonna sonora della mia vita ma che mi fa sentire come se lo stessi appena scoprendo. Quasi come se avessi ancora 18 anni.....

.......a volte veramente i sogni diventano realtà...
 

Foto: 1993: grazie a Rockerilla, di cui ero appassionato lettore, scoprivo Against Perfection degli Adorable, l'album più importante della mia vita. 
2013: vent'anni dopo, su Rockerilla, viene pubblicata la mia intervista con Pete Fij, che ricorda e celebra i 20 anni di quel capolavoro. 
Difficile, forse impossibile, esprimere la mia gioia. A volte veramente i sogni diventano realtà...

sabato 23 marzo 2013

La magia del pop...

Stasera si chiuderà il mio trittico pop. Giovedì ero al Mattatoio di Carpi a vedere gli Holiday Crowd, ieri a Padova, alla Mela di Newton per i Northern Portrait acustici e stasera sarò a Milano per rivedere entrambi i gruppi che suoneranno insieme in una serata che credo toccherà vette emozionali altissime.


Mi sarebbe piaciuto fare una recensione vera e propria, citando pezzi e cose varie. Ma non lo farò. Userò solo la parola magia, la magia del pop. Perchè credo di aver toccato con mano, ancora una volta (visti gli infiniti concerti che ho visto nella mia vita), la sensazione di benessere, di calore, di empatia totale che solo certa musica pop ti può dare.
Gli Holiday Crowd mi hanno emozionato, precisi , oscuri e romantici, devoti allo Smiths sound, totalmente fuori dal tempo e così magnetici. Ipnotici veramente. Dare a Imran la mia copia di Rockerilla con la loro intervista mi ha riempito di orgoglio. Sapere che mi aspettavano, che avevano parlato di me, mi ha reso felice. Come solo la musica e le cose di musica sanno fare. La famiglia, mio figlio, la mia compagna, sono emozioni totalizzanti, certo, ma comunque diverse. Non so, la musica è qualcosa di primordiale per me e ancora non smette di riempirmi i polmoni e il cuore. E poi un gran bel concerto veramente. L'abbraccio ai ragazzi che mi accompagna sulla strada del ritorno.


Poi ecco i Northern Portrait, in veste acustica. La Mela di Newton è un posto piccolo ma decisamente accogliente. I NP lo riempiono letteralmente con la loro musica: ogni angolo, ogni centimetro è pervaso da qualcosa di magico. I pezzi già di per sè magnifici del gruppo diventano, in questa veste, commoventi a tratti, semplici e radiosi. Un cuore musicale vero, sincero, forte, emozionate che non ha mai smesso di battere per 1 ora di live. Avevo le lacrime agli occhi. Ero veramente emozionato a parlare con Stefan, a ricordargli la nostra intervista, guadavo lui e lo sentivo ringraziarmi tantissimo e io che pensavo, ma Dio, dovrei essere io a dire grazie, grazie per tuto questo, grazie per farmi provare questo.

Stamattina mi sono svegliato felice. Stasera mi aspetta una chiusura di tre giorni fantastici, come sono belli i giorni in cui aspetti qualcosa che ti preme tantissimo e poi, nel viverla finalmente, tutta l'attesa trova un magnifico compimento.

Amo la mia vita immersa nella musica. La amo.

Il ritorno degli House Of Love


E' bello tornare a casa, dopo una giornata di lavoro o di fatti nostri, e sentire le voci di qualcuno di famigliare, risentire quella sensazione di benessere che ti danno le cose e le persone conosciute. Avevo già usato in una vecchia recensione questa metafora "famigliare", ma credo sia veramente indicativa di quello che la musica può trasmettere, o meglio, di quello che certi gruppi sanno dare. Perchè ovviamente non con tutti si realizza questa magia.

Ecco al primo assaggio di questo nuovo disco degli House Of Love lo spirito che mi ha pervaso è stato quello di tornare fra amici, quelli veri, quelli di cui hai la foto sul comodino o un album fotografico dedicato solo a loro: la chitarra elegante, incisiva e ariosa di Terry Bickers e quella voce, così calda e profonda, che da sempre ha contraddistinto la carriera di Guy Chadwich. Elementi che ti fanno stare bene, al sicuro.

Gli House Of Love sono tornati e questa volta, lo posso affermare senza timori di smentite, con più determinazione rispetto al disco del 2005, quel "Days Run Away" che aveva sancito una riappacificazione, ma non mi pareva particolarmente ispirato, forse perchè troppo all'insegna del "vogliamoci bene dopo tutti questi anni e andiamo con i piedi di piombo".
Qui invece le cose sono state fatte bene, con maggiore cognizione di causa, con Pat Collier che i due fenomeni li conosce decisamente bene, e sopratutto con una bella e grande voglia di suonare. Si, questo ci sento in quest'album: un desiderio di aprire lo scrigno del guitar pop, fatto di arpeggi, di ballate gentili, di chitarre acustiche che indicano e tracciano la melodia, di profumi country, di brani più tirati e sostenuti alternati ad altri più eterei. E se torna questo spirito positivo arriveranno anche le belle canzoni. Non c'è il colpo ad effetto, non c'è una volontà di stupire, non c'è una Christine o una Destroy The Heart, ma è la compattezza che vince, lo stile sobrio di Bickers che sa sporcarsi ancora di rumore (PKR, vecchio brano ripreso qui in una nuova veste) o di grinta rock (Never Again o il singolo A Baby Got Back On Its Feet) ma anche di toccante epicità e radiofonia (Holy River).

Ti ritrovi ad ascoltare magie senza tempo come la title track, ballata educata, semplice in apparenza eppure tremendamente efficace. Ci si potrebbe anche fermare a pensare a che cosa renda bello questo disco: la risposta l'ho accennata sopra. E' l'alchimia ritrovata, è l'unità d'intenti tra questi due artisti che emerge, è la voglia di realizzare ancora bene quello che sanno fare. Poi certo, niente che faccia gridare al miracolo, ma tutto così sincero e vero che non si può che apprezzare. Perchè di questo ne sono certo, gente come Terry e Guy non ha mai mentito in carriera, avranno fatto scelte assurde, rischiose o mosse da un ego decisamente grande, ma la presa in giro all'ascoltatore non è mai appartenuta a loro, mai!

Profumi di passato in Low Black Clouds, così come in Trouble in My Mind, solo chitarre e voci, che commuove da tanto nuda e disarmante ce la ritroviamo davanti.
Mi ricordo quando ascoltai per la prima volta gli House Of Love una vita fa. Mi sentivo in paradiso, stordito e senza fiato. Ora forse la capacità di far volare è scemata, ma ancora sanno spingere il mio sguardo verso l'alto, con la stessa luce negli occhi, riaccesa dopo le prime note...

venerdì 15 marzo 2013

Il ritorno dei Suede


Iniziamo subito col dire che "Bloodsports" è un disco dignitoso. Se avessi scritto questa recensione dopo i primissimi ascolti probabilmente avrei usato altri toni, magari quelli più o meno trionfanti che si leggono in giro, invece ho aspettato e ho accumulato gli ascolti e devo dire che, seppure in poco tempo, l'entusiasmo iniziale è andato un pò scemando. 
E' bello comunque vederli ancora insieme, con una volontà di cancellare prove opache e rimettersi in gioco, con la carta del pop/glam rock buttata sul tavolo in modo sincero e un produttore fidato come Ed Buller a guidarli, questo si, è da apprezzare. E' anche curioso che i Suede tornino in pista proprio quando lo fa anche un modello fondamentale per il gruppo (anche in questo disco!), ovvero David Bowie, neanche lo avessero fatto apposta!
Facile farsi abbagliare dalla forma, piacevole niente da dire, della chitarra di Oakes e dagli acuti di Brett comunque ispirato, ma ahimè, oltre alla forme ci vorrebbe anche una buona sostanza, sopratutto se gli anni di assenza sono tanti e lo scopo e quello di dare seguito a proclami importanti sulla bontà del proprio lavoro. 
Ecco, in realtà la sostanza non è così corposa come l'involucro pareva dirci. Non mi pare che ci siano dei singoli così memorabili, delle canzoni pronte ad entrare nella storia del gruppo a livelli di perle storiche del passato. Certo tutto, in apparenza, rimanda a profumi e magie che ci fecero innamorare del gruppo, ma siamo al livello di oneste canzoni, non certo capolavori o ottimi brani.
Oakes ripassa bene la lezione di Butler e si applica per quanto può, ci mancherebbe altro, ma non riesce mai a toccare l'ispirato pop che lo aveva illuminato in "Coming Up" (ci si avvicina in alcuni frangenti) ne, e questo era già ben più difficile, a pescare nel torbido e nel melodrammatico (ci si prova nella parte finale del disco) con la stessa capacità di Bernard.
I pezzi sostenuti, mi ripeto, funzionano con quell'aria di già sentito che ci colpisce subito e ben ci dispone all'ascolto, ci mancherebbe altro, ma ecco, mi sembra che poi con il passare degli ascolti il tutto si ridimensioni un pò. Paradossalmente le cose migliori sono quando si esce dal modello New Generation/Trash, per avventurarsi su territori più che altro Killers come in Barriers o Sabotage che non sfigurarebbe nell'immaginario sonoro degli Editors, così come piace anche la semplicità e la dolcezza di un pezzo come For The Stranger .
Attenzione, pochi intoppi, e tutto fila via comunque liscio, ma anche senza particolari sussulti, tranne forse nella malinconia decadente e glam di Sometimes I Feel I'll Float Away, pezzo forte dell'intero album (anche se quelle schitarratone nella parte centrale, mah...). Nel finale, dopo i toni crepuscolari di What Are You Not Telling Me si vorrebbe piazzare il colpo di una nuova Asphalt World ma Always non riesce nell'intento, pur con buone intenzioni.
I Suede sono tornati ed è doveroso sottolineare come non abbiano fatto un dischetto senza pretese, fatto solo per giustificare un nuovo tour o per riesumare un nome paga bollette, ma mi sembra che non si possa andare oltre a un, comunque discreto, 6,5.

giovedì 7 marzo 2013

20 anni.....auguri al mio disco preferito!

Nel marzo 1993 usciva "Against Perfection", il capolavoro assoluto degli Adorable, album fondamentale per tutti gli amanti del guitar pop britannico e, naturalmente, mio disco preferito di tutti i tempi.
 
Grazie Pete, grazie Kevin, grazie Robert, grazie Wil per aver creato la colonna sonora della mia vita....







lunedì 4 marzo 2013

Intervista con i Sulk

Ascoltare in anteprima il disco dei Sulk ("Graceless" uscirà i primi giorni d'aprile) mi ha riportato indietro nel tempo, per l'esattezza in un periodo che va dal 1988 al 1993.
Se seguite il pop inglese sapete bene di che gruppi e di che suoni stiamo parlando: bene, tutto questo lo ritroverete magnificamente nel disco dei Sulk.
Ad aprile sarano anche impegnati in un tour italiano che diventa assolutamente imperdibile!
Ecco la mia chiacchierata via mail con il chitarrista Thomas...

-       Hi guys, how are you? It took you a long time, but finally here is your debut album. You were certainly not in a rush, in fact I think that through all these years you were able to strengthen your repertoire and to pick up the “chosen ones” among many tracks, I guess.
Hey Ricky! Yea, it’s taken a while (sorry, guys!) but we wanted to make sure you will hear the best possible sounding debut album by SULK. We could have released it sooner, but it would have had been a compromise, and we didn’t want that.

-       I’ve often read the word “britpop” associated with your music, but I think that who you look up to the most are all bands that preceded the real britpop, am I wrong on that?
It wouldn’t be right to link us to only one style of music. Sure, we do like many of the bands filed under the term Britpop, but we listen to a lot of different stuff that influence and inspire us.

-       There is truthfulness, total respect and great knowledge of the history of English pop inside your music. Nonetheless, it would bother me to hear that you are talked about as a simple “revival phenomenon” and nothing more. I think that the songs in the record are so beautiful and inspired that it just can’t be said: “They copy from the past”.
Naturally, there is a connection between our music and the stuff we listen to. We would feel pretty uncomfortable if we had to write and play music we’re not attached to. We always try to make songs “our own”, but they are all created in a context.

-       It would be too easy to only quote Stone Roses to describe you, a song like Back in bloom, for example, shows your love towards Ride’s shoegaze, too!
Ride and Stone Roses are only two of many bands that influence our sound and music. Would you be surprised if I said that the solo in Back In Bloom was inspired by the instrumental bit in Ordinary World by Duran Duran? 

-       Straight melodies, a lot of groove, an impending bass, sonic and psychedelic guitars, your record lives and breathes with this sound, but also with such intense songs like the amazing The Big Blue. I love that track, how was it born?
The Big Blue was one of the last written tracks for the album. I was listening a lot to Suede at the time of writing the music for it, so it probably has some subliminal references to their more balladic numbers.

-       Until not so long ago the Uk came up with a big retrieval of the Joy Division’s sounds. Now that Stone Roses are back, too (together with the Happy Mondays, who are still on tour), do you think there could be a significant return to the "Madchester/Baggy" Sound?
I personally find these type of trends irrelevant. I think it’s more important when new bands follow their heart and do great music regardless of a current zeitgeist.

-       It being understood that you love the music from the end of the 80’s and the beginning of the 90’s, is there anyone among the bands of today that you particularly appreciate?
I love Cut Off Your Hands latest album “Hollow”.

-        What shall we expect from your live performances? I guess there will be a lot of dancing, singing and moving!
Yea, and everyone is welcome to join in!  

-       Thank you again for your kindness. Which one of your songs in the record would you pick up as the closing soundtrack for this interview?
The Big Blue, just for you, Ricky! ;) Grazie & Ciao! X 

domenica 3 febbraio 2013

MBV.

Poche parole.


E' uscito (finalmente) il nuovo album dei My Bloody Valentine.

Il tributo va pagato qui

Tracklist:
1. she found now
2. only tomorrow
3. who sees you
4. is this and yes
5. if i am
6. new you
7. in another way
8. nothing is
9. wonder 2

giovedì 31 gennaio 2013

Tour italiani per Northern Portrait e Holiday Crowd!!

Viene quasi da piangere a vedere tutto questo splendore pop.


A marzo, due delle formazioni "smithsiane" più quotate in ambito internazionale arriveranno in italia, incrociando anche i loro tour in una data milanese che si preannuncia ad altissimo tasso emotivo.

Stiamo parlando di Northern Portrait e The Holiday Crowd. Entrambi i tour sono presentati da Frigopop, Il cielo Sotto Milano, Indie For Bunnies e Unplugged in Monti.



Ecco le date nello specifico:

Northern Portrait: qui tutte le date

Tour italiano Marzo 2013:
21 - Roma @ UIM - Blackmarket
22 - Padova @ La Mela Di Newton
23 - Milano @ Ohibò


The Holiday Crowd: qui tutte le date

Tour italiano Marzo 2013:
20 - Roma @ UIM Blackmarket
21 - Carpi @ Mattatoio CultureClub
22 - Vittorio Veneto - Treviso @ Spazio MAAV
23 - Milano @ Associazione Culturale Ohibò


Io di sicuro vado con la doppietta per entrambi. Data milanese probabilmente data del secolo in ambito pop. 

domenica 27 gennaio 2013

Intervista con Northern Portrait

Adoro il nuovo 10" dei Northern Portrait: 4 canzoni che ancora una volta mettono in luce l'ispirazione e la raffinatezza guitar pop dei nostri eroi.
Ecco quindi la mia chiacchierata con Stefan, che dei NP è voce e chitarra.
E. ovviamente, speriamo di vederli prestissimo in Italia!

(Grazie a Jimmy della Matinee per la fondamentale collaborazione!)


- Hi guys, how are you? Where are you now?
Hi Riccardo, at the moment we are in slightly snow covered Copenhagen. We are all fine, and are delighted to finally have some new music out. Oh, and then we are sort of preparing for our upcoming gigs in Spain and Italy. Very exciting for us, and I'm sure the weather's gonna be better there too, so we're really looking forward to coming and to presenting the new songs live.

- Your debut album dates back to 2010, I must say I missed you a lot! I guess during these years you played a lot, wrote the new tracks and maybe also relaxed a bit…
Yes, time certainly flies, and you're quite right; we have spent the last couple of years relaxing, working, playing here and there, dreaming and traveling. We all have jobs and private obsessions and hobbies to occupy our days, but we quite often hang out in bars or other places together and talk about music and this and that.

- The new EP talks about Greetings from Paris, journeys,encounters….is there a concept linking the different songs?
I don't think it should be considered a concept EP as such. Since I write the lyrics, I guess what comes out is what's on my mind around the time  we record the songs. It's normally quite random themes I write about, but for this particular EP, for some reason all songs have a bit of an escapist idea in the lyrics. But from very different points of view. My normal work method (if there ever was one) is that I always carry a notebook and a fountain pen, and then just write down whatever I see or hear or come to think of. But I guess that's what everyone does, so nothing special there. I seem to get the best ideas whilst cycling, and always stop to take notes, which sometimes makes my trip to work take forever. Some lines are quite straightforward, and some are quite abstract - not too long ago, I found that I'd written 'God takes no hostages' on a page, and I have no idea where that came from. I think I wrote it one (very) late night, and think it's kind of strange. Oh well..

- At a first listening the new Ep does not show big changes in your songwriting and musical style but the more you listen to it and the more changes you notice. Your guitar pop is simply overwhelming especially in songs like Happy Nice Day and in the dreamlike I Feel Even Better.
Thank you very much! I'm glad you enjoy it. I personally feel it sounds quite different from the other releases we have done, both in terms of songwriting and recording. As for recording it might be a bit technical, but one detail is that compared to our earlier stuff these new songs are generally recorded in a much simpler way, with less tracks, but then with more attention to each track. We still don't prepare much before hitting the record button, so that's the same as always. As for the songwriting one major difference is that the new songs are a little bit more focussed on a more traditional hook or chorus line - something we previously tried to avoid, but which we thought made good sense when writing the new songs. Obviously I cannot change my voice, and because of that our songs will always sound pretty much the same for better or worse.

- Your sound has been described in many ways but the right word to me is “familiar” because it evokes feelings, colors and sensations we experienced in the past and that make us feel good. We would never get tired of this kind of feelings. Do you agree with my description?
As Einstein once said: 'I agree.' We don't aim to produce avant-garde records or write brainteasingly odd songs. Basically our musical raison d'être is to write pop melodies and hopefully set some meaningful lyrics to them, and then record them in as nice a way as we possibly can, without falling into the traps that much of the current mainstream pop music have: An extreme use of passionless clichés. It seems utterly cynical, almost calculated. But then I also have to mention that many of my personal favourite groups of the Nineties ended up releasing what seems like uninspired mock art-pop/rock which doesn't sound any less calculated. What we want to do is something less sterile but still un-mistakingly pop.



- Greetings from Paris is my favourite song of the EP, a wonderful melody! I think it’s one of your best songs ever!
Oh, thanks! That's quite a simply song that I seem to remember was inspired by a Teenage Fanclub song. The connection was probably lost sometime during recording. The lyrics are sort of based on the typical situation where people go abroad to live in some exotic place for a while, but end up in a dull routine, and still try to fake it when they write or talk to people at home.

- Is this Ep a teaser for a new full length album coming out later this year?
It isn't really meant as such. We are planning a compilation CD with the songs from our two first sold out EPs and all the non-'Criminal Art Lovers' songs including this new EP. One quite exciting thing as far as I'm concerned is that we have completely remixed the tracks from the first two EPs to bring them up to the production standards of the new songs. When 'The Fallen Aristocracy' and 'Napoleon Sweetheart' EPs were produced we only had access to some very poor equipment, but we have now brought the songs to life anew. I feel they now sound the way they were supposed to sound, though still maintaining the original feel of the recordings. It's more of a revitalization than a remix. I'm really looking forward to this myself. It's gonna be a fifteen track CD, so I think there's value for money too, even though most of the songs have been available before on various formats. - But! We are indeed working on some brand new tracks too..

- You played in Rome in 2011, I think and hope that you have good memories about that gig. Will you come back to Italy during the Ep promotional tour?
We have extremely fond memories of that trip, even though we could only go as a trio. Rome is eternally beautiful and everything was so perfectly organized. (I don't know if it has already been published but) Yes, we are indeed coming back to Italy this Spring. This time a few more places and as a full line-up. We are very excited!

- I speak quite often with Jimmy from Matinée, I can tell you he was thrilled and happy like a child about your new record!
And believe me, so are we! I think Jimmy has done a superb job designing it and turning our little songs into this magnificent item of joy. We are ourselves quite happy with the recordings, but with this artwork and presentation as a whole, our happiness has been extended way beyond anything else.

- Thank you again guys, which song from the Ep would you choose to end our chat?
Thank you, it was a great pleasure! I guess we'd like to wish everybody a happy nice day with... Happy nice Day!
Cheers!
Stefan

Intervista con Jamie McDermott (The Irrepressibles)


E' veramente un disco bellissimo questo Nude, nuovo albim dei The Irrepressibles, guidati dal talento compositivo di Jamie McDermott: intento, toccante, commovente e terribilmente sincero.
Ecco la mia chiacchierata via mail con lui:


  - Hey Jamie, how's your day? I guess you have been busy recently with the disc promotion and the singing workshop. Am I wrong? I'm a bit curious about your workshop, how do you intend to manage it?

My day has just begun. There is snow outside. We finally have a winter. I love the light it creates. Yes I've been very busy travelling in Europe doing promotion for Nude. Yes singing is my passion and helping someone find their unique singing voice is incredibly rewarding. To sing is to be free.

    - After the positive reviews about the first record how did you approach to the work related to this great second one? In my opinion the second one, beside some great strings arrangements in several traces, focuses on simplicity. Despite the first record launch which was more theatrical and complex, with the second record seems you are looking for some minimalism, am I wrong?

With Nude initially I started using loop pedals to layer up polyphonic string arrangements and expand string arrangements around the intimacy of the voice and the stories I need to tell. For me the strings on the record represent the emotional landscape. The electronics I use in the album are about time and memory. For instance some tracks are set in the 80's, when I was growing up and feeling those feelings, so the sound world takes on this place and time. I also wanted to make an album that referenced other specifically gay artists like Frankie Goes to Hollywood, Erasure, Bronski Beat, KD Lang, so there is stylistic influence from them in the record.

    - The cover of your disc (captured from the video of Arrow) is representative of the whole record: two men, nude, they seem involved in a fight but at the same time they seem embracing each other, they seem contrasting and looking for each other. Looks like an inviting image for what we are going to listen in the disc.

Thank you. I feel you have encompassed the meaning of the cover very well. 



    - In your music and in your lyrics you are always authentic and you expose yourself without the need of filters. Don't you think that this transparency can surprise who listen to your records, discouraging them?

That is up to them of course. I feel that as an artist I must be honest. I think this comes from my working class upbringing in the north of England.

    - Showing the obscurity, beauty, sufferences, intensity of being homosexual, I think that you perfectly succeede in transmitting these feelings in your album. I have the impression that the record can be formative for both heterosexuals, to overstep certain stereotypes and homosexuals, to not let the emotions overwhelm. What's in your opinion?

I hope I can be part of that.  Compassion and greater understand amongst people is a very beautiful thing. Difference is incredibly important to music and art. We should express and embrace difference.

    - The ending of New World left me speechless: after a such obscure song the image coming up in my mind is a sunrise clearing up the sky with its warm beams.

That is wonderful, as that is the image I wanted to give sonically. The track starts in an emotional waste land in which a doo-wop quartet of male voices are coming across the landscape with the sounds of war. The voices represent the voices of gay men that have decided to take their own lives. They are their in support of a singular voice that is telling his friend to accept himself and come out and be free "Show me your reasons to fight, the new world tonight, and I will be here by your side, so true, because I can't see truth from my eyes they blinded me with rules from when I was a child, because all the vain ones decide, the ways in which we live our lives". At the end of the track the arrangement becomes a sunrise with the lyric "Love is freedom" expressing the transformation.

    - I appreciate when in your music you add some electronic elements, a bit of dance music,like in Tears and Ship. How did these arrangements came up in your mind?

For me it is always about what the song needs to express it's meaning. With Tears it was about setting the deep isolation against the surreal outer world. But also express the outer personally often having to be adopted by Gay men - to perform in order to be accepted versus the inner isolation in a social scenario. With Ship it is the romantic song of longing with 1950's style orchestrations set in the Disco. The dream of the one you love while your trying to get over it and dance in the club.


    - We can say your record is full of styles, arrangements, colours...etc that sometimes seem incompatible, as well as strong portraits of the current generation which face changes everyday (even tho, unlike your music, several changes never take place for real, they remain only words instead or they are fake and weak).

 Thank you. I only make music instinctively and try and make the tracks sing with their meaning.

    - Is music industry ready for such a strong approach to thematics like homosexuality? Or for this industry is better to avoid (in a sad conservative manner) homosexuality? What's your point of about this?

There are kids killing themselves after being bullied for being homosexual. In one 3rd of the world people are killed or imprisoned for being gay. Young gay people need to see strength. Gay people cannot except oppression.  There is a revolution going on right now and pop music is part of it.

    - Your shows are often pictured as rich of a visual impact, are you going to keep this style in your next tour?

The show consists of two drummers at the back of the stage fighting with choreography and rhythm - they echo and mirror. Central is the female keyboard player Sarah Kershaw on Keytar, analogue synths and tubular bells she forms a triangle with the two string players on ground level including viola voicing also violin and cellist Chloe Treacher playing cello with octave pedal to voice contra bass with loop pedal. She layers up my string arrangements with loop pedals to realise the record live. I play grand piano, acoustic and telecaster with spring reverb. They all stand amongst a landscape of fluorescent lights within a staggard projection installation onto which is projected the videos about time, memory, sexuality and the nude including the videos from Arrow and New World plus other films.

- Thank you again for your kindness. Which song from the last album would you associate to this interview?

Two Men in Love.

sabato 12 gennaio 2013

Lights & Motion...la recensione di "Reanimation"


Ci sono dei dischi di fronte ai quali la sensazione immediata è lo stupore. Si rimane a bocca aperta, chiedendoci se quello che stiamo ascoltando è vero o siamo fuori dalla realtà. Come nella vita comunque: alcune cose ci interessano, altre ci passano accanto e non le consideriamo, altre ancora catturano totalmente la nostra attenzione e non riusciamo a pensare ad altro.
Beh, vi assicuro che il disco di Lights & Motion rientra proprio in quest'ultima categoria.
Chris ci apre le porte del suo mondo, o forse siamo noi ad aprire le porte dei nostri sogni affinchè qualcuno possa musicare quel momento in cui di solito siamo completamente liberi e senza freni. Si, perchè questo disco è veramente una colonna sonora, è un viaggio totalizzante e coinvolgente che inebria mente e cuore e ci fa sorridere, tremare, piangere, gioire, amare...ci fa emozionare. Forse è questa la parola giusta: emozione.

Perchè non riesco a non restare insensibile di fronte a simili suoni, non riesco a non accostarli a un mio vissuto: ti entrano dentro ed è come se da sempre avessi aspettato un momento simile per sentirmi meglio o per mettere quell'ultimo tassello che mancava a uno stato d'animo.
Chris ci sta portando un dono che non possiamo e non dobbiamo rifiutare. Perchè, sono dischi magnifici come questo che ci fanno capire che la musica non è solo intrattenimento, ma una vera e propria esperienza di vita. E noi ne abbiamo bisogno.

13 canzoni in Reanimation: 12 strumentali e l'ultima, Dream Away, cantata. Provate a immaginare la poesia e l'impatto profondo dei Sigur Ros, con le loro evocazioni nordiche, i loro paesaggi, i loro mondi che si dischiudono di fronte a noi e la capacità pop e melodica dei Coldplay.
Cerco di dare una piccola idea di quello che potrete trovare in questo disco, ma so già che sarò sempre e comunque parziale, perchè sensazioni così forti non riesco veramente a metterle in parola. Caldo e freddo, luce e buio, shoegaze e sussurri, indie rock e classicismi, arrangiamenti d'archi roboanti e gentilezze al piano, tempeste e quiete, epicità e linearità, arpeggi e riverberi e noi, in estasi, completamente avvolti da tutto questo che vorremmo non smettere mai di sognare o di immaginare.

La musica di Lights & Motion ha bisogno di immagini, si nutre delle nostre immagini mentali e cresce con esse. E' capace letteralmente di farci pensare a momenti di vita, stati d'animo e sensazioni che fanno parte del nostro percorso e si aggancia a questi. Presa singolarmente, senza questo collegamento, rischia di apparire fine a sè stessa e ridondante, ma se l'ascoltare in modo naturale si lascia trasportare non potrà non associare alla musica delle imagini. Forse per un disco potrebbe essere un limite richiedere questo sforzo a chi ascolta, forse si...per me invece è pregio, perchè vi assicuro che di sforzo non si tratterà.


Forse questa è la prima recensione dove non citerò nessun pezzo, ma sarebbe un torto per le canzoni che casomai non citassi e comunque è un disco dove ogni brano è legato all'altro, in quanto singolo passo di un cammino e, come dicevo, è qualcosa di profondamente personale quello che ogni canzone mi trasmette che ho deciso, per questa volta, di non segnalare nessun brano.
Vi posso solo confessare che ascoltando Home mi sono commosso e non so più da quanto tempo non mi capitasse di piangere ascoltando una canzone.
Voglio solo dire grazie a Chris, per aver dato una musica incantevole ai miei sogni e alla mia vita. Grazie.

Lights & Motion: l'intervista

Il mio 2013 per il momento ha una sola, favolosa, colonna sonora. E' l'album d'esordio di Lights & Motion,"Reanimation", progetto del giovane polistrumentista Christoffer Franzén, che ha realizzato un disco magnifico: intenso e visionario colora sogno e realtà con una grazia e una sapienza musicale di raro spessore tra arrangiamenti epici e momenti più rarefatti.
Disco strumentale che, come uno scrigno ben custodito, racchiude perle e tesori di inestimabile valore, mentre echi di Sigur Ros, Coldplay, Smashing Pumpkins, Explosions In The Sky si affacciano alla nostra mente, creando incantevoli riverberi che realmente emozionano l'ascoltatore.
 Ringrazio John della Deep Elm per la sua disponibilità nel mandarmi il promo dell'album in anticipo e naturalmente ringrazio Chris per la sue gentilezza e disponibilità. 
Non lasciatevi sfuggire un simile disco! Ve lo assicuro!

(Ps...grazie a Martina Zorat)


Ciao Chris ci puoi parlare un pò di te? Hai avuto altre esperienze musicali prima dei Lights & Motion?
Ciao Ricky, ciao Italia! Ho 24 anni, musicista autodidatta / produttore / addetto al mixer e vengo da Goteborg in Svezia. Ho iniziato a studiare la chitarra piuttosto tardi, quando avevo 16 anni. La chitarra è ancora il mio strumento principale e il resto (batteria, pianoforte, basso, ecc) l'ho imparato andando avanti. Se sentivo di avere bisogno di qualcosa nelle mie canzoni, cercavo di imparare a usarlo da solo. In primo luogo è molto gratificante realizzare tutte queste cose diverse e in secondo luogo, non dovete dipendere da qualcun altro per realizzare qualcosa. Penso che faccia parte della mia necessità di controllo musicale.
Prima di Lights & Motion ho suonato la chitarra in un altro gruppo. Abbiamo fatto bene e avuto modo di suonare di fronte a 10.000 persone nel corso di un grande evento, ma poi le cose iniziarono ad andare male in termini di ambizione musicale e alla fine ho lasciato.

Per quanto tempo hai lavorato alla realizzazione di questo disco? Hai suonato da solo gli strumenti o hai avuto amici e collaboratori che ti hanno aiutato?
Ho creato L & M circa 15 mesi fa, quando ho lasciato la vecchia band. Inizialmente non è mai stato concepito per essere un vero e proprio progetto a tutto tondo, ero solo un chitarrista e ho avuto seri dubbi su quello che avrei potuto fare da solo.Ma ha cominciato a creare alcune canzoni in quel periodo, e tutte sono uscite durante lunghe notti trascorse da solo in studio.
Ho postato uno o due pezzi su SoundCloud per lasciare che i miei amici e la famiglia sapessero cosa era stato fatto fino a quel momento e un giorno ho avuto un sacco di email da persone da America, Canada, Messico, ecc, che mi dicevano quanto avevano amato le canzoni e mi chiedevo circa la possibilità di un album. Ho addirittura scoperto che la pagina di Facebook “PostRock” con 40.000 membri aveva pubblicato una delle mie canzoni con la citazione "Una delle uscite più attese del 2012".
Per molto tempo non ho avuto alcuna intenzione di registrare un album, ma la gente continuava a scrivere, mostrando un vero interesse così mi sono concentrato sulle registrazioni di Reanimation.
Io fondamentalmente faccio tutto da solo, dalla composizione alla progettazione / produzione, dal mixaggio all' artwork. Non ho avuto alcuna formazione, così ho speso un sacco di notti aggiustando musica in studio per arrivare al punto in cui quello che avevo nella mia testa potesse uscire dagli altoparlanti.
Suono io tutti gli strumenti. E 'un sacco di lavoro, ma ho difficoltà a fidarmi degli altri per fare bene le cose e, anche se in passato ho avuto compagni di band , mi piace ancora suonare tutto da solo per farlo al meglio quindi credo che sia un vantaggio sotto le mentite spoglie della solitudine.

Com'è nata la collaborazione con la Deep Elm?
Ho capito presto che la mia musica poteva adattarsi a film, tv, trailers, ecc. e stavo cercando una casa editrice / etichetta.
Condivido lo studio con un altro gruppo da Goteborg chiamato Dorena, che erano stati messi sotto contratto dalla Deep Elm. Sapevo che avevano fatto un bel po 'di lavoro di promozione, il lancio in televisione etc, così ho mandato una mail chiedendo se loro volessero l'esclusiva, perché in quel momento avevo diversi contratti di fronte a me.
Prestissimo, dopo il primo contatto, la Deep Elm voleva firmarmi dopo aver ascoltato solo una o due canzoni. Abbiamo fatto, e dopo pochi mesi ho avuto il mio primo passaggio quando la NBC ha usato la mia canzone Home per il trailer di lancio del loro nuovo mega-show "The New Normal".

Emozionante, coinvolgente e struggente: non riesco a non farmi coinvolgere dalla tua musica. Forse era questo che volevi, arrivare a toccare la mente e il cuore dell'ascoltatore vero?
Presto, prima ancora che ci fosse la musica composta, ho avuto questa visione di qualcosa di grande e incredibilmente bello. Ho pensato in termini di parole, immagini e filmati sull'estetica del mio imminente progetto musicale e una delle cose che volevo fare era di avere una sorta di malinconia mescolata alla speranza.
Qualcosa che ha la capacità di prenderti e innalzarti e farti triste allo stesso tempo. Sono sempre più toccato dai saliscendi che dalla semplice pianura.

Concordi con me che ad ogni ascolto emergono nuovi piccoli particolari, sfumature, cose nascoste che più si ascolta il disco più vengono a galla?
Si, ci sono molti dettagli in questo disco che si potrebbero perdere a un primo ascolto. Ho speso un sacco di tempo a concentrarmi su piccoli dettagli come il suono riverberato che si sente in sottofondo o le ampie code soniche. Ci sono molti livelli e qualcuno potrebbe etichettare il tutto come musica fin troppo auto indulgente, ma non penso. Si adatta al suono che sto realizzando.

Vedi più il tuo disco come un viaggio immaginario, nel quale una persona può avere diversi stati d'animo e sentimenti o una specie di colonna sonora per un film ancora mai realizzato?
Sicuramente vedo questo album come un viaggio musicale che inizia con il primo pezzo e si chiude alla fine. Ma ho cercato di inserire elementi diversi nelle canzoni e renderle dinamiche, proprio come accade in un film. Un sacco di canzoni sono tratte dal tema del sogno e della veglia. Non è un concept album nel vero senso della parola, ma per me ha sicuramente un filo rosso che lo attraversa tutto, e sono sicuro che ha a che fare con il modo in cui è stato creato. Quasi tutto è stato registrato da me durante la notte con la sensazione di essere solo al mondo, o l'unica persona sveglia in una città che dorme. Ho cercato di far si che questo sottile messaggio attraversasse movimenti e tessiture oniriche. Volevo che l'album fosse colorato e vivace, con alti e bassi, proprio come i vostri sogni.

Mi piace l'aspetto epico della tua musica, come in Home, o i travolgenti arrangiamenti d'archi che usi, cose che poi però si incontrano (completano?) con la malinconia ad esempio di pezzi come Victory Rose o Dream Away. Due facce di una stessa medaglia o sbaglio?
L'estetica dei progetti, visivi o sonori, è sempre stata importante per me. Sono un grande appassionato di cinema e così ho voluto che la musica avesse una qualità cinematografica. Una malinconia potrebbe essere facilmente trasformata con piccole modifiche in speranza e poi tristezza, proprio come in Home. Mi piace questa ambivalenza.
Come mai la scelta di cantare solo nell'ultimo brano e non far sentire la tua voce anche in qualche altra parte dell'album?
Dream Away è il brano finale e l'unico che ha voce e testi. E 'stata la prima canzone scritta per L & M e un di quelle che ho portato con me per un lungo periodo di tempo.
Se si pensa a quello che ho già detto in precedenza a proposito dell'album, che è stato costruito in una dimensione di sogno e il trovarsi in un stato simile al sogno, e si ascolta il testo di Dream Away, si vede come questo richiami quello che ho detto e collega il tutto. Si tratta del passaggio che avviene dalla notte al mattino e della magia persa con esso, del non voler svegliarsi e della nostalgia per il sogno, che si vorrebbe riabbracciare ancora una volta: "Lights are coming in, drowning all that I can see, it´s a flood. Please dont, please dont, please dont make me, please dont, please dont, please dont take me. "
Si tratta di trovare qualcosa di più per la nostra vita di tutti i giorni.

Faded e Departure danno sfogo a riverberi quasi shoegaze, e sono l'aspetto più sonico del disco. Adoro queste canzoni, la loro intensità e permettimi, drammaticità. Immagino sia un genere che ascolti.
Grazie. Departure è una canzone che mi è venuta come un afflusso di sangue alla testa e l'ho registrata immediatamente, credo in un ora circa.
Volevo che fosse apocalittica e che coinvolgesse completamente l'ascoltatore e utilizzare questi riverbero accentuati come effetti faceva parte di questo.
Mi è sempre piaciuto quella parte di alcuni generi, perché si lega a questo aspetto onirico esagerato della vita che mi piace così tanto.
La tua musica è accostata ai Sigur Ros, forse per l'aspetto sognante, ma anche al pop dei Coldplay. Tu come vedi questi riferimenti? Ti ispiri a qualcuno in particolare?
Posso sicuramente vedere questi riferimenti riflessi nella mia musica e li accetto. La mia visione per questo progetto era di combinare diversi elementi di musicali che ho amato in un unico pacchetto.
Ho sempre amato Sigur Rós e le loro atmosfere fluttuanti e sognanti, quasi intoccabili. Anche i Coldplay sono stati una grande influenza, soprattutto quando per quanto riguarda le chitarre su questo album; loro sono molto melodici e minimalisti, anche se spesso messi in uno spazio così sono vissuti come ridondanti. Ho anche ascoltato un sacco di colonne sonore, e da qui viene l'ispirazione per gli arrangiamenti d'archi. Nel complesso ho voluto creare qualcosa che potrei chiamare MIA, ricorrendo a diversi elementi che ho amato di diversi generi. La linea di fondo è che si dovrebbe essere in grado di raccontare una storia.

Grazie ancora Chris. Con quale canzone dal tuo album potremmo concludere la nostra chiacchierata?
Grazie a te Ricky! Penso che Requiem potrebbe essere un buon pezzo per riassumere il tutto. E 'l'introduzione all'album e il pezzo più “tranquillo” fra tutti. Mi piaceva l'idea di partire con qualcosa di veramente tranquillo e lento per introdurre questi elementi diversi che si troveranno poi nel mondo di Lights & Motion.
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Hello Chris, could you tell us a little bit about you? Have you have another musical experience before Lights & Motion?
Hello Italy, Hello Ricky!
I am a 24 year old self-taught musician/producer/mixer from Gothenburg Sweden. I began learning the guitar quite late, around the time when I was 16. The guitar is still my main instrument and the rest (drums, piano, bass etc) I just picked up as I went along. If I felt that I needed something in my songs, I tried to learn how to do it myself. For one it´s much more rewarding to figure out how to do all these different things and secondly, you dont have to depend on somebody else to deliver. It´s part of my musical control-freak persona I guess.
Before Lights & Motion I played guitar in another band. We did alright and got to play in front of 10.000 people during a big event but then things started to go wrong in terms of the musical ambition and eventually I left.

How long did you work for the realization of this album? Did you play instruments on your own or did you have friends and employees who help you?
I created L&M about 15 months ago when I left the old band. Initially it was never meant to be a real project at all, I was just a guitarist and I had severe doubts about what I could do on my own. But I did start to create some songs during that period, and they all come out during long nights spent alone in the studio.
I posted one or two on soundcloud to let my friends and family know what I was up to and one day I had loads of emails from people from america, canada, mexico etc, saying how they loved the songs and wondered about the release of an album. I found out that the official PostRock facebook page with 40.000 members had posted one of my songs with the quote "One of the most anticipated releases of 2012".
For a long time I had no plans on recording an album but people kept writing and showing an interest so I went about the recordings of the album Reanimation.
I basically do everything myself, from composing to engineering/producing and mixing to artwork. I have had no training, so I have spent ALOT of nights tweaking stuff in the studio to get to the point where what I hear in my head comes out of the speakers.
I play all the different instruments myself. It´s alot of work but I have trouble trusting other people to get it right and even if I had bandmates I would probobly still like to play everything myself just to get it right so I guess it´s a blessing in disguise.

How was born the collaboration with Deep Elm?
I early on felt that I had this vision for my music to fit in movies, TV, trailers etc and I was looking for a publishing/licensing label.
I share the studio with another band from Gothenburg called Dorena and they was signed to Deep Elm. I knew that they did quite alot of licensing work, pitching to television etc, so I sent them an email asking if they were exclusive because at that time I had several contracts in front of me.
I very early on felt that I clicked with Deep Elm and they wanted to sign me after having heard just one or two songs. We did, and after a few months I got my first placement when NBC used my song "Home" during a fall-launch trailer for their new mega-show "The New Normal".

Emotional, engaging and melting: your music totally involve me. maybe is this your target? Reach and touch minds and souls of listeners, don’t you?
Very early on, before there was any music composed, I had this vision of something big and achingly beautiful. I thought in terms of words, images and movies about the asthetics of my upcoming musical project and one of the things that I wanted to do was to have this element of some sort of hopeful melancholia.
Something that has the ability to pick you up and make you sad at the same time. I am always touched more by the bittersweet then the plain sad.

Are you agree with me that new details and hide elements emerge after every listening?
Yes there are alot of details in this record that you might miss the first few times. I spent alot of time carving out the small detailed stuff, like reverb-tails sweeping across The stereo-image or reversed sounds bouncing in The background. There are alot of layers and it could be percieved as musicaly indulgent but I dont think so. It ads up to the sound that I am going for

Do you see your LP as an immaginary trip, where someone could have different moods and feelings or as a soundtrack for an ever made film?
I definately see this album as a musical journey that you could go on from the start of it to the ending. I tried to incorporate different elements in the songs and make it dynamic, much like a movie is presented. Alot of the songs are drawn from the theme of dreams and being awake but feeling distant. It´s not a concept album in it´s true sense but for me it definately has a red thread that goes through it all, and I´m sure that has to do with the way it was created. Almost everything is recorded by myself at night with this feeling of being all alone in the world, or the only person awake in a city that sleeps. I tried to get that subtle message across through different dream-like textures and motions. I wanted the album to be colorful and vivid, with highs and lows just like your dreams.

I like the epic look of your music, as in Home, or the overwhelming strings arrangements you use in it. All this is completed with the melanconia of songs as Victory Rose or Dream Away. Two sides of the same coin, isn’t it?
The asthetics of the projects, visually or sonically, was always important to me. I am really into movies and so I wanted the music to have that cinematic quality. That melancholia could easily be turned with sublte changes from hopefull to sad,just like in Home.
I like that ambivalence.

Why you choose to sing just only in the last song and not in the rest of the album?
Dream Away is the final track and the only one that features proper vocals and lyrics. It was the first song written for Lights & Motion and one that I have been carrying with me for a long time.
If you think about what I mentioned earlier about the album being buildt arround dreams and finding yourself in a dream-like state, and listen to the lyrics of Dream Away, it really mentiones all that and ties it all together. It´s about that change from night to morning and the magic thats lost with it, about not wanting to wake up and yearning for the dream to embrace you once again.
"Lights are coming in, drowning all that I can see, it´s a flood.
Please dont, please dont, please dont make me, please dont, please dont, please dont take me. "
It´s about finding something more then your everyday life.

Faded and Departure lead almost in shoegaze reverb and there are the most sonic aspect of the album. I love these songs, their intensity and drama. I think it’s a genre you listen.
Thank you. Departure is a song that came to me like a rush of blood to the head and I recorded it instantly, taking maybe 1 hour.
I really wanted it to be massive and just totally take you over and using that massive reverb as an effect was a big part of that.
I have always enjoyed that specific part of some genres, because it ties in to that dreamlike larger then life aspect that I enjoy so much.

Your music is approach to Sigur Ros, maybe for the dreaming look but to the Coldplay’s pop though. How do you see these references? Have you been inspired by someone in particular?
I can definately see the references reflected in my music and I can stand for that. I had a vision for this project about combining different elements of music that I enjoyed into one package.
I have always loved Sigur Rós and their dreamy, floaty ambience - it´s almost untouchable. Then again Coldplay has been a big influence, especially when it comes to the guitars on this album; They are very melodic and minimalistic, though often put in such a space that they are experienced as huge. I also listened to alot of movie-soundtracks, and thats where some of the inspiration for strings comes from. All in all I wanted to create something that I could call my own by drawing from different elements that I loved from different genres. The bottomline being that it should be able to tell a story.

Thank you again, Chris. What song of your album could we choose for the end of our conversation?
Thank you! I think that requiem is a lovely piece to sum it all up with. It is the intro to the album and the most low-key one of them all. I liked the idea of starting of really quiet and slowly introducing these different elements that you could find in the world of Lights & Motion.

mercoledì 9 gennaio 2013

Northern Portrait.....PAZZESCHI

C'è poco da dire. Un nuovo Ep che rasenta la perfezione assoluta. Poi ce ne stiamo qui a parlare di Suede e compagnia bella e arrivano i NP e in 4 pezzi toccano vette di assoluta magnificenza.


Io mi inginocchio e ringrazio Dio di poter ascoltare simili meraviglie.

Godete anche voi.


lunedì 7 gennaio 2013

Il ritorno dei Chapel Club

Chi mi conosce sa quanto abbia amato il primo disco dei Chapel Club.
Poi il gruppo si è chiuso in studio. Sono arrivate solo news sporadiche, più qualche nuovo pezzo che lasciava presagire un cambio netto di direzione, verso territori quasi dance o comunque con l'uso di sintetizzatori e di ritmiche decisamente diverse rispetto all'esordio.


 Ora ecco apparire questa Jenny Baby, che conferma la strada intrapresa, ma che, nonostante tutto è favolosa!
E ora grande attesa per l'album!

2 buone news: Cheatahs e Suede....

Esce l'ep dei Cheatahs e questa è la mia recensione per Troublezine:


Dischi come quello dei Cheatahs non sono semplicemente una raccolta di canzoni, no, sono veri e propri atti d'amore verso un periodo musicale fondamentale come quello dell'indie americano e britannico anni '90.

Prendete il vostro orologio musicale e rimettetelo sulle coordinate Creation Records in vena di capolavori, con gruppi storici come Swervedriver o Sugar che se la spassano in cantina a suonare e fare casino con i Dinosaur Jr, con bei posteroni dei Sonic Youth e Sebadoh appesi alla parete, mentre i Catherine Wheel approvano compiaciuti. Roba che da quella cantina verrebbe voglia di non uscire più se non quando la nostra dose di power pop, feedback, ritornelli pazzeschi e rumorosi non si è placata.

Ve lo dico subito, queste 8 canzoni non riusciranno a calmare questa sete, ma anzi, sono talmente ben fatte e soniche che aumenteranno la nostalgia e il bisogno di qualcosa di nuovo. Questo perchè in realtà il disco è la ristampa dei primi due ep del gruppo, opportunamente uniti e con i pezzi rivisitati, ma rimane comunque raccolta di materiale già edito.

Ecco quindi che come biglietto da visita funziona fin troppo bene, per quelli a cui "non basta mai"!
Ho Flake in loop, con la sua freschezza, i suoi cori e quella melodia che ti entra dentro e non ti molla più ma perchè non citare The Swan con una voce che rimanda addirittura ai Ride mentre un suono compatto e caparbio ci entra in testa con riverberi shoegaze che flirtano con un grunge accattivante? Questo è il paradiso per chi adora le melodie che emergono da muri di chitarre soniche (SANS, con assolo bello metalloso e quel gioiello scintillante di Coared che ti pervade completamente come una febbre impossibile da debellare). Che poi riescano anche a essere malinconici e con toni moderati come in Jacobi, beh, è solo un nuovo punto a favore per una band che ha già raggiunto un punto non indifferente di eccellenza.

Mi sbilancio? Attendiamoci cose immense in questo 2013 da loro!

Tracklist:
01. The Swan
02. SANS
03. Fountain Park
04. Flake
05. Coared
06. Ripper
07. Jacobi
08. Froshed

C'è poi questa bella sorpresa dei Suede, che sul loro sito mettono in free download un nuovo pezzo, Barriers, che pur non essendo il nuovo singolo, è comunque un graditissimo antipasto del nuovo disco "Bloodsport" che uscira in marzo.


Taglio epico e pieno, mi pare un bell'incrocio tra U2 ed Embrace.
Insomma un buon ritorno.

Aloha. Ricky

sabato 5 gennaio 2013

Un paio di veloci recensioni.....



The Heartbreaks “Hand On Heart ep”

Nuovo ep per gli Heartbreaks, che mantengono altissime le aspettative verso di loro, pur spostando un po' il tiro sonoro. 4 brani in chiave elettro-acustica (2 sono inediti), impreziositi da curati arrangiamenti d'archi che sottolineano il lato malinconico e toccante del gruppo, soprattutto in Jealous, Don't You Know e Close The Courtains mentre Hand On Heart (supervisionata da James Banbury, ex The Auteurs) acquista ancora più in brio e diventa scintillante. 

La perla è Why Do You Always Make Me Cry, rigogliosa e coinvolgente parabola acustica dal profumo “smithsiano”, che l'arrangiamento rende irresistibile nella presa melodica. IL NUOVO ANNO CI MOSTRA IL GRUPPO SEMPRE DECISAMENTE ISPIRATO.
 

SOS “A Challenge To The Dark ep”

Jonny Skinner sembra avere le idee chiare per il suo gruppo e si lancia in un suono pieno e carico, pronto a catturare i riverberi altisonanti di formazioni come U2 e Glasvegas in termini di potenzialità melodica, ma anche Clash per grinta e impatto immediato. 

Sicuramente i cori epici di Today's The Day e A Challenge To The Dark sono già pronti per la prova “stadio”, trascinanti e di facile presa. Carry On Suzie profuma di rock'n'roll genuino e sanguigno, con quella batteria che picchia e l'incedere che punta al crescendo. 

Ritmi appena più bassi in Under The Moonlight, la migliore del lotto, e Hometown: più liriche, crepuscolari e attente ai particolari. OTTIMO BIGLIETTO DA VISITA.